Concorso in abuso d’ufficio: condanna a 4 mesi per assessore Di Giamberardino

Alessandro Biancardi

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Concorso in abuso d’ufficio: condanna a 4 mesi per assessore Di Giamberardino
PIANELLA. Alla fine è arrivata la sentenza di condanna a 4 mesi per il reato di concorso in abuso d’ufficio per l’assessore Vincenzo Di Giamberardino.

La pena è stata sospesa ma oltre al pagamento delle spese legali l’assessore di Pianella dovrà incassare anche l’interdizione dai pubblici uffici per lo stesso periodo.

I fatti si riferiscono all’utilizzo dei certificati anagrafici ed ai dati richiesti alla banca dati del Comune di Pescara. E’ l’indagine che la polizia postale stava seguendo quando si imbatté -durante una perquisizione a Guido Dezio- nella famosa lista di imprenditori che diede l’avvio all’inchiesta per corruzione a carico dell’ex amministrazione comunale e denominata Housework.

Verso la fine del 2007 venne intercettato un fax inviato da un asilo di Pianella al Comune di Pescara con al richiesta di certificati anagrafici e, dunque, nomi, cognomi, indirizzi e altri dati sensibili.

I poliziotti, coordinati dal pm Gennaro Varone, scoprirono che a mandare quel fax con quella richiesta quantomeno “irrituale” era stato Vincenzo Di Giamberardino, assessore di Pianella nella giunta di Giorgio D’Ambrosio e suo fidato collaboratore.

Con le seguenti perquisizioni gli inquirenti capirono che c’era un grosso interesse per quei dati senza però riuscire a comprendere a pieno come fossero stati poi utilizzati.

Era il periodo delle primarie per il Pd che aveva appena abbandonato la vecchia denominazione de la Margherita che già aveva visto come coordinatore regionale Giorgio D’Ambrosio.

In realtà pare che le richieste di certificati fossero state diverse, di sicuro una fu di 250 certificati poi effettivamente stampati e sequestrati presso la sede dell’Aca.

Individuato il dipendente comunale che aveva materialmente eseguito l’ordine, e dunque stampato i certificati, sentito dalla polizia postale ha ammesso di aver effettivamente fatto quanto richiestogli telefonicamente da Pianella e nel suo interrogatorio avrebbe confermato che in realtà non era la prima volta che succedeva una cosa del genere e che lui stesso aveva dovuto stampare oltre 500 altri certificati su ordine di Guido Dezio.

Il giudice del tribunale di Pescara, Camillo Romandini, ha ritenuto responsabile Di Giamberardino per il reato di concorso in abuso d’ufficio mentre il dipendente Comunale di Pescara, Luigi Lagonigro, è stato condannato per il reato di abuso d’ufficio sempre a 4 mesi. L’altra dipendente comunale, Loredana Troiano, invece è stata assolta su richiesta del pm Varone.

Sempre collegata a questa indagine è stata fatta scaturire quella che coinvolge sempre Di Giamberardino per una presunta “spintarella” per l’assunzione di una vigilessa al Comune che pende ancora davanti al giudice in attesa di sentenza che pure dovrebbe arrivare a breve.

Di Giamberardino è anche dipendente all’Ato pescarese dove la sua assunzione è tra quelle contestate da una inchiesta della magistratura che ha rilevato pesanti irregolarità nel reclutamento del personale ed è anche indagato insieme ai suoi colleghi Ferrante, Bernardini, e lo stesso sindaco D’Ambrosio.

25/06/2011 12.01