Dragaggio, Mascia: «Pescara ha perso credibilità a Roma dopo gli arresti»

Alessandro Biancardi

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Dragaggio, Mascia: «Pescara ha perso credibilità a Roma dopo gli arresti»
PESCARA. La situazione è sempre più difficile e dagli ambienti romani arriva «poca collaborazione». Per Mascia «la città ha perso credibilità dopo gli arresti» di Del Turco e D'Alfonso.

I risultati che l’Arta Abruzzo ha trasmesso ieri al presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, relativi a 12 campioni prelevati nella darsena del porto, non escludono l’immersione a mare della sabbia.

Ad oggi, però, non si può ancora decidere se questa pratica può essere seguita perché la caratterizzazione è parziale (i punti da analizzare sono complessivamente 53) e non è stata ancora verificata la compatibilità di questo materiale con i siti a mare.

Lo ha reso noto ieri pomeriggio Testa nel corso dei lavori del consiglio comunale, convocato in via straordinaria per discutere del dragaggio del porto di Pescara.

Testa ha anche annunciato che nei prossimi giorni, su indicazione dell’Ispra, l’Arta procederà ad effettuare tutti gli accertamenti necessari sui siti a mare mentre per il 4 luglio sono attesi dall’Arta i dati definitivi relativi alla darsena, e quindi su tutti i 53 campioni.

Il presidente ha ricordato di non essere stato ancora nominato commissario del dragaggio.

Il sindaco Mascia, che in queste settimane deve gestire l'emergenza dragaggio e l'emergenza ripascimento, sostiene che la situazione attuale del porto canale sia «figlia di scelte politiche sbagliate effettuate 15-20 anni fa, forse nate sull’onda emotiva, ma comunque sbagliate», e oggi l’amministrazione comunale «ha scarsi margini di operatività per incidere sulla vicenda».

Il fiume ogni anno trascina ben 80mila metri cubi di materiale nella darsena, materiale che si sedimenta nella diga foranea, tanto che oggi sarebbe necessario un dragaggio tra i 450mila e i 700mila metri cubi solo per ripristinare fondali di 6,50 metri nella darsena commerciale e di 4,50 nel porto canale

Così il sindaco continua a sottolineare che «la problematica che oggi stiamo pagando» non è «imputabile al nostro governo cittadino nonostante l’atteggiamento persecutorio del centrosinistra che pure ben sa che l’amministrazione comunale non può produrre un solo atto nel merito della vicenda».

«SULLA VICENDA HANNO INCISO ANCHE GLI ARRESTI»

Mascia prova a ripensare a quello che è successo negli anni passati: «il centrosinistra non aveva un gran rapporto con il proprio Governo regionale con un presidente, Del Turco, che ignorava l’ex sindaco di Pescara. Ricordo quando con l’ex sindaco D’Alfonso andammo a Roma per i tagli alle linee ferroviarie, e il Ministro dell’epoca, di centrosinistra, non ricevette il sindaco stesso. Poi è arrivato anche il terremoto giudiziario e purtroppo l’arresto di un presidente della Regione e l’arresto, con i domiciliari, di un sindaco, tutti di centrosinistra, hanno inciso molto negativamente per Pescara nella considerazione degli ambienti romani, oggi ne paghiamo lo scotto in termini di credibilità».

«La novità – ha proseguito il sindaco Albore Mascia -  è però arrivata proprio dal Presidente Testa che ci ha detto che un quarto delle analisi sul materiale da dragare lascia ben sperare per la possibilità di sversare in mare quei fanghi, e lo ha detto la stessa Arta che per 18 mesi ci ha negato tale possibilità. Oggi è improvvisamente divenuto possibile ciò che 18 mesi fa non lo era: è evidente che con lo sversamento a mare il dragaggio sarebbe costato appena 10 euro a metro cubo e con 500mila euro avremmo già portato via 50mila metri cubi. L’Arta ci parlava prima di poter utilizzare la vasca di colmata, poi all’improvviso anche quella vasca divenne inutilizzabile perché non era impermeabilizzata, eppure quella vasca è stata usata per anni dal centro-sinistra, fino al 2006, e a questo punto chiedo all’Autorità giudiziaria di fare luce anche su questa strana vicenda. Automaticamente siamo finiti nel pasticcio odierno, senza dimenticare che l’intera vicenda è stata gestita completamente dal Provveditorato alle Opere pubbliche».

Al termine del dibattito in Consiglio ieri è stato votato con 25 voti a favore, ossia all’unanimità dei presenti in aula, un ordine del giorno in cui si auspica «l’approvazione in tempi brevissimi del Piano regolatore Portuale e invita il sindaco e la Giunta a intraprendere, per quanto di competenza, ogni possibile misura politico-amministrativa per favorire la risoluzione della problematica inerente il dragaggio del Porto canale di Pescara nel più breve tempo possibile, operando in collaborazione con il Commissario del porto canale individuato nella persona del Presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa, non appena sarà formalizzata tale nomina».

21/06/2011 9.04