Urbanistica ex Cofa, dubbi sui trasferimenti di cubatura

Alessandro Biancardi

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PESCARA. La giunta Mascia pensa alla possibilità di trasferire nell’area dell’ex Cofa una quota parte della superficie utile edificabile oggi prevista nell’area degli ex serbatoi Di Properzio.

L'obiettivo, spiega la maggioranza, sarebbe quello di «dare più spazio alla ricettività, meno alla residenzialità». Ma per l'opposizione l'idea non è ricevibile e scoppia la polemica.

La delibera di indirizzo sul Pp2 è approdata ieri all’esame della Commissione consiliare Gestione del Territorio presieduta da Marco Mambella.

«In sostanza – ha spiegato Mambella – nella delibera la maggioranza ha inserito l’ipotesi progettuale di trasferire dalle aree ex Di Properzio una quota parte di edificabile, circa 4mila metri quadrati, sull’area ex Cofa».

Per il momento si tratta di «una proposta puramente ipotetica», assicura l'esponente di maggioranza, sulla quale, approvata la delibera in Consiglio, si dovrà cominciare a lavorare.

Ma la sola ipotesi ha scatenato le polemiche del centrosinistra.

«Polemiche che – ha sottolineato l’assessore all'Urbanistica Marcello Antonelli – non hanno alcuna ragion d’essere. Quella inserita in delibera è solo una ipotesi finalizzata alla costituzione di un macro-comparto esclusivamente pubblico date le proprietà del Comune e della Regione, ossia l’ex Cofa, presenti nell’area che potrebbe tradursi in un fondo immobiliare. L’obiettivo, su cui stiamo facendo una riflessione, e comunque ancora in fase di valutazione, è la valorizzazione del patrimonio pubblico del Comune di Pescara. Non è una questione urbanistica, perché non abbiamo previsto il trasferimento di una volumetria, ma solo di una potenziale capacità edificatoria, ossia non si determinano automaticamente ‘più mattoni’ nel subambito C».

I DUBBI DEL PD E DI RC

Secondo i consiglieri del Pd Camillo D’Angelo, Enzo Del Vecchio, Florio Corneli e Antonio Blasioli, è stato evidente nel corso della riunione «il disorientamento della maggioranza» quando quelli di opposizione hanno chiesto il perché di quelle modifiche e il perché non si sia avviato fin da subito una discussione sul progetto esistente.

«Nessuno della maggioranza è riuscito a chiarire come e perché il Comune di Pescara debba vedersi trasferire una capacità volumetrica ed un valore economico dall’ambito b all’ambito c, cioè da edilizia libera ad intervento di carattere pubblicistico, senza nessuna considerazione sulla eventuale compensazione economica per il diverso valore che si verrebbe a determinare».
«Troppa approssimazione» e «tanta disinvoltura», secondo il Pd, su una tematica «di grande valore normativo-urbanistico della Città non potevano trovare condivisione neanche all’interno della stessa maggioranza».

Dubbi ne ha espressi anche il consigliere di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo che già nelle scorse settimane aveva avuto modo di polemizzare con l'impostazione di merito e di metodo dell'assessore Antonelli.
«Si pongono esigenze di trasparenza finora eluse dalla maggioranza», sostiene Acerbo. «Mentre l’assessore Antonelli propone di regalare ai costruttori un bel cambio di destinazione di volumi residenziali e la Regione cerca di cedere a Becci senza gara le aree dell’ex-Cofa, sono stati accantonati sia la Stu che i progetti già pronti per il PP2. La cosa grave è che si tratta di una procedura, quella della Stu, e di progetti urbani realizzati proseguendo indirizzi risalenti alla giunta Pace – Sospiri».

Per il consigliere d'opposizione è «grave» che l’amministrazione comunale non abbia ritenuto di andare in commissione e in Consiglio ad esporre le sue criticità rispetto alla Stu e al progetto del PP2 e a chiedere il mandato per procedere su altre vie. «Naturalmente una maggioranza che ha vinto le elezioni può decidere di cambiare precedenti scelte urbanistiche e amministrative ma dovrebbe spiegare alla cittadinanza e in Consiglio Comunale le ragioni e non semplicemente far finta che non siano mai esistite», chiude Acerbo.

18/06/2011 11.57