Ex Cofa, «urgente bonifica del sito»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Si è tenuto ieri un sopralluogo dalla commissione comunale Ambiente all'ex Cofa: «condizioni penose, pericolose, malsane e insostenibili».CARPINETA: «REGIONE NON DEVE ESSERE SOLLECITATA» 

«Numerosi pezzi di copertura in amianto, staccatosi dal tetto, sono stati rinvenuti a terra, alcuni di grandi dimensioni, altri in frammenti sgretolati», raccontano i consiglieri Giuliano Diodati e Florio Corneli. «Il pericolo della dispersione delle fibre di amianto respirabili è stato, quindi, accertato. Sorvolando sulla vera e propria discarica ritrovata nei capannoni e le decine di giacigli sparsi qua e là nel complesso: materassi, bevande, alimenti, indumenti e tutto quanto possa servire a testimoniare la recente presenza di senzatetto».

Il presidente della Commissione, Nico Lerri, ha fatto sapere che richiederà al sindaco Mascia di emanare subito un’ordinanza urgente per sollecitare alla Regione Abruzzo l’immediata bonifica dell’area.

«Il problema non è solo l' amianto», dice Lerri, «ma anche le montagne di rifiuti all’interno e all’esterno dell’ex mercato ortofrutticolo che oggi somiglia a un’autentica discarica a cielo aperto, con ex uffici trasformati in alloggi, con materassi a terra e dispense per custodire gli alimenti».

Le aree esterne versano in un completo abbandono, tra resti dei vecchi carri di carnevale, ormai dismessi da due o tre anni, e sterpaglie non sfalciate da tempo. Il capannone più grande è una discarica: ovunque a terra ci sono pezzi di ferro, polistirolo, plastica, materassi sporchi gettati sul pavimento, cavi elettrici che sporgono dal soffitto, pezzi di porta spaccati, ovunque i frammenti dei vetri delle finestre finiti in frantumi, e nell’angolo nord c’è una sorta di alcova in cui è stata nascosta una bicicletta nuova di zecca, probabilmente frutto di un furto, e accanto una montagna di rifiuti alimentari, con scatole di vino vuote, scarti di cibo, pizze e altro pattume.

Alloggi ‘privati’ sono allestiti poi nei vecchi uffici della Cooperativa 83 che gestiva i servizi all’interno del mercato: al piano superiore ci sono piccole camere da letto attrezzate con materassi o giacigli di cartone, e, negli angoli, piccoli mobili con piantine della città, bottiglie d’acqua o di aranciata, e resti di cibo, oltre a buste contenenti vestiario. Mentre gli ex uffici della banca, locali completamente devastati, c’è una sorta di orinatoio all’aperto.

«E’ chiaro che non è tollerabile una simile situazione in pieno centro cittadino», ha proseguito Lerri, «nel cuore della riviera sud, in un’area compresa tra lo splendore del porto turistico e del PalaFiera, realizzato dalla Camera di Commercio, e un lungomare che comunque intendiamo riqualificare, in un’area tanto strategica quanto il Piano particolareggiato 2».

23/09/2010 8.33

CARPINETA: «REGIONE NON DEVE ESSERE SOLLECITATA» 

«La Regione Abruzzo non ha bisogno di essere sollecitata da alcuna ordinanza del Comune di Pescara che abbia per oggetto il "ripristino delle condizioni igienico sanitarie" dell'ex-COFA».

Lo ha chiarito l'assessore al Patrimonio, Federica Carpineta. «Un siffatto provvedimento, seppur richiesto a mezzo stampa dal capo della Commissione Consiliare Ambiente del Comune di Pescara, - ha proseguito l'assessore - non ha motivo di essere adottato, quindi non va neppure sollecitato. Infatti, è ancora in essere, in quanto nessuno lo ha esplicitamente disdetto, l'accordo tra Regione e Comune di Pescara. Secondo quell'accordo, il Comune, che ha in possesso e custodia l'immobile, si impegna sia a ripulirlo da quanto residuato dalle attività svolte in quell'immobile per conto della stessa Amministrazione Comunale sia a ripristinare i sistemi di custodia e quindi a riconsegnarlo alla Regione. Sempre secondo lo stesso accordo, la Regione Abruzzo si impegna, entro i sessanta giorni successivi alla riconsegna dell'immobile così ripulito, a procedere, con specifica intesa da fare con ASL e ARTA, a bonificare l'area dall'amianto. La Regione Abruzzo, in questo caso, - ha puntualizzato l'assessore - non può essere messa al muro da chicchesia. Le polemiche locali non possono essere scaricate sull'Ente Regionale. Gli accordi si fanno per essere rispettati. La Regione farà quanto concordato e lo farà non per placare la sete polemica di alcuno ma nell'interesse superiore ed imprescindibile della salute delle Cittadine e dei Cittadini di Pescara e di quanti frequentino quell'area».

23/09/10 16.31