Filovia. Russo: «impossibile fermare ora la filovia, ne risponderei penalmente»

Alessandro Biancardi

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Filovia. Russo: «impossibile fermare ora la filovia, ne risponderei penalmente»
PESCARA. La sentenza emessa da Michele Russo, presidente della Gtm, è inappellabile: «giuridicamente non si può più fermare la filovia, prevista anche la reclusione se chiedessimo risarcimento senza motivi.

E’ quanto emerso dalla conferenza stampa della Gtm, alla presenta del presidente e del responsabile del procedimento Domenico Fabiani, in risposta alle contestazioni dei cittadini per l’apertura dei cantieri sulla strada parco all’altezza della piscina Le Naiadi. La Gtm ha ripercorso una ad una le perplessità dei detrattori di quest’opera dichiarando «utile il confronto, ma troppo tardivo: si rischia di perdere tempo senza risultati».

Il punto fermo, secondo Russo, sarebbe che «visto lo stato di avanzamento, non è possibile qualsiasi ripensamento sia sulla tipologia di trasporto da impiegare sia sul tracciato dove realizzarlo, pena la commissione di gravi reati, quanto meno di natura contabile, da parte mia e dell’intero Consiglio di Amministrazione. Mi sono informato, c’è la reclusione da 6 mesi a 3 anni quando si chiede un risarcimento senza un motivo previsto dalla legge, e le proteste non sono tra questi».

Durante la conferenza stampa, il presidente della Gtm ha lanciato molte sfide ai contestatori. La prima: «ho da tempo chiesto a Mario Sorgentone (presidente dell’associazione Strada Parco, ndr) un parere legale su questo ma non è ancora arrivato». «Ma perché proprio sulla Strada Parco?», è la domanda di molti contestatori che preferirebbero far passare il Filò su via Caravaggio.

«C’è un vincolo giuridico», ha risposto il presidente, «che lega indissolubilmente il finanziamento dell’opera al sito che è, esso stesso, il presupposto unico ed irrinunciabile per il quale le città di Pescara e Montesilvano hanno ottenuto questa straordinaria opportunità. Su quel sito sono stati già spesi circa 6 milioni di euro per lavori ed espropri. In più, pongo una domanda: ma il diritto della signora della Strada parco vale di più di quello della signora di via Caravaggio?». Inoltre ci sarebbe anche il fatto che, secondo la Gtm, «solo quel tracciato può garantire a Filò quella caratteristica essenziale di “percorso dedicato” senza la quale la filovia perde ogni senso».

I PRO DELLA FILOVIA SECONDO LA GTM

Secondo il presidente, la filovia sarà una manna dal cielo per la soluzione di molti problemi: traffico, inquinamento, aumento del valore degli immobili. Non la vedono così i duemila cittadini dell’associazione strada parco che da oggi cominceranno a organizzare e a partecipare ad assemblee e tavoli tecnici.

«Partendo dal presupposto che Pescara è assediata dal traffico (oltre 100 mila macchine entrano in città ogni giorno)», ha dichiarato il presidente, «che per il 65% proviene da nord, ovvero da Città S. Angelo, Silvi e Montesilvano. Questa situazione rende le città di Pescara e Montesilvano invivibili e con condizioni ambientali insopportabili per migliaia di cittadini e pendolari. La soluzione del problema del traffico non può che passare attraverso l’offerta di un sistema di trasporto moderno, veloce, frequente, ecologico».

Molti cittadini e molti costruttori non vedono di buon occhio la realizzazione della filovia per paura che si svalutino le proprie abitazioni. «Sono certo che contribuirà, come già accade in altre città del mondo,», ha ribattuto Russo, «a far aumentare il valore immobiliare delle aree interessate, grazie al servizio che potrà offrire a chi vi risiede».

RUSSO: «PER UN’OPERA PUBBLICA NON SI FA UN BUSINESS PLAN»

Una delle più importanti contestazioni è quella della «antieconomicità dell’opera». Ma Russo non ci sta e risponde: «La realizzazione di un opera pubblica, fatta per dare beneficio alla collettività, non va valutata come un’opera privata quindi tesa al profitto. Sfido a dimostrarmi come una scuola o una strada si reggano economicamente da sole». Esiste un piano economico finanziario alla base della costruzione dell’opera che determini costi o ricavi a regime?

«Da un lungo calcolo», hanno risposto, «si evince che, prevedibilmente, il ricavo sarà di gran lunga superiore a quello sopra indicato. Considerato infine che i costi di esercizio previsti non supereranno i 2.000.000 di euro l’anno, si deduce che, pur con le previsioni meno rosee, la filovia produrrà un enorme miglioramento del servizio pubblico unitamente ad un utile di esercizio per la Gtm».

«Non sono previste perdite», si legge nella prima newsletter a cura dell’agenzia Mirus, il cui proprietario è lo stesso Michele Russo. Chi se ne farà carico, la Regione o i Comuni? «La Gtm è una società per azioni», scrive la Gtm, «in caso (non previsto) ci fossero delle perdite, queste saranno amministrate all’interno della gestione aziendale. I Comuni non possono in nessun modo essere coinvolti». Giusto. I Comuni no. Ma i cittadini sì, visto che la Gtm è una spa a totale partecipazione pubblica della Regione Abruzzo.

«LUOGHI COMUNI DA SFATARE»

Tanti i luoghi comuni da sfatare, magari alimentati dal passaparola e dalla scarsa conoscenza di un argomento così tecnico ma anche (anzi soprattutto) dalla mancanza di trasparenza che ha da sempre avvolto quest’opera. Il progetto esecutivo è ancora top secret per i cittadini. Un sito nuovo di zecca  non è bastato per ospitarlo in una sezione. Altra sfida lanciata da Michele Russo riguarda il problema dell’inquinamento elettromagnetico sollevato dai cittadini. «Sfido a trovarmi un fisico che venga qui», ha continuato Russo, «e mi affermi che la corrente continua a bassa tensione possa procurare un campo magnetico».

Per la questione semafori invece è stato detto che «non si creerà traffico perché il semaforo rosso dura 10 secondi, mentre il verde 10 minuti».

«Solo una critica mi sento di condividere con i cittadini: “il tracciato è monco”. Questo è un limite ma ci siamo attivati per passare subito alla costruzione del secondo lotto che andrà dalla stazione di Pescara al Tribunale-Università». Le risorse, hanno detto dalla Gtm, ci sono già: «derivano dalle economie di gara (ribassi di gara) e dagli interessi maturati per non aver ancora utilizzato tutti i fondi». La promessa è quella di iniziare i lavori non appena conclusi quelli del primo lotto. Previsto già un incontro con il capo dipartimento delle Ferrovie dello Stato «per chiedere di acquisire le aree del tracciato ferroviario così da non impattare tanto sulla città sfruttando un tracciato già esistente».

Manuela Rosa 22/09/10 13.00