Calcio scommesse, il giuliese Micolucci «tirato in mezzo». La serie A trema

Alessandro Biancardi

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CREMONA. Oggi è il giorno della verità per Marco Pirani, il dentista di Ancona arrestato nell'ambito dell' inchiesta sulle partite truccate della Procura di Cremona.

Il procuratore Roberto Di Martino intende chiarire infatti il contenuto delle sue dichiarazioni anche in merito a tre partite di serie A dello scorso campionato che il medico ritiene possano essere stare alterate. Si tratta di Fiorentina Roma (2-2), Lecce Cagliari (3-3) e Genoa Lecce (4-2).

Pirani ne ha parlato senza però circostanziare come possa essere avvenuta la presunta combine ed é intenzione del magistrato capire quale sostanza abbiano le sue parole. Dopo l'interrogatorio l'avvocato Alessandro Scaloni, chiederà gli arresti domiciliari per il suo assistito.

Nessuna disposizione è invece ancora giunta dalla procura cremonese alla Squadra mobile di Ancona per l'eventuale accesso alla cassetta di sicurezza di una banca di Camerano (Ancona), dove si sospetta che il professionista possa aver depositato denaro e assegni frutto degli accordi per truccare le

Oggi dal gip Guido Salvini saranno sentiti anche il commercialista Manlio Bruni, nel cui studio si tenevano le riunioni degli scommettitori "Bolognesi", tra cui Beppe Signori e l'ex calciatore Mauro Bressan, entrambi agli arresti domiciliari.

 LA POSIZIONE DEL GIULIESE MICOLUCCI

 Si sente «tirato in mezzo», invece Vittorio Micolucci, giuliese giocatore dell'Ascoli arrestato giovedì scorso. Secondo il suo avvocato, Daniela Pigotti, Micolucci «ha sempre giocato per vincere». «Anche durante Livorno-Ascoli (una delle gare contestate, ndr) il gol è nato da una sua punizione», ha spiegato Pigotti.

«E' una persona seria, con una compagna che ama ed è fuori dal giro veline-calciatori», ha proseguito l'avvocato, secondo il quale, il calciatore dell'Ascoli «chiarirà tutto».

«E' vero che era molto corteggiato e, dalle intercettazioni, si capisce che spesso non si faceva trovare - ha concluso il legale -. In quell'ambiente spesso ci sono dei millantatori».

Resta il fatto che Micolucci, in almeno un'occasione, la promessa di soldi per truccare le partite l'ha accettata, pur con una 'riserva mentale': Ascoli-Atalanta del 21 marzo 2011 che doveva concludersi con la sconfitta della squadra marchigiana.

Il difensore accettò la proposta di Pirani di 15mila euro, in caso di buon fine della scommessa ma, in campo, giocò normalmente. Micolucci lo ha spiegato quando gli è stata fatta ascoltare un'intercettazione tra lui e Pirani in cui il giocatore si scusava per il fatto che la partita era finita in pareggio e non con la sconfitta dell'Ascoli, come stabilito.

Ma, se fosse andata bene, avrebbe preso i 15mila euro? gli è stato chiesto: «Sì, li avrei presi», ha detto dando dimostrazione di una certa doppiezza.

 

TREMA SERIE A. ABETE, «CAMPIONATI NON SLITTANO»

 

«Sono attento e vigile, ma al momento le partite oggetto di indagine sono 18 e sono quelle evidenziate dalla Procura di Cremona. Non facciamo confusione», avverte il presidente della Figc, Giancarlo Abete, che alla Giunta nazionale del Coni ha illustrato la 'ricetta' per arginare la deriva e soprattutto avere più tutele in futuro.

E difendere anche l'operato della procura federale, sempre nel mirino per eccessiva lentezza. Oggi dovrebbero arrivare gli atti dei magistrati lombardi e Stefano Palazzi potrà cominciare l'inchiesta sportiva, ma la pressione non si allenta a via Allegri e la Federazione si sente accerchiata.

«Per ora non c'é rischio di slittamento dei campionati», tiene a dire Abete.

Palazzi aveva già in agenda l'audizione, dicono da via Allegri, ma intanto il bubbone stava scoppiando. «Io non sapevo che in quella data ci fosse questa comunicazione - afferma Abete - ma sono cose che attengono agli organi di giustizia, dove peraltro ogni giorno arrivano centinaia di richieste che vanno valutate».

«Palazzi ha sempre lavorato tanto», la difesa del presidente del Coni, Gianni Petrucci, che però sulla nuova bufera usa parole pesanti.

«Troppi soldi, il sistema calcio produce e per questo è preso di mira - il grido d'allarme lanciato dal capo dello sport - Ma qui c'entrano la malavita e le organizzazioni criminose. Dobbiamo richiamare i dirigenti a non parlare solo di soldi, serve più etica sportiva. Ma lo sport da solo non può fare tutto, è necessario l'aiuto delle istituzioni: per questo abbiamo scritto una lettera a tre ministeri (Economia, Giustizia e Interno, ndr): è una nostra richiesta, del resto il Cio ha chiesto l'intervento dell' Interpol e la Fifa dell'Fbi. Noi abbiamo debolezze che vanno supportate da leggi. Il fenomeno scommesse va combattuto come facciamo contro il doping, per questo abbiamo chiesto anche di introdurre sanzioni pecuniarie».

07/06/2011 12.11