Mannetti: «lavoriamo per far decollare l’aeroporto»

Alessandro Biancardi

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CARLA MANNETTI

CARLA MANNETTI

PESCARA. «Si, è vero: ad agosto l’aeroporto ha registrato un meno 4,8% di passeggeri rispetto al 2009, ma i dati complessivi registrano un aumento del 21%».

Carla Mannetti, dal 10 maggio presidente della Saga (la società di gestione dello scalo pescarese) affronta con prudenza le polemiche sempre in agguato dopo anni di trionfalismo ufficiale sull’aeroporto, abbondantemente foraggiato dai finanziamenti regionali.

«Nel 2009», ricorda, «ci sono stati 266 mila passaggi, oggi siamo a 323 mila. Ma non mi voglio nascondere dietro i numeri per non parlare dei problemi che ci sono. E che non sono solo nostri: il 5

ottobre prossimo a Perugia è stato convocato un incontro per discutere della situazione degli aeroporti del Centro Italia. Oltre Pescara, ci saranno Ancona, Perugia e Forlì».

Mannetti assicura di sapere bene «che l’Ups vuole lasciare e trasferirsi altrove, ma non è detta l’ultima parola – spiega - Conosco i problemi di Flyonair, so che le rotte bisogna ridisegnarle, so anche che ormai il 2010 è andato come anno su cui si può incidere positivamente. L’impegno mio e del Cda è di lavorare per il rilancio del movimento dei passeggeri e delle merci».

Passando anche per una ristrutturazione della Saga, un nuovo direttore, una diversa gestione dei fondi pubblici? «Siamo in attesa di nominare un nuovo direttore e sceglieremo secondo un criterio di professionalità. Stanno arrivando molte domande di candidati, anche da Ancona, l’aeroporto che viene spesso citato come termine di confronto con Pescara. Il piano marketing è stato rimodulato in diminuzione, è sotto esame il rapporto con Flyonair, va bene quello con Ryanair. Altre piccole compagnie hanno chiesto di venire a Pescara e stiamo esaminando le richieste – continua Carla Mannetti – tutti si lamentano che qui non vengono grossi vettori. Ma avete un’idea di quello che costano queste compagnie?»

Sullo sfondo il meccanismo infernale che fino ad oggi ha regolato i rapporti con alcuni vettori: mentre Ryanair riscuote un contributo ogni passeggero che sbarca, in altri casi meno passeggeri venivano trasportati, più alto era il “premio” concesso. Il che aveva prodotto un aumento delle rotte inutili e degli aerei vuoti finanziati dalla Regione. «E’ un aspetto che stiamo studiando: il problema è che l’aumento dei passeggeri c’è stato negli anni, ma non è stato proporzionale all’incremento dei finanziamenti al piano marketing – spiega il presidente – prima funzionava così: si proponevano rotte ed iniziative e si chiedevano soldi. Adesso cambia la prospettiva: si decidono prima le rotte o altro, si lavora d’accordo con la Regione e con gli altri enti locali ed i componenti del Cda e si trasduce il tutto in un piano marketing. Su questo l’assessore Morra è stato chiaro: la regione non sarà più la mucca da mungere».

Su cosa state lavorando in questo momento? «Cerchiamo di far decollare il collegamento con Torino, poi quello con Monstar. Allo studio è anche una rivalutazione dei voli cargo, a servizio di tutta l’economia abruzzese e dell’agricoltura in particolare. In questa ottica prevediamo anche un allargamento della compagine sociale, con la speranza che entrino come soci molti comuni importanti. E non è un caso che il 5 ottobre ci vedremo a Perugia, su iniziativa della locale Camera di Commercio. Si tratta di ottimizzare i nostri ruoli in una visione sinergica del ruolo che i piccoli aeroporti possono svolgere senza sovrapposizioni ed inutili concorrenze. Vede. Qui c’era il master plan, gli aerei arrivavano, ma vorrei che a decollare fosse l’aeroporto».

Sebastiano Calella 22/09/10 9.19