Le rassicurazioni di Catone non piacciono, poi il porto viene chiuso. I pescatori esultano

Alessandro Biancardi

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Le rassicurazioni di Catone non piacciono, poi il porto viene chiuso. I pescatori esultano
IL RACCONTO DELLA GIORNATA. PESCARA. Una conferenza stampa-vetrina sommariamente giudicata «insoddisfacente» del neo sottosegretario abruzzese, Giampiero Catone ha ridestato le ire dei pescatori.

Forse si attendevano qualcosa di più dall’esponente di governo che in una delle sue primissime uscite pubbliche dopo il contestato incarico ha scelto Pescara ed il problema del porto per misurarsi.

Sta di fatto che le marinerie abruzzesi hanno ripreso la loro protesta fragorosa occupando nuovamente l’asse attrezzato.

Almeno due o tre esplosioni di grossi petardi o bombe carta, nella centrale Piazza Italia, sono state avvertite intorno alle 12.45. Qui sono ancora numerosi i manifestanti che hanno atteso fuori l’esito della conferenza stampa di Catone.

Il sottosegretario è giunto nel capoluogo adriatico per l'esame delle problematiche del porto di Pescara che l'altro ieri aveva determinato l'assalto dei pescatori alla direzione marittima durante una manifestazione già annunciata. La zona è chiusa al traffico; oltre una trentina le forze dell'ordine presenti, tra poliziotti e carabinieri.

03/06/2011 13.21

LIBERATO IL PONTE: FIRMATA L’ORDINANZA

E’ stata firmata l’ordinanza di quasi totale chiusura del porto canale così come chiedevano da giorni i marinai. Potranno transitare solo i diportisti. Alla notizia le marinerie abruzzesi hanno sciolto i blocchi e urlato per il risultato ottenuto. Ora però si deve pensare alle soluzioni che siano durature, stabili ed effettive.

03/06/2011 13.58

L’ORDINANZA ARRIVATA CON LE MANIERE FORTI

 E’ arrivata alle 13.30 l’ordinanza di chiusura del porto tanto desiderata e cercata, anche con le maniere forti, dai marinai di Pescara esasperati dalla tragica situazione dello scalo per i mancati lavori di dragaggio iniziati ed interrotti più volte, quindi non risolutivi.

A portare il foglio come un trofeo sul ponte dell’asse attrezzato dove si erano già asserragliati i marinai, pronti ad occupare il ponte qualora non fosse arrivata la firma del comandante della Capitaneria, Francesco Scordella e Massimo Camplone. «Abbiamo la chiusura, sgombriamo qui e andiamo a mettere a posto le barche», hanno gridato tra gli applausi di tutti sventolando il foglio dov’è contenuta solo una piccola parte dell’ordinanza di chiusura (che presto dovrebbe essere disponibile sul sito della Direzione marittima).

E’ stata accolta da una ola sonora e da un lungo applauso. Poi le strette di mano tra marinai e con il questore vicario, Mario Della Cioppa, che in questi giorni ha cercato di mediare con i pescatori per mantenere la calma e gestire la protesta nella legalità.

 L’ORDINANZA DI CHIUSURA

«E’ temporaneamente interdetta la navigazione all’interno del porto canale a tutte le unità di pesca a strascico, volante e circuizione», si legge nella bozza dell’ordinanza consegnata ai pescatori, «nonché ad ogni altra tipologia di unità, i cui pescaggi non consentano l’effettuazione della manovre in sicurezza in relazione agli ultimi rilievi batimetrici, rilevati dall’Arta, che saranno periodicamente aggiornati e pubblicati sul sito web istituzionale dell’agenzia regionale».

I pescherecci  potranno ormeggiare nella banchina commerciale (molo di levante) «compatibilmente» con eventuali attività turistico/commerciali a cui resta la priorità di attracco in quella zona.

Nella canaletta di accesso al porto canale il transito è consentito ad una sola unità alla volta «nel pieno rispetto delle massime condizioni di sicurezza».

 CORI E PETARDI

Da mesi i pescatori chiedevano questa ordinanza, prima ci hanno provato con delle lettere, poi scendendo in piazza ripetutamente fino a mercoledì quando è andata in onda una vera rivolta degli armatori spazientiti che hanno assaltato la direzione marittima sfondando la porta di vetro con una sbarra del parcheggio.

Tutto, per ora, è finito con il sorriso dei pescatori contenti. Ma la mattinata è iniziata diversamente.

Cori e insulti di ogni tipo hanno salutato il sindaco Luigi Albore Mascia all’uscita dell’incontro in Regione alla presenza del capogruppo Pdl in Comune, nonché consigliere regionale, Lorenzo Sospiri, che ha subito dichiarato la disponibilità di un sito a mare (ad Ortona) in cui sarebbe possibile sversare eventualmente i fanghi. Rassicurazioni anche da parte dell’assessore regionale alla Pesca Mauro Febbo che starebbe individuando dei fondi per il risarcimento e cercando un accordo con la Regione Marche per il fermo biologico volto alla ripopolamento delle acque.

 LA RICETTA DI CATONE

Dopo il primo incontro in via Catullo, il gruppo di marinai si è diretto davanti alla Prefettura in attesa del neo sottosegretario all’Ambiente, Giampiero Catone, arrivato con più di mezz’ora di ritardo alla conferenza stampa. Due grossi boati, probabilmente originati da petardi, hanno accolto e poi accompagnato l’intervento del sottosegretario. A dividere il tavolo il rappresentante governativo, il presidente della Provincia, Guerino Testa, il comandante della Capitaneria, Pietro Verna, il prefetto Vincenzo D’Antuono, il sindaco Albore Mascia e l’assessore regionale alla Pesca Mauro Febbo.

La ricetta di Catone è semplice: «bisogna essere veloci, senza guardare indietro alle responsabilità, se occorrono prenderemo decisioni drastiche». «Non è questione di politica, ma di decisionismo», ha spiegato il sottosegretario, «ora lunedì ci sarà un tavolo tecnico e lì verranno prese delle decisioni, ma bisogna fare in fretta».«Ci vuole tanta buona volontà», ha aggiunto, «spero che l’Arta possa garantirci altre analisi e tempestivi risultati: in una settimana?». Mario Amicone, seduto in sala, ha annuito e ha rilanciato: «anche meno, anche meno».

Secondo il cronoprogramma prospettato da Catone in tre o quattro giorni si dovrà, qualora le analisi lo consentano, individuare un sito dove sversare i fanghi e procedere velocemente al dragaggio. Ma il problema secondo Catone andrebbe rivisto «in profondità»: «se dobbiamo scavare 10 mila metri cubi è un conto, ma se ne dobbiamo scavare 100 mila è un altro- ha detto- Ci vogliono delle analisi con i carotaggi a 2 o 3 metri».

«Non ci interessa guardare indietro», ha affermato il sottosegretario, «non vogliamo accertare le responsabilità politiche o amministrative, non ci interessa cosa sta facendo la Procura per adesso». Il riferimento è chiaramente rivolto all’inchiesta aperta dalla Procura di Pescara sul dragaggio, ma la vicenda non interessa Catone che «non sa e non c’era».

Per lunedì alle 10.30 in prefettura è previsto il tavolo tecnico, aperto ai rappresentanti di categoria, in cui verranno decise le sorti del dragaggio.

 IL DISAPPUNTO DEI MARINAI IN SALA

«Chiacchiere, solo chiacchiere», hanno urlato i marinai, «lo chiudete questo porto? Ancora alle analisi stiamo a pensare dopo due anni?». «Entro mercoledì vogliamo che sia individuato il sito», ha detto Francesco Scordella, «e rifatta la gara d’appalto».

Nessuno dei politici presenti però ha toccato l’argomento “ditta Nicolaj” (aggiudicataria dei lavori), i cui interventi ed attrezzature sono stata contestate, oltre che dai pescatori, anche dal consigliere Lorenzo Sospiri, deciso ad andare in procura per denunciare.

«Noi abbiamo famiglie che hanno fame», ha detto un pescatore in canottiera e ciabatte e con l’immancabile croce d’oro al collo battendo i pugni sul tavolo davanti al sottosegretario, «cosa gli dobbiamo dire? Ancora che si aspettano le carte?».

E’ stata poi la volta del Comandante Verna che ha rassicurato tutti sulla pronta promulgazione dell’ordinanza di chiusura (arrivata qualche ora dopo). «Vorrei ringraziare l’Arta», ha detto Verna, «perché ci ha assicurato la pubblicazione continua dei monitoraggi e dei rilievi batimetrici».

Ma la firma dell’ordinanza non arriva subito.

 BLOCCO DELL’ASSE ATTREZZATO

Così i marinai spazientiti e in attesa davanti il palazzo della Provincia si sono diretti sull’asse attrezzato bloccando nuovamente il traffico.

La mediazione del questore vicario ha limitato i danni per la circolazione: «tra 10 minuti chiamo il prefetto, se non firma potete bloccare il traffico e noi vi aiutiamo a farlo nella legalità».

Così i pescatori si distribuiscono ai lati del ponte lasciando libero il passaggio alle auto. Alcuni conducenti passano scocciati, altri si fermano, salutano ed incitano i pescatori.

«Arrestateci pure, ma finchè non arriva l’ordinanza noi da qui non ci muoviamo». Finalmente dopo mezz’ora arriva la notizia della chiusura del porto.

Ora si attende lunedì ma i marinai restano sul piede di guerra per capire cosa si farà in concreto. Il che è ancora tutto da decidere, valutare e realizzare.

 Manuela Rosa  03/06/2011 16.51

* RACCONTO, FOTO E VIDEO DELL'ULTIMA GIORNATA DI PROTESTA

 

Ordinanza 36.2011 Interdizione Parziale Del Porto Canale Pescara(1)