Dragaggio infernale, porto canale interdetto ai pescherecci

Alessandro Biancardi

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Dragaggio infernale, porto canale interdetto ai pescherecci
PESCARA. Una delegazione della marineria incontrerà questa mattina alle 10.30 l'assessore alla Pesca Mauro Febbo.*RIPASCIMENTO BLOCCATO, DITTA CHIEDE AL COMUNE 3,3 MLN DI EURO DI DANNI

L'incontro è stato fissato per l’inquadramento della procedura utile all’erogazione degli indennizzi per una mancata attività che si andrà a innestare nel fermo biologico.

Alle 11 presso la Prefettura, invece, il sindaco Luigi Albore Mascia incontrerà il neo-sottosegretario all’Ambiente Giampiero Catone per aprire il confronto sull’attuale emergenza dragaggio, ma anche sulle future soluzioni strutturali.

Un vertice che di nuovo si ripeterà anche lunedì prossimo, 6 giugno, sempre in Prefettura, con una delegazione ristretta degli Enti istituzionali coinvolti nella vicenda.

Invece ieri il primo cittadino ha incontrato il prefetto Vincenzo D’Antuono insieme al presidente della Camera di Commercio Daniele Becci mentre il comandante della direzione Marittima Verna ha incontrato una delegazione di operatori marittimi e rappresentanti della marineria per iniziare a delineare l’ordinanza che lo stesso comandante sta ora predisponendo al fine di creare una limitazione d’accesso al porto ben precisa e definita relativamente ai pescherecci.

Con proprio ordinanza, infatti, la Capitaneria di Porto accerta che, dai rilievi batimetrici eseguiti, si è constatato un ulteriore peggioramento della condizione dei fondali del porto, nonostante i lavori di dragaggio eseguiti, e pertanto si dispone la interdizione alla navigazione all’interno del Porto canale alle imbarcazioni da pesca e che queste, in via straordinaria ed eccezionale, potranno trovare ormeggio presso il porto commerciale.
Mentre con altra ordinanza viene consentito alla Ditta Di Properzio di eseguire operazioni di “allibo” e cioè scaricare benzine e gasolio solo con l’ausilio di una bettolina mentre la nave cisterna rimane ancorata fuori dal
porto.

«Entro pochi giorni», ha assicurato il primo cittadino, «si definirà meglio la vicenda inerente il dragaggio e lo sviluppo dello scalo portuale, dando una prima boccata d’ossigeno ai nostri operatori e alla marineria».

«Si deve alla caparbia azione della marineria, degli operatori commerciali e all’opposizione dalla città se oggi è stato possibile far certificare dalla massima autorità Istituzionale competente, quale è la Capitaneria di Porto di Pescara, che il porto di Pescara è oramai collassato ed incapace di accogliere e movimentare le imbarcazioni
pescherecce e commerciali», ha commentato il consigliere comunale Enzo Del Vecchio.

«Lontana la Regione e lontanissimo il Comune», continua l'esponente del Pd. «Trincerarsi dietro presunte logiche burocratiche, come ha voluto fare il Sindaco Mascia, rappresenta il classico esempio di fallimento dell’azione di governo che una Istituzione, come quella da egli rappresentata, dovrebbe svolgere nell’interesse della propria comunità».

Intanto il senatore del Partito Democratico, Giovanni Legnini, ha presentato due interrogazioni urgenti ai ministri delle Infrastrutture, Altero Matteoli, e dell’Interno, Roberto Maroni. 

«Le responsabilità del Governo, della Regione e del Comune sono pesantissime» sottolinea Legnini. «La presa d’atto dell’inagibilità è il primo e ormai non più rinviabile passaggio. Nel contempo va individuata la soluzione definitiva della nuova infrastrutturazione portuale, che eviti il ripetersi di tale emergenza portando a completamento la procedura di approvazione del nuovo Piano regolatore portuale, strumento indispensabile per il governo del Porto e delle sue economie».

03/06/2011 8.49

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RIPASCIMENTO BLOCCATO, DITTA CHIEDE AL COMUNE 3,3 MLN DI EURO DI DANNI

 PESCARA. Gli alti cumuli di sabbia sono ancora sulla spiaggia e nessuno sa che fine faranno. Intanto il ripascimento della riviera sud è stato sospeso ma il sindaco Mascia assicura: «è stato condotto nella massima trasparenza e serietà».

A fronte dell’indagine aperta dalla magistratura in seguito a un esposto, il Comune ha bloccato i lavori «per rispetto al lavoro condotto dalla stessa Procura», spiega il sindaco, «in attesa di conoscerne gli esiti che sappiamo saranno celeri e tempestivi».

Le tubature che erano state installate lungo la battigia sono state rimosse e  il dirigente comunale del Servizio Demanio Marittimo ha già firmato l’ordinanza per l’immediato sgombero delle aree demaniali comprese tra la concessione balneare Le Canarie sino al confine con Francavilla al Mare. E l’impresa avrebbe informato l’assessore delegato Del Trecco della propria volontà di iniziare le operazioni alle 6 di lunedì prossimo, 6 giugno. 

«Dall’altro lato», fa sapere sempre il primo cittadino, «attendiamo di sapere cosa fare dei cumuli di sabbia ancora depositati su alcuni tratti di arenile, ma prima di decidere la magistratura dovrà far sapere l’esito delle analisi di quei materiali». 

Nel frattempo l’amministrazione comunale ha già ricevuto la richiesta di risarcimento danni inoltrata dalla ditta Rossi Renzo Costruzioni di Marcon, in seguito alla sospensione del cantiere, pari a 3milioni 345mila 927 euro, «una richiesta che affronteremo con il nostro ufficio legale». 

Andrea Lancia, titolare dello stabilimento La Mila, e Clea Rocco, titolare del Lido 186 hanno ribadito «la condivisione da parte degli operatori della metodologia scelta dall’amministrazione per effettuare il ripascimento, ossia le condotte a mare anziché il trasporto della sabbia con i camion. Ora vi chiediamo solo di sensibilizzare la ditta affinchè venga al più presto a smantellare il cantiere per consentire a tutti di iniziare a lavorare e siamo disposti a dare tutto il supporto necessario per consentire loro di lavorare anche di notte. Inoltre chiediamo agli enti locali di esserci vicini per una campagna di rilancio della riviera sud soprattutto sotto il profilo dell’immagine turistica». 

«Saremo accanto agli operatori – hanno assicurato il sindaco Albore Mascia e il Presidente Becci -: a questo punto attendiamo solo qualche giorno per avere dati ed elementi certi e concreti in mano che poi andremo a ufficializzare alla città».

03/06/2011 8.51