Le indagini sul ripascimento: un cantiere aperto a tutti

Alessandro Biancardi

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         Le indagini sul ripascimento: un cantiere aperto a tutti
PESCARA. Sabato scorso la procura ha prelevato i campioni per le analisi sulla sabbia del ripascimento. Intanto il cantiere è fermo e i balneatori scalpitano con la stagione alle porte.

Dopo i prelievi del tecnico nominato dalla procura nell’ambito dell’inchiesta che vede indagate cinque persone per deturpamento o distruzione di bellezze naturali, sarebbe stata la società di sua spontanea volontà a fermare i lavori.

I prelievi, della procura, volti a scoprire se ci sia o meno inquinamento nella sabbia utilizzata per il ripascimento del litorale che va da piazza Le Laudi a Fosso Vallelunga sono avvenuti ormai una settimana fa.

Nel mirino degli inquirenti, però, potrebbero finirci anche le procedure seguite dalla Rossi Costruzioni di Marcon (Venezia) durante i lavori di ripascimento, per ora rimasti a metà. Il mancato rispetto di alcune prescrizioni potrebbe far prospettare scenari diversi.

Nulla di certo per ora e si continua ad indagare.

E sembrerebbe che a dare il via all’inchiesta non sia stato un esposto scritto, ma una telefonata di qualcuno ben informato ed esperto in materia, tanto da essere già incappato a sua volta in qualche vicenda giudiziaria per reati ambientali. Insomma qualcuno che probabilmente per ridimensionare la propria posizione ha interesse ad allargare gli orizzonti.  

 GLI STOP

Un cantiere vanto per l’assessore Del Trecco (ma l'appalto è del Porto turistico che sta dragando i suoi fondali e sparando la sabbia sul litorale) perché aperto «con ben 11 giorni di anticipo». Ma ora impantanato. Molto probabilmente ci sarà un ritardo nel termine del cantiere, visto che oramai da giorni è tutto fermo.

Lo stop provocato dall’inchiesta non è il primo subito dal cantiere. Nonostante le rassicurazioni provenienti da impresa e Comune sulla sicurezza dei lavori, l’Arta con la collaborazione del Noe aveva disposto già in precedenza la chiusura del cantiere perché, dai controlli effettuati, i siti di stoccaggio della sabbia (ovvero i cumuletti di sabbia che devono stare al sole per perdere la carica batterica) non erano realizzati secondo le prescrizioni con il rischio che fosse direttamente spalmata senza asciugarsi.

Ed è il problema che qualche cittadino aveva già segnalato nei giorni scorsi. L’impresa si era poi messa in regola realizzando i siti di stoccaggio e i lavori sono andati avanti.

Peccato però che a quelle montagne di sabbia non si dovesse, come stabilito da un’ordinanza della Capitaneria di porto, avvicinare nessuno, se non gli addetti ai lavori. Nei giorni scorsi, chiunque, indisturbato, ha potuto farsi due passi su quella sabbia, non ancora asciutta, contaminata da coli fecali e da altri batteri. Chi doveva far rispettare l’ordinanza?

Secondo le prescrizioni della Capitaneria, il cantiere doveva essere delimitato da transenne, o similari, visibili anche di notte. Inoltre a vietare l’ingresso ci sarebbe dovuto essere un cartello con una chiara dicitura “lavori di risistemazione arenile, divieto di accesso ai non addetti”. Ma le tante foto scattate nei giorni passati sul litorale sud mostrano un’altra realtà: transenne, dove presenti, a riposto poggiate a terra e persone che camminano sulla sabbia appena sparata e prendono il sole all’ombra degli enormi tubi neri.

 

 BALNEATORI SI APPELLANO ALLA PROCURA

I balneatori aspettavano questo ripascimento da due anni. Avevano tirato un sospiro di sollievo quando hanno comunicato che c’erano i fondi, l’appalto, la sabbia del porto turistico. Ed, invece, ora scendono di nuovo nel baratro dell’incertezza sul loro futuro e sull’imminente stagione estiva.

«Il ripascimento della riviera sud di Pescara deve riprendere subito», ha detto il presidente del consorzio Ciba, Riccardo Ciferni, «altrimenti questa vicenda si trasformerà in un dramma per decine di famiglie». «Concluso il week end, ci attendiamo notizie già per l’inizio della prossima settimana», ha aggiunto, «e per tale ragione lanciamo un appello a tutte le istituzioni affinchè, chiarita la vicenda, si torni a riattivare il ripascimento per consentire l’avvio della stagione».

A breve dovrebbero essere a disposizione degli inquirenti i risultati dei prelievi effettuati sabato scorso che sveleranno lo stato di salute del litorale sud.

 Manuela Rosa  28/05/2011 11.13