Alinovi, «morte del bimbo causate da condotte non idonee post operazione»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2678

Alinovi, «morte del bimbo causate da condotte non idonee post operazione»
PESCARA. Giornata importante quella di ieri per il caso di Paolo Alinovi, il neonato morto nel nosocomio pescarese nel 2009.

Si e' chiuso davanti al gip del tribunale di Pescara, Luca De Ninis, l'incidente probatorio: i periti nominati dal giudice, Giuseppe Fortuni e Fabrizio Demaria, entrambi di Bologna, nella loro relazione hanno sostanzialmente escluso responsabilità nella fase dell'intervento chirurgico e del ricovero nel reparto di terapia intensiva neonatale.

I periti hanno invece puntato l'attenzione sulla fase post operatoria sostenendo che ci sarebbero state delle condotte non idonee dal punto di vista clinico–medico.

Ora gli atti tornano al pm Giampiero Di Florio. Nella vicenda sono indagati 11 medici, che devono rispondere di omicidio colposo e concorso in omicidio colposo. Spetterà al pubblico ministero avanzare le richieste di rinvio a giudizio.
 Il piccolo di Vasto era nato il 6 maggio del 2009 con un megacolon congenito. Il 20 dello stesso mese gli fu praticata una stomia; il 20 luglio venne invece sottoposto a quello che doveva essere l‘intervento ‘risolutivo’. Ma da quell'intervento il piccolo non si è più ripreso.

Adesso i periti sostengono però che quell'operazione non sarebbe da collegare direttamente al decesso al contrario di quanto sostenuto dai genitori che fin dalle prime denunce avevano ipotizzato errori medici proprio in quella fase.

Dall'incidente probatorio emerge però che ad incidere sulla morte del piccolo sarebbe stata proprio il periodo post operatorio, quando il piccolo non è stato trasferito nel reparto di terapia intensiva ma in un reparto di degenza ordinaria.

L’inchiesta giudiziaria sta cercando anche di accertare il quadro clinico del piccolo; non c’è infatti chiarezza sulla documentazione, né sul mancato intervento quando le sue condizioni si sono aggravate.

Dopo tre arresti cardiaci il cuore del bambino smise di battere. Da anni i genitori si stanno mobilitando per riuscire a capire perchè il piccolo Paolo non è mai uscito vivo dal nosocomio pescarese.

27/05/2011 7.04