Il mistero del "direttore" della Pineta: nominato ad aprile ma l’assessore non lo ricorda

Alessandro Biancardi

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PINETA DANNUNZIANA

PINETA DANNUNZIANA

PESCARA. L’opposizione scopre che la Pineta di Pescara ha un direttore e interroga la maggioranza. Ma l’assessore non ricorda.

La questione è stata oggetto di un interrogazione presentata dai consiglieri Paola Marchegiani e Antonio Blasioli (Pd)  che hanno notato su un manifesto di un convegno pubblico (tenutosi a Loreto il 15 maggio scorso dal titolo “Alberi contro il cemento”) l’intervento di  «Carlo Alberto Castellani, direttore della Riserva Naturale Regionale “Pineta D’Annunziana”».

Così i consiglieri di opposizione hanno chiesto spiegazioni al sindaco e all’assessore ai Parchi, Nicola Ricotta. In pratica se e come il Comune abbia nominato il direttore della Pineta. «Il Comune non ha mai provveduto alla nomina di questo direttore», ha risposto in aula l’assessore «non ne so nulla. E’ un millantato credito».

Peccato che poi l’opposizione abbia pescato dal cilindro dei documenti un provvedimento, firmato dal sindaco e controfirmato (per la regolarità procedurale) dal direttore Stefano, Ilari con il quale si nomina Carlo Alberto Castellani collaboratore del gabinetto del Sindaco con l’incarico di «coordinare gli aspetti amministrativi, sovraintendere nelle materie del verde pubblico e riqualificare le aree protette».

Non solo, ma il direttore (che nel provvedimento non viene nominato mai come tale) avrebbe dovuto anche redigere il nuovo Piano di Assetto Naturalistico. Il sindaco sul provvedimento non ha lesinato complimenti ed elogi al curriculum di Castellani scelto per la «particolare professionalità nel campo ambientale» ad «intuitu personae».

L’incarico a tempo determinato, con decorrenza dal 15 aprile 2010 sarebbe durato solo 3 mesi, con un inquadramento nella categoria D1.

La necessità di nominare una figura del genere, si legge nel documento, nasce dalla volontà di riqualificare la Pineta con importanti interventi perché ritenuta il «polmone verde di Pescara». Rimane però il mistero. Il direttore ha lavorato per il Comune o no (visto che l’assessore non lo ricorda)? «Il direttore non ha accettato l’incarico», ha detto il consigliere Paola Marchegiani, «a quanto ci risulta non ha mai preso soldi». Siamo sicuri? Magari con un sforzo mnemonico l’assessore potrà raccontarci come sono andate le cose.

Inoltre: ma se c’era tutta questa urgenza perché da aprile il Comune non ha poi provveduto ad altra nomina o bando pubblico?

Dopo il “direttore di piazza salotto”, quello della Riserva è una conseguenza quasi scontata. D’Alfonso ha fatto scuola.

 Manuela Rosa  21/09/2010 10.58