A San Silvestro sciopero della fame contro le antenne

Alessandro Biancardi

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A San Silvestro sciopero della fame contro le antenne
PESCARA. Sciopero della fame a San Silvestro - a cominciare da lunedì - contro le antenne.

Sarebbe meglio dire contro l’inerzia di chi non applica le leggi che pure esistono e di chi bypassa le sentenze che da tempo hanno chiarito che quelle antenne vanno spostate. Passano i sindaci e i presidenti di regione, passano i partiti, passano i magistrati, ma i disagi di San Silvestro restano sempre lì. Così come le onde elettromagnetiche. Già in passato ci sono stati altri scioperi della fame, poi sospesi per l’intervento dei rappresentanti delle istituzioni che si erano fatti garanti dello spostamento di quei tralicci pieni di ripetitori, che invece continuano a trasmettere.

Il Comitato anti antenne ha perciò deciso di ripartire con la protesta in piazza, anche se per il 26 maggio c’è una convocazione al Ministero a Roma. Ma nessuno ci crede che alla fine il Comitato sarà ricevuto, perché sono già due volete che l’incontro viene disdetto all’ultimo minuto.

«Dopo 16 anni di promesse non mantenute – sostengono Brunella Di Lizio, Domenico Di Mico ed Enio Salle, a nome del Comitato anti antenne – è il momento di dire basta agli affaristi ed ai collusi con i poteri forti che hanno deciso di mettere a rischio la salute di un intero paese».

Qualche tempo fa, come noto, era stata individuata anche la possibilità di spostare le antenne a mare, ma resta incomprensibile come il Ministero si ostini a ritenere sito per le Antenne San Silvestro dopo che in tutte le salse è stato detto che lì le antenne non ci debbono stare. Senza dire che la Regione ha certificato nel 2009 che quegli impianti non hanno le autorizzazioni richieste ed ha deciso la loro delocalizzazione con ordinanze appellate al Tar, ma senza successo.

Insomma c’è un buco nei controlli e nel rispetto delle leggi e delle ordinanze che non convince i residenti di San Silvestro. Ora lo sciopero della fame contro chi omette di far rispettare le decisioni, le diffide, le ordinanze e le leggi che delocalizzano, contro chi fa il rimpallo delle competenze, contro quegli amministratori locali che nel programma elettorale prevedevano l’immediato spostamento dei tralicci, che sono ancora lì.

s. c. 21/05/2011 14.40

 

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