Ripascimento, spunta l’inchiesta con 5 indagati

Alessandro Biancardi

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Ripascimento, spunta l’inchiesta con 5 indagati
PESCARA. Potrebbe bastare una sola verifica (con esito positivo) sulla sabbia a chiudere la nuova inchiesta che vede indagate 5 persone per il ripascimento del litorale sud.

Due giorni fa si sono visti notificare l’avviso di garanzia il neopresidente del porto turistico “Marina di Pescara”, Riccardo Colazilli, il direttore dei lavori per conto del Comune, Sergio Angelini, il direttore dei lavori per conto del Marina, Antonio Montepara. Coinvolta nell’inchiesta anche la ditta veneziana che sta eseguendo i lavori, la Rossi Renzo Costruzioni, nelle persone di Filippo Tessarin e Antonella Bean.

Il reato di cui dovranno rispondere, a vario titolo, è di distruzione o deturpamento delle bellezze naturali (art.734 codice penale) e di altri articoli relativi a leggi sul paesaggio.

Il fascicolo aperto dalla pm Annalisa Giusti sarebbe stato originato da un esposto probabilmente firmato da uno dei tanti cittadini che nei giorni precedenti hanno mandato segnalazioni ai giornali e surriscaldato i telefoni dei politici perché insospettiti da quella «sabbia nera e puzzolente».

Sull’argomento erano subito giunte le rassicurazioni dell’assessore cittadino, Isabella Del Trecco, che però non devono essere bastate alla pm che ha chiesto dei campionamenti della sabbia per capire se sia inquinata o meno.

«Quella è sabbia dorata più pulita di quella che c’è», ha detto a PrimaDaNoi.it, Sergio Angelini, direttore dei lavori per conto del Comune, che si occupa di indicare i siti di stoccaggio della sabbia, «quindi abbiamo migliorato un ambiente invece di deturparlo».

«Se lì avessimo messo dei rifiuti, allora avremmo deturpato», ha aggiunto, «comunque sono stati prelevati, in corso d’opera, 8 campioni (in momenti diversi) esaminati sia dall’Arta che da laboratori privati con risultati positivi».

Il direttore dei lavori ha risposto tranquillamente alle domande: «sono sereno perché sono una persona corretta, aperta e trasparente, anche perché la magistratura esiste per fare le indagini, le fanno e poi si accerta la verità dei fatti». «Il Comune mi ha proprio dato il compito di controllare cosa venisse sversato sulle spiagge», ha spiegato, «ci sono le autorizzazioni di tutti gli enti per quella sabbia, anche dell’Arta».

A monte dei lavori, infatti, ci sono le analisi dell’Arta che classificano la sabbia come «idonea e compatibile» al ripascimento del tratto compreso tra piazza Le Laudi e Fosso Vallelunga.

«Speriamo che in tempi brevi una persona terza, quale il magistrato, possa fare chiarezza», ha concluso Angelini. Tranquillo non solo il direttore dei lavori, ma anche il consigliere d’opposizione del Pd, Enzo Del Vecchio, che ha preferito non infierire: «come opposizione potrei, ma non  lo faccio. Il lavoro lì mi sembra davvero fatto bene».

I lavori, iniziati il 29 aprile scorso, consistono nel dragaggio della sabbia all’ingresso del porto turistico (35 mila metri cubi) che attraverso un tubo viene sparata e spalmata sul litorale interessato. Un appalto vinto dalla Rossi Costruzioni di Venezia per 162mila euro, in buona parte finanziati dalla Regione. Le operazioni vengono gestite «in sinergia» tra il porto turistico Marina e il Comune di Pescara. Il termine previsto per i lavori è il 27 maggio.

Intanto sull'arenile sono stati avvistati strani vermi (nella foto).

 BALNEATORI: «SI FACCIA PRESTO»

E i balneatori si appellano alla magistratura per scongiurare danni economici e d’immagine. «Non entriamo nel merito dell’inchiesta, confermando piena fiducia nella magistratura», ha affermato Ciro Gorilla, coordinatore di Fiba-Confesercenti, «Chiediamo solo che si faccia presto perché siamo a fine maggio e la stagione è già iniziata».

«Nella categoria c’è molta preoccupazione per quanto sta avvenendo», ha detto Gorilla, «perché al danno reale che subiranno le concessioni interessate rischia di aggiungersi un preoccupante danno d’immagine. Per questo ribadiamo la richiesta alla magistratura di esercitare le proprie funzioni con la massima celerità: stiamo parlando del lavoro di decine di famiglie fra titolari e addetti».

 m.r.  21/05/2011 9.49