L’ex promotore finanziario Florindi patteggia pena di 3 anni e mezzo

Alessandro Biancardi

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   L’ex promotore finanziario Florindi patteggia pena di 3 anni e mezzo
PESCARA. L'ex promotore finanziario, Lorenzo Florindi, pescarese, ha patteggiato davanti al gup del tribunale di Pescara, Guido Campli, tre anni e sei mesi. (Nella foto il pm Giampiero Di Florio)

Si conclude così in tempi relativamente celeri per la giustizia italiana  una vicenda che creò scalpore e soprattutto ha mietuto diverse “vittime”. Una serie di truffe nelle quali sono incappati diversi risparmiatori che in buona fede si affidavano al promotore finanziario.

Florindi, figlio di uno stimato medico dell’Inps, grazie al passa parola e agli amici degli amici, era riuscito a convogliare e a veicolare intorno al suo ufficio di viale Bovio (ufficialmente un’agenzia della banca Mediolanum con tanto di insegna) oltre un centinaio di clienti ai quali proponeva la stipula di un contratto compilato su veri moduli della banca per investire e, dunque, far fruttare i capitali dei clienti.
Grazie ad un originario rapporto con la banca, il procacciatore di affari era riuscito ad ottenere una moltitudine di moduli in bianco che poi servivano per stipulare i contratti.
Dunque moduli veri ma contratti fittizi poiché i soldi dei clienti non sono mai realmente giunti alla Mediolanum. Dunque mai investiti.
Addirittura gli inquirenti hanno più volte potuto dimostrare che erano frequenti i passaggi di denaro in contanti, pratica assolutamente vietata dalla legge.
Venivano anche fornite garanzie attraverso polizze assicurative di compagnie che per la maggior parte sono risultate estranee, ignare e in alcuni casi tuffate anch’esse.
Un giro di affari per un raggiro di almeno € 10 milioni ma i soldi non si sono mai trovati.
Una parte del tesoretto –secondo quanto emerso dalle indagini della finanza- veniva restituita ad alcuni clienti per giustificare un certo rendimento periodico dell’investimento fasullo e, dunque, mantenere in piedi il «castello di menzogne» e il resto non si esclude che sia servito ad investimenti personali.

Florindi era stato arrestato il 27 novembre del 2009 dopo decine di denunce e mesi di indagini coordinate dal pm Giampiero Di Florio.  Al gip Maria Michela Di Fine che lo interrogò spiegò che il raggiro era iniziato per il grande desiderio di migliorare la sua posizione economica.  Per migliorare i propri affari però l’uomo avrebbe promesso guadagni tanto facili quanto impossibili inserendosi nella spirale truffaldina dalla quale non è più uscito.

In totale le persone truffate sono state 105 che sperano ancora di poter ottenere almeno parte di quanto hanno perso.

Al riguardo c'è da segnalare una prima importante sentenza del tribunale di Pescara che ha condannato la Mediolanum al risarcimento del danno e alla restituzione della somma perduta in seguito alla truffa e si tratta di una sentenza che si poggia proprio sull'affidamento dei clienti e sulla buona fede che questi hanno riposto nel promotore finanziario di quella banca.

 Oggi la storia si conclude definitivamente (visto che il patteggiamento non è appellabile) con una pena che è stata scontata grazie ai benefici previsti dalla legge.

I fatti risalgono ad un arco temporale tra il 2004 ed il 2007.

Oltre a lui sono imputate altre persone che dovranno rispondere, a vario titolo, di abusivismo finanziario, truffa aggravata, frode informatica, appropriazione indebita.

 

18/05/2011 14.16