Sanitopoli, il Riesame conferma sequestri a Del Turco ma non quelli di Pace

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il Tribunale del Riesame di Pescara ha confermato il sequestro conservativo a carico dell' ex presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, fino a 5 milioni di euro su istanza della Regione disposto il 7 luglio scorso dal gup, Angelo Zaccagnini.

L’inchiesta è quella ben nota delle presunte tangenti nella sanità in Abruzzo dal 2003 al 2008 e che abbraccia la giunta Pace di centrodestra e quella di centrosinistra di Del Turco. Il Tribunale ha invece ridotto a 6 milioni di euro il sequestro dei beni a favore di Vincenzo Angelini, la cui richiesta a carico di Del Turco era di 15 milioni di euro. Una riduzione che farebbe pensare che i giudici del secondo grado (che giudicano esclusivamente sul provvedimento di sequestro conservativo) abbiano ritenute fondate solo la parte di dazioni in qualche modo provate e che si presume siano state pagate dall’ex presidente della Regione. La cifra di 15 milioni di euro di danni subiti da Angelini invece ricomprendeva tutta una serie di mancati guadagni derivanti dalle scelte (che si presumono viziate dalla corruzione) che avrebbero poi minato e spinto fino al fallimento il gruppo Villa Pini. Su questo ultimo aspetto i giudici del Riesame sono sembrati più cauti. Di sicuro la questione si complica anche se con la conferma dei sequestri i giudici dell’Aquila hanno posto un importante sigillo sul teorema accusatorio anche se la partita più importante si giocherà nel dibattimento. Intanto tra ottobre e dicembre si dovrebbe concludere la fase preliminare e già in questa parte potrebbero uscire di scena alcuni indagati minori.

Il Riesame, invece, ha poi accolto il ricorso contro il sequestro dei beni presentato dal legale di Giovanni Pace, mentre ha accolto parzialmente quello relativo a Vincenzo Trozzi: per il primo, infatti, il Tribunale ha annullato totalmente il provvedimento per il secondo lo ha ridotto a 100.000 euro (in favore di Vincenzo Angelini). La motivazione verrà depositata nei prossimi giorni per cui non si conoscono le ragioni della decisione che però, in questo caso, alleggerisce la posizione dell’ex governatore di An. Su Trozzi il Riesame potrebbe aver sposato la linea difensiva, almeno parzialmente: «l’articolo 189 del codice penale», aveva ricordato Massimo Cirulli, «prevede che si possano aggredire quei beni alienati nella consapevolezza di pregiudicare le ragioni dei creditori». Ma il fondo del suo assistito «è stato costituito il 27 febbraio 2008 e Vincenzo Trozzi è venuto a conoscenza del procedimento penale solo il 14 luglio 2008, dunque alcuni mesi dopo». Non poteva esserci volontà, sostiene sempre la difesa, di distrarre quel bene da un eventuale sequestro.

 30/07/2010 10.43