Porto Pescara, situazione sempre più drammatica. Aumentano rischi per navi commerciali

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2033

      Porto Pescara, situazione sempre più drammatica. Aumentano rischi per navi commerciali
PESCARA. «Una notevole diminuzione di fondale»: la situazione diventa sempre più pericolosa come si evince dalla relazione che il pilota del porto di Pescara ha rimesso alla Direzione Marittima.

Il documento, reso noto dal consigliere del Pd Enzo Del Vecchio, è datato 14 maggio, sabato scorso.

La scoperta dell'aggravarsi delle condizioni dello scalo pescarese è stata fatta nei giorni scorsi, dopo la mareggiata abbattutasi sul porto di Pescara che aveva causato lo spostamento della boa verde (quella che indica la secca presente a nord della darsena commerciale).

Durante il suo riposizionamento si è notato che nella zona il fondale «è totalmente cambiato presumendo un allargamento della secca verso il centro della darsena».

Questo ha provocato una notevole diminuzione dell'altezza che varia da 1,50 metri a 2 metri. «Ciò ha ridotto notevolmente lo spazio di evoluzione necessario alle navi per poter evoluire nelle manovre», scrive il pilota.

Anche perchè le imbarcazioni attualmente entrano con un pescaggio di solo 4 metri avendo sia una parte del timone che dell'elica fuori dall'acqua (ed in questo caso sono al limite di manovrabilità sotto al quale è impossibile scendere).
La comunicazione, indirizzata anche a tutte le imprese commerciali, ha immediatamente prodotto, sostiene il consigliere Del Vecchio, l’annullamento delle operazioni della nave Niker, che avrebbe dovuto rifornire di gasolio l’impresa Di Properzio, che rimane ormeggiata in alto mare in attesa di essere dirottata  verso qualche altro porto più sicuro.

La situazione si aggrava dunque di giorno in giorno: nei giorni scorsi per mostrare la drammaticità di quanto sta accadendo alcuni pescatori hanno passeggiato lungo il porto canale a piedi.

Intanto Chiodi fa pressione sul Ministero delle Infrastrutture per ottenere 20 milioni di euro che potrebbero risolvere la questione.

Il Pd parla di «quadro di irresponsabilità generale»: «le istituzioni tutte continuano a sostenere la prosecuzione di quella farsa chiamata dragaggio», e la città probabilmente dovrà dire addio al catamarano della Snav per la Croazia.

Intanto nei giorni scorsi è finito per la seconda volta sotto sequestro preventivo l' impianto di Moscufo che si occupa del recupero di rifiuti da inerti da demolizione e terre da scavo.

Un mese fa i militari di Loreto Aprutino avevano scoperto che nell'area venivano stoccati dei fanghi derivanti dal dragaggio del porto. Essendoci una discordanza tra l'area autorizzata e quella effettivamente usata era scattato il sequestro preventivo. Qualche giorno dopo il gip aveva dissequestrato l'impianto ed era rimasta sotto sequestro solo la buca.

16/05/2011 9.30