Esce dall'ospedale e fa acquisti, è polemica sul web dopo la morte dei bimbi

Alessandro Biancardi

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Esce dall'ospedale e fa acquisti, è polemica sul web dopo la morte dei bimbi
PESCARA. E’ ormai diventato un caso nazionale la morte dei tre neonati per un batterio killer all’ospedale Santo Spirito.

Mentre la procura indaga per omicidio colposo per capire cosa sia successo, un’altra indagine amministrativa sta facendo luce per capire le cause che hanno potuto generare un episodio così grave.

Intanto mentre si attendono gli esiti sembra che le famiglie che hanno subito il lutto si stiano organizzando per agire contro la Asl di Pescara, convinti che la carenza di igiene sia la causa del propagarsi dei batteri.

La foto pubblicata su Facebook

 

Su Facebook proprio in queste ore impazza la foto di un uomo, camice verde e pantaloni bianchi (divisa da medico o infermiere?) che acquista frutta ad una bancarella allestita quotidianamente davanti all'ingresso visitatori del nosocomio pescarese.

La foto è stata pubblicata da Mario Alinovi che da due anni chiede che venga fatta luce sulla morte di suo figlio, Paolo, 3 mesi, deceduto anche lui nell'ospedale pescarese a causa di alcune complicazioni a seguito di quello che doveva essere un intervento di routine.

In queste ore la notizia del batterio killer è per la famiglia Alinovi come sale su una ferita mai rimarginata. «Vi svelo», scrive sul social network papà Mario, «come il batterio della serratia, un patogeno umano, entra e uccide i bimbi, guardate il medico acquista frutta e batteri».

Sotto la foto di un uomo di spalle intento ad acquistare della frutta. Maglia a maniche corte color verde e pantaloni bianchi. L'abbigliamento sembra quello tipico di un medico. Ai piedi pare di scorgere anche delle scarpe bianche, simili agli zoccoli solitamente utilizzati all'interno delle corsie. Non possiamo garantire sulla autenticità della foto che riportiamo per diritto di cronaca. Quando è stata scattata l'immagine è difficile dirlo.

«Davanti all'ospedale di Pescara», scrive ancora Alinovi, «è stato visto un medico che durante l'orario di lavoro con assoluta arroganza e schivo al proprio dovere di etica professionale  di igiene e profilassi acquista della frutta fuori dai cancelli del Santo Spirito con assoluta tranquillità e senza preoccuparsi che in quei giorni lo stesso nosocomio clamorosamente si poneva come l'ospedale scandalo a livello nazionale peggio che in Africa ove tre bimbi innocenti morivano per un batterio della serratia un  patogeno umano responsabile delle infezioni killer......diciamo basta di fronte a questa onnipotenza e a questa arroganza dei camici bianchi........»

Intanto l'associazione di consumatori Codici comunica che depositerà a breve un esposto «dettagliato» in Procura: «i batteri letali quali lo Pseudomonas e la Serratia si trasmettono maggiormente in  quegli ambienti ospedalieri che presentano carenze igieniche e  la loro trasmissione è facilitata da serbatoi come disinfettanti, apparecchi respiratori ed elettromedicali, lavandini, bagni, superfici non sterilizzati  adeguatamente. Una struttura sanitaria che si rispetti deve necessariamente eseguire almeno  una volta a settimana un controllo preventivo sulla presenza di tali batteri  nei reparti. Questo viene fatto regolarmente presso i presidi ospedalieri della Lombardia – continua Pettinari. Non abbiamo la certezza che vengano fatti in  Abruzzo» .

L'associazione esige che la direzione generale della ASL di Pescara «dimostri estrema trasparenza in questa vicenda informando gli utenti su cosa è  realmente accaduto, chi doveva vigilare, se erano previsti dei controlli 
specifici programmati su tali batteri e con quale cadenza venivano effettuati, se e quando si è fatto l’ultimo prelievo nelle stanze del reparto prima dei  decessi, e ci mostri i documenti che provano tali verifiche sulla sicurezza  sanitaria dei luoghi».

«Codici Abruzzzo», commenta Pettinari, «tramite il proprio osservatorio regionale sulla sanità ha denunciato diverse volte la carenza di misure igieniche all’interno dei reparti  degli ospedali abruzzesi e nello specifico nell’Ospedale Santo Spirito di  Pescara. Addirittura presso la struttura vecchia – continua Pettinari - ci sono alcuni  reparti dove l’intonaco presenta ammaloramenti gravissimi atti a compromettere  non solo la staticità della struttura ma forse, ancor più grave, la salubrità  dei luoghi. Abbiamo registrato mattonelle divelte e presenza di muffa estesa.  Ricordiamo che la Serratia in particolare si sviluppa in ambienti umidi, nei bagni e soprattutto nelle fughe tra le mattonelle».
13/05/2011 10.04