Concorsi Montesilvano, la paura dopo le perquisizioni. Sospiri al fratello:«butta quei fogli»

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Evitavano il più possibile di parlare ai cellulari il sindaco di Montesilvano, Pasquale Cordoma, e il capogruppo del Pdl, Lorenzo Sospiri, dopo aver scoperto che la procura di Pescara aveva aperto una inchiesta sui concorsi pilotati.* CARBANI, LE PRESSIONI DELLA COMPAGNA E LA FESTA ROVINATA

IL SINDACO PASQUALE CORDOMA LEGGE UN ARTICOLO DI PRIMADANOI.IT

MONTESILVANO. Evitavano il più possibile di parlare ai cellulari il sindaco di Montesilvano, Pasquale Cordoma, e il capogruppo del Pdl, Lorenzo Sospiri, dopo aver scoperto che la procura di Pescara aveva aperto una inchiesta sui concorsi pilotati.

* CARBANI, LE PRESSIONI DELLA COMPAGNA E LA FESTA ROVINATA

Dopo le prime perquisizioni la tensione è andata alle stelle. Pochi giorni prima del Natale del 2007 loro due, come altri protagonisti diretti della vicenda, preferivano parlare in luoghi aperti: piazze, bar per ''prendere un caffè'', un club del Milan, lo studio medico del sindaco e addirittura fuori all'ospedale vecchio di Pescara dove il sindaco stava portando sua figlia a fare un vaccino.

Una grana in più da risolvere per non fare passi falsi, ma il sindaco, frustrato dalla situazione, parlando al telefono con Sospiri glielo disse senza troppo giri di parole: «Non so come chiamarti...».

Da qui la decisione di approfittare del vaccino della bambina per discutere, qualche ora dopo le prime perquisizioni. Perchè, sostengono gli inquirenti, i due volevano ''ammaestrare'' i vari protagonisti della vicenda e avrebbero tentato in più occasioni di inquinare le prove. E se proprio una telefonata si doveva fare si cercava di prendere il discorso alla larga e criptare i discorsi che però poi la Procura ha ''svelato'' grazie a testimonianze, riscontri, e tabulati telefonici (non audio delle telefonate quindi, ma solo i movimenti tra le varie utenze).

E se in alcune circostanze non si sa quali siano stati i discorsi tra gli indagati è quanto meno sconveniente che rappresentanti del Comune e candidati al concorso si telefonassero di continuo, prima degli esami, dopo gli esami e dopo le perquisizioni. Telefonate che si intrecciavano tra i vari esponenti politici locali per poi dipanarsi a macchia d'olio tra i vari candidati. E se è vero, ad esempio, che fogli con domande e risposte non siano state trovate a casa di Lorenzo Sospiri per gli inquirenti è apparsa molto 'particolare' una telefonata in cui proprio il capogruppo del Pdl chiede al fratello di distruggere determinati documenti.

Era il 22 dicembre, gli agenti della squadra mobile avevano da poco perquisito la casa di Valerio Forcucci e Graziano Dottore (collaboratori Sospiri e partecipanti al concorso). Alle 9.12 Forcucci si incontra con Sospiri e presumibilmente gli racconta che la polizia lo aveva svegliato di buon ora per cercare carte compromettenti. Qualche minuto dopo parte una telefonata: l'esponente del Pdl chiama a casa sua dove risponde il fratello e gli fa una ''strana'' richiesta:

 

Fratello: «pronto»

Lorenzo: «ho strappato dei fogli sopra il tavolo...buttali...»

Fratello: «che cosa?»

Lorenzo: «ci sono dei fogli strappati dentro al posa cenere ho paura che prendono fuoco, buttali...»

Fratello: «ah...»

Lorenzo: «ho spento male la sigaretta, ciao».

 E c'è anche il sospetto che Sospiri sapesse bene da dove fosse nata l'inchiesta, ovvero dalle rivelazioni dell'ufficio stampa Andrea Koveos, che parlò con il consigliere Leo Brocchi. Singolare, secondo gli inquirenti, una frase intercettata da Sospiri sempre nei giorni delle perquisizioni e riferita al collaboratore del sindaco: «mi dicono che non mi vuoi più bene, però io continuo a volerti molto bene...».

In definitiva secondo quanto emerso dalle indagine sarebbero 6 i candidati a cui il capogruppo teneva particolarmente. E tutti loro hanno fatto uno scritto impeccabile, nella maggior parte dei casi perfetto. Si tratta dei due collaboratori di Sospiri Graziano Dottore e Valerio Forcucci (entrambi passati con 40/40), Giuliana Smarelli, moglie di Antonio Baldassarre di An (40/40), Luca D'Onofrio (40/40), Laura Chiacchiera Laura (40/40), Cristina Pilotti Aielli (39/40) e il consigliere comunale di An, Roberto Ruggieri (38/40). A conti fatti, però, sui primi 18 in classifica solo 2 pare siano stati fuori da ogni giro politico. Gli altri sono finiti tutti nell'inchiesta con l'accusa di  concorso in tentata truffa, falso, rivelazione e utilizzo di segreti d'ufficio.  All'orale, poi, come già detto,qualcosa cambierà tanto che il sindaco sarà al centro di aspre critiche da parte degli altri.

Alessandra Lotti 30/07/2010 11.07

SOSPIRI:«LE CARTE NEL POSACENERE? NESSUNA ATTINENZA CON INCHIESTA… SMETTERO’ DI FUMARE»

 «Quello delle carte nel posacenere? Uno spezzone di telefonata che non ha alcuna attinenza con i fatti che mi si contestano. Il percorso attraverso il quale siffatto colloquio possa essere ritenuto indicativo di una mia responsabilità penale», spiega oggi Lorenzo Sospiri, «non ha sicuramente natura logico-giuridica. Pur avendone tutte le ragioni, preferisco non addentrarmi in polemiche sul processo mediatico di cui in questi giorni mi ritengo oggetto, confidando in una obiettiva valutazione degli atti dell'inchiesta da parte della competente magistratura, unica legittimata al riguardo a trarre conclusioni ed unico soggetto al quale, nei modi e nei tempi dovuti, fornirò chiarimenti in ordine al mio ineccepibile operato.  Preciso», ha concluso Sospiri, «che nelle perquisizioni che io non ho subito ma altri indagati sì, nulla è stato riscontrato, nè prelevato, nè appuntato, nè contestato. Mi riprometto anche di smettere di fumare».

 30/07/2010 14.24

* TUTTI GLI INDAGATI

* CHE STRESS TRUCCARE I CONCORSI: COME NASCE L'INCHIESTA, GLI ACCORDI E LE SORPRESE

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CARBANI, LE PRESSIONI DELLA COMPAGNA E LA FESTA ROVINATA

 MONTESILVANO. Chi al telefono parlava più apertamente degli altri era invece Corrado Carbani, all'epoca assessore al personale del Comune di Montesilvano poi rimosso dal primo cittadino nel primo rimpasto di giunta a gennaio del 2008. Lo stesso Carbani che è stato rinviato a giudizio lo scorso 15 gennaio per la vicenda dei buoni benzina in cui è implicato anche il vice presidente della giunta regionale, Alfredo Castiglione. 

Lui, dice l'accusa, nell'affare concorsi, si sarebbe speso per l’assunzione della nipote, l’architetto Marilena Bianchi, (partecipò al concorso per tecnici) e Stefania D’Alessandro, nuora della convivente dello stesso assessore, Rosanna Buccella.  E proprio da quest'ultima Carbani subì forti pressioni: scoppiò il putiferio quando l'ex assessore in diretta dal Comune comunicò alla sua compagna l’esito non favorevole del posizionamento in graduatoria della D’Alessandro. La donna cominciò a travolgere di telefonate il compagno e si pensò addirittura di contattare direttamente l'altra vincitrice, mamma da pochi mesi, per farle lasciare il posto.

 Corrado :. «..si»

Rosanna : «ti prego!»

Corrado : «eh..Ro...smettila non sta a succedere niente perchè sta tutto a posto perchè una la stabilizziamo ed entra lei...eh...non è un problema»

Rosanna : «si va beh ma quella ha il bambino piccolo»

Corrado : «ah va bene si si si...si»

Rosanna : «per favore te lo chiedo per sic....per cortesia»

Corrado : «si...si...si»

Rosanna: «sai che figura?»

Corrado : «....(inc.)...lascia perdere ...lascia perdere, non è questo la...la ...il motivo della vita ..che figura che non figura...comunque sto cercando di parlarci...»

Rosanna : «per favore!!»

Corrado : «ahhhhh........» (e chiude)

E le telefonate si susseguono perchè Buccella vuole a tutti i costi che sua nuora entri. Spinge ancora su Carbani perchè si contatti la legittima vincitrice e le si chieda di farsi da parte o si ipotizza la stabilizzazione di un interno e quindi lo scivolo della graduatoria fino alla loro candidata. E pare che a nessuno dei due importi poi tanto che la ragazza ha sbagliato la prova d'esame. La donna chiede al suo compagno di imporsi e farsi valere anche con il sindaco che dopo Sospiri deve subire i rimproveri anche del suo compagno di giunta.

Corrado : «dimmi Ro....»

Rosanna : «...allora?»

Corrado : «ah Ro...»

Rosanna : «ma non si può giocare con le vite delle persone...di...di!»

Corrado : «quale vita......ma quale vita  che cazzo....»

Rosanna «ma stammi a sentire.....quella, già fa....deve allattare gli spettano due ore di legge..dopo ha la malattia per il bambino piccolo, che entra a febbraio lei che problema c'è?»

(...)

Rosanna : «quella può entrare subito dopo perchè ha il bambino piccolo.......almeno se lo cresce un po' non ha più diritto all'allattamento se no mò gli spetta pure due ore di allattamento al giorno ...più la malattia per i bambini piccoli...io non lo so...»

Corrado : «....Rosà (Rosanna?) però non puoi fare....»

Rosanna : «...cioè non riesci a importi in questo...non mi riesci.....»

Corrado : «non ne fare delle malattie per favore»

Rosanna : «si...si...ma io lo sapevo ecco perchè il mio nervosismo ...perchè lo sapevo già da ieri»

Corrado : «ecco»

Rosanna : «che andava a finire così ..però devi riuscire a importi in questo perchè gli devi dire...ma come, avete detto che allattava aveva detto questo ...avevate detto che stato......»

Corrado : «non ti interessa niente questo, lascia perdere....allora potrebbe scivolare quell'altra, no??»

Rosanna : «appunto....fai scivolare l'altra»

Corrado : «....(inc.)....per favore...una è interna è...questa viene stabilizzata entra e dovrebbe entrare la quarta....»

Rosanna : «no, subito!»

Corrado«comunque al di là di ogni cosa, la ...ci ho parlato con la commissione che ha fatto scena...(inc.)...che ha sbagliato...qualche cazzo....»

Eppure la vittoria i due pensavano di averla in tasca tanto che si era già organizzata una cena per festeggiare. Una festa che secondo i piani di Carbani è solo rimandata di qualche mese come l'ex assessore raccontò a sua figlia via telefono mentre era a cena fuori con la sua compagna, il figlio e la nuora.

«è una cena di piacere ....dovevamo festeggiare in qualche modo…omissis…dovevamo festeggiare quello più grosso la vittoria del concorso di Stefania riuscito a metà poiché non è entrata è finita quarta ma entrerà a Febbraio....non c'è problema ...».

 IL SINDACO : «TI GIURO CHE NON TI HO FREGATO IO»

Arriva poi il momento del confronto tra Carbani e il sindaco Cordoma per cercare di capire come mai la questione non sia andata in porto. La procura rileva, inoltre, l'anomala presenza del primo cittadino alla formazione delle graduatorie. Perchè?

E come fece con il capogruppo del Pdl, anche con l'ex assessore, il sindaco declinò ogni responsabilità come si evince da un discorso di Carbani che riporta la sua conversazione con il primo cittadino. Chiaro il riferimento anche al segretario Nunzia Buccilli che ha scombinato i piani a tutti con la severità mostrata nel corso del colloquio orale.

CARBANI RIFERISCE IL COLLOQUIO CON CORDOMA: «..Ti giuro Corrado io non ti ho fregato...non ti ho fregato...guarda te lo giuro davanti aomissis…allora ...gli ho detto....guarda è peggio Lillo...se la cosa sta così...a me....avrebbe fatto più piacere che tu mi avessi detto ...guarda sono stato costretto perchè non ho potuto dire di no...Corrà tu capisci ...di qua e di la....io ti avrei capito...adesso è peggio...perchè questa quì ti si è venduta ti si è messa nel taschino...perchè tu sei il Sindaco...non...mica è lei...lei deve fare quello che gli dici tu....”.

LE NOTIZIE E LE QUERELE INTIMIDATORIE

 La storia esplode sulla stampa. Le voci aumentano. Gli indagati si sentono accerchiati. In più ci sono i primi interrogatori. Qualcuni comincia a fare parziali ammissioni, come Ruggieri che conferma di aver avuto le domande da Sospiri o come la compagna di Carbani che ammetterà di aver chiesto un ''aiutino'' all'ex assessore che però non avrebbe mosso foglia. C'è anche chi tenta il tutto per tutto e a fronte delle continue notizie di stampa che continuano ad uscire annuncia querele. Come l'indagato Marchegiani che si rivolge all'avvocato Gianluigi Tucci e a Giuliano Grossi (Pdl, oggi difensore civico regionale). Non mancano attacchi alla magistratura stessa che poi, però, spariranno nella versione definitiva del documento.

Tucci: « ...noi preme che domani venga depositata la denuncia querela intanto perchè avete il consiglio e quindi è giusto che tu lo faccia prima e poi perché immediatamente gli organi di stampa debbano sapere più o meno come stanno le cose, tutti questi altri fatti sono esclusivamente tuoi personali e ci serviranno a portare avanti l'indagine...intanto queste tre pagine che ho scritto adesso che poi leggerà anche Giuliano ...sono esclusivamente finalizzate diciamo a porre un freno alla lotta politica ....che vogliono fare usando la magistratura....perché la magistratura, io lo scrivo nella denuncia querela ...c'è qualcuno che usa la magistratura e la magistratura non si fa usare e quindi deve indagare anche nell'altro senso ...questo...perché così...chi ha orecchie per intendere intenda...».

Quando poi la denuncia arriverà a Grossi, verrà molto smussata («l'ho ammorbidita parecchio») e sarà più o meno così:

«da circa un mese e da più parti, insistenti voci davano per imminente l’invio di un’informazione di garanzia a proprio carico, si da ingenerare nel sottoscritto e nella opinione pubblica montesilvanese la convinzione che, presto o tardi, ciò sarebbe effettivamente accaduto, come poi, effettivamente, è stato, per un aberrante, quanto sconvolgente malcostume tipicamente italiano per il quale un presunto indagato è già colpevole per il fatto stesso di essere oggetto di accertamenti pur essendo il sottoscritto cero della sua assoluta estraneità a qualsivoglia fattispecie di reato»

Quella delle querelea a prescindere però è un vezzo che rimarrà.

a.l  30/07/2010 11.08