Finanza derivata, sequestrati 17 mln alla Bnl. Indagato un pescarese

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2990

MESSINA. L'inchiesta è della Procura di Messina. Indagato per truffa aggravata anche un funzionario di Pescara.

Il Gico della Guardia di Finanza ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo di oltre 17 milioni di euro alla Bnl per una presunta truffa ai danni dei Comuni di Messina e Taormina dal 2002 al 2007 attraverso strumenti di finanza derivata.

Il provvedimento è stato deciso dal Gip Maria Vermiglio, su richiesta del procuratore Guido Lo Forte e del sostituto Vito Di Giorgio. Nell'inchiesta aperta dalla Procura di Messina, erano già indagati otto funzionari della Bnl.

Sono stati iscritti nel registro degli indagati per truffa aggravata, oltre alla stessa Bnl come soggetto giuridico, anche due dirigenti dell'istituto di credito, il responsabile della Direzione generale di Roma del settore Pubblica amministrazione, Giuseppe Pignataro, 53 anni, e il dirigente della Divisione Corporate, Roberto Antolini, 48 anni.

Sono indagati anche sei funzionari della filiale: Vincenzo Di Benedetto, 52 anni, di Malvagna (Messina); Fabio Cacia, 41 anni, di Catania; Angelo Squadrito, 53 anni, di Messina; Fabio Gallo, 43 anni, di Pescara; Carmelo Spina, 61 anni, di Sant'Alfio (Catania) ed Edoardo Catalano, 51 anni, di Napoli.

Per gli investigatori l'istituto di credito avrebbe inserito nei contratti le "commissioni implicite", oneri cioe' non rilevabili che, per effetto di clausole caratterizzate da complessi calcoli di matematica finanziaria definiscono, su base probabilistica, le previsioni sulle variazioni dei tassi ufficiali di interesse.

Secondo gli inquirenti, poi, gli enti pubblici hanno firmato i contratti convinti di ottenere benefici economici per le loro finanze mentre invece, operazioni, che dovevano essere di copertura rischio, sono risultate vere e proprie speculazioni estranee alle finalita' dell'ente.

Per la Gdf i contratti sono stati stipulati in violazione degli obblighi informativi verso la clientela. Il 21 dicembre 2010, nell'unica inchiesta "gemella" in Italia, il Gico di Firenze aveva sequestrato 22 milioni di euro per tutelare le perdite della Regione Toscana, il Comune di Firenze e quelli di Campi Bisenzio, San Casciano e Tavarnelle, enti che dal 1999 stipularono con 6 banche italiane e straniere contratti di finanza derivata "interest rate swap".

12/05/2011 11.00