Niente contratto di servizio Ato-Aca: il commissario non firma. Ecco i documenti

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Tutto tace sul fronte della gestione del servizio idrico nel Pescarese.

ACQUA SPORCAPESCARA. Tutto tace sul fronte della gestione del servizio idrico nel Pescarese.

Dopo l’estate rovente di polemiche e inchieste sembra essere tornata la tranquillità negli uffici dell’Ato4 pescarese ed in quelli della Aca spa, la società a capitale pubblico che ha in appalto la gestione. Dopo i tentativi di aumentare la tariffa -per ora naufragati- rimangono ancora tutti in piedi gli interrogativi e le ombre di una gestione sempre dominata dalla politica e dal clientelismo.

L’Aca ed i suoi conti tornati a posto miracolosamente in un solo anno passando da un-10mln di euro ad un attivo esiguo di 500mila euro, appalti con tante domande e poche risposte convincenti, l’inchiesta per gli storni selvaggi e molto altro.

L’Ato non se la passa meglio e riceve una diffida ad adempiere dalla associazione Codici che scopre l’incompatibilità di due consiglieri assunti (come rimane un mistero) e per i quali lo statuto sancirebbe una incompatibilità grossa come una casa. C’è però un altro argomento sul quale si accende una battaglia fatta di diffide e futuri esposti ed è la questione che non ha fatto un solo passo in avanti: la mancata firma del contrato di servizio.

A giugno avevamo scoperto che tra Ato e Aca, controllore e controllato, non esisteva alcun rapporto giuridico nè un documento che potesse regolare i rapporti di vigilanza. Insomma un controllore che non ha interesse a controllare e il gestore che fa quello che gli pare ed infatti si pompano assunzioni, consulenze ed il servizio diventa carente e deficitario. Una situazione abnorme ed incredibile ma ancora di più lo è il silenzio della giunta Chiodi che dopo quasi due anni avrebbe dovuto accorgersi delle macroscopica mancanza. Ed invece…

Allora ci chiedevamo le ragioni per cui un tale contratto non fosse stato firmato e perchè nessuno si era accorto. Nessuno dei sindaci che fanno parte sia dell’Ato sia dell’Aca in una pericolosa commistione che non aiuta la corretta gestione del servizio. Oggi Codici produce dei documenti che proverebbero che la volontà a non firmare è soltanto dell’Ato. Cioè è proprio il controllore che non vuole controllare. Infatti il 6 ottobre 2008 l’allora presidente Bruno Catena inviò via fax il contratto di servizio già completo e firmato per la sua parte. La firma (all'epoca il commissario era l'avvocato Stefania Valeri) non è mai arrivata, nemmeno con l'insediamento del commissario Caputi. Il perchè di questa precisa volontà a non firmare rimane un mistero.

Secondo quanto riporta però Domenico Pettinari, segretario provinciale di Codici, ci sarebbe di più: un bugia che peserebbe sul groppone del commissario. Insomma oltre le stranezze, dubbi enormi generati dalla poca trasparenza voluta in questi anni da chi è stato ai vertici e che ha coperto tutte le inefficienze che solo oggi scopriamo.

 L’ENNESIMA DIFFIDA DI CODICI

 Secondo Codici il contratto di servizio è l’unico strumento giuridico previsto sia dalla normativa nazionale (L 36/94) che da quella regionale (L.R. 2/97) che permetterebbe all’Ato di controllare il soggetto gestore del servizio Aca Spa.

«E’ pacifico quindi», spiega Pettinari, «che solo con la sottoscrizione del contratto di servizio che deve avvenire a firma dei legali rappresentanti dell’Aca e dell’Ato si può realmente esercitare un controllo e quindi far funzionare in maniera efficiente il servizio idrico integrato. Ma come fanno a cambiare le cose se l’Ato non ha alcun potere di controllo e se il Commissario si rifiuta ancora di sottoscrivere quell’unico strumento giuridico che gli permetterebbe di controllare ed eventualmente sanzionare l’Aca Spa?»

Pettinari racconta anche di un recentissimo incontro con il commissario Ato, Pierluigi Caputi, il quale avrebbe sostenuto più volte che sarebbe l’Aca a non voler sottoscrivere il contratto. Questa affermazione però viene totalmente smentita dai documenti che pubblichiamo. Le domande ora sono: perché l’Ato non vuole firmare e perché il commissario ha detto una cosa che i documenti sembrano smentire?

Secondo alcune voci non confermate, però, ci sarebbero in atto movimenti sotterranei a livelli superiori per organizzare una gara per la privatizzazione del servizio, privatizzazione che sarebbe forse ostacolata se esistesse un contratto disservizio firmato.

Per queste ragioni l’associazione Codici «ritenendo che la mancata firma del contratto da parte del Commissario dell'Ato sia stato motivo di lesione degli interessi degli utenti -in quanto la non assunzione dei poteri di controllo e di sanzione da parte dell'Ato ha permesso una gestione fallimentare del soggetto gestore che infatti si è sentito libero di dilapidare pubblico danaro in consulenze stratosferiche, assunzioni illegittime e ricorso abnorme ad appalti esterni - ha inviato all’Ato una diffida a siglare entro e non oltre 5 gg. il contratto di servizio già sottoscritto dall’Aca. In difetto l’Associazione procederà a presentare un esposto penale all’Autorità Giudiziaria».

 20/09/2010 8.30