Pescara, dopo il punteruolo rosso arriva l'emergenza cocciniglia

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Dopo l’emergenza punteruolo rosso per le palme, il Comune di Pescara si prepara ad affrontare anche l’emergenza ‘cocciniglia’.

PESCARA. Dopo l’emergenza punteruolo rosso per le palme, il Comune di Pescara si prepara ad affrontare anche l’emergenza ‘cocciniglia’.

E' questo il nome del parassita che sta minacciando le piante di lecci e tigli che caratterizzano le vie del centro urbano.

Entro due settimane al massimo, annunciano il consigliere comunale delegato al Verde Gianni Santilli e il presidente della Commissione consiliare Lavori pubblici Armando Foschi, scatteranno le potature delle piante sulle quali è stata già riscontrato la presenza dell’insetto in quattro punti specifici del territorio.

«Da diversi mesi i nostri agronomi comunali – hanno spiegato il consigliere delegato Santilli e il presidente Foschi – hanno attenzionato la diffusione sul territorio della cosiddetta ‘cocciniglia’, un parassita che attacca in modo specifico tigli, lecci e allori, sugge la linfa degli alberi provocando lo sviluppo di funghi per la melata, ossia escrementi e funghi che alla fine indeboliscono la pianta determinandone anche la morte. Purtroppo su Pescara abbiamo individuato diverse zone in cui tale azione corrosiva è già iniziata, soprattutto nelle vie del centro, con una concentrazione particolare su corso Vittorio Emanuele, piazza Italia, piazza Duca D’Aosta e corso Umberto».

Dinanzi a tale emergenza, l’Ufficio tecnico ha redatto un progetto di intervento per un importo pari a 100mila euro complessivi: la prima azione riguarderà la potatura radicale delle piante colpite dal parassita nelle quattro vie già  monitorate, operazione che partirà tra una, massimo due settimane, e che si concluderà «rapidamente».

Nel corso del prossimo mese di luglio, invece, scatterà il trattamento di cura degli stessi alberi, con l’utilizzo dell’olio bianco, un insetticida naturale autorizzato dal Ministero della Sanità e da quello dell’Ambiente.

«Ovviamente – hanno aggiunto Santilli e Foschi – se il ribasso d’asta ce lo consentirà, potremo anche valutare di estendere tale intervento ad altre strade cittadine, a partire da via Chieti, dove comunque sarebbero state individuate tracce del parassita, innocuo per l’uomo, ma letale per le piante. I nostri uffici stanno garantendo il massimo impegno per evitare la diffusione della patologia e conservare quanto più possibile il nostro patrimonio arboreo».

05/05/2011 12.00