Torre de’ Passeri: si allarga l’inchiesta, si stringe il cerchio

Alessandro Biancardi

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Torre de’ Passeri: si allarga l’inchiesta, si stringe il cerchio
TORRE DE’ PASSERI. Si sono presentati di buon ora questa mattina i finanzieri al Comune di Torre de’ Passeri per acquisire nuovi documenti.

I militari, coordinati dal colonnello Mauro Odorisio, hanno prelevato numerosi documenti inerenti una serie di appalti effettuati negli ultimi anni che sono passati per l’ufficio tecnico del Comune e che sono stati affidati ad alcune ditte. La notizia è che l’indagine partita come normale controllo di routine sulle pratiche inerenti il terremoto e che poi è sfociata in una serie di arresti alcuni mesi fa si allarga sempre più e sfocia in un controllo di altri appalti che non hanno nulla a che fare con il sisma.

Per diverse ore i militari hanno “occupato” palazzo di città destando stupore e attirando l’attenzione di molti residenti che hanno iniziato a domandarsi cosa stesse succedendo. La voce di nuovi arresti è iniziata a circolare ma si trattava di voce falsa.

Potrebbero essere già stati iscritti nel registro degli indagati nuovi nomi oltre quelli della prima ora anche se gli investigatori non possono confermare le numerose indiscrezioni che sono pure emerse nel frattempo.

Ora però l’indagine coordinata dal pubblico ministero Gennaro Varone sembra orientata a verificare se possa esistere a Torre De’ Passeri un “sistema” o anche delle regole che in qualche modo servivano per agevolare sempre le medesime ditte e se esistessero dei benefici ulteriori per altre persone, magari della pubblica amministrazione.

Lo scorso 14 marzo scattarono gli arresti: 7 di cui alcuni ai domiciliari. Gli indagati finiti nell’ordinanza del gip Guido Campli erano Giuseppe Arditi, Paolo Arditi, Michele Pace di Pianella, Urim Muca, Fernando Del Rossi di Pescosansonesco, Lucio Marsili di Pietranico, Pasquale Romolo De Angelis di Torre Dè Passeri. I reati contestati a vario titolo sono ancora truffa falso e corruzione. La corruzione viene contestata a Paolo Arditi, geometra, dirigente dell’ufficio tecnico del Comune,  in quanto avrebbe firmato atti pubblici contrari ai propri doveri d'ufficio producendo un ingiusto profitto al figlio architetto, Giuseppe Arditi, e ad altri professionisti.  La procura ha sostenuto -carte e perizie alla mano- che il gruppo aveva come obiettivo quello di succhiare i fondi pubblici per la ricostruzione gonfiando fatture ed in alcuni casi inventando di sana pianta i danni che il terremoto non aveva procurato e magari riuscendo a ristrutturare case e appartamenti a spese dello Stato.

Dopo gli arresti il sindaco, Antonello Linari, nominò immediatamente un avvocato per costituirsi parte offesa dichiarandosi all’oscuro di tutto qualche giorno dopo il tecnico comunale venne sospeso ma dalle carte dell’inchiesta emergeva una realtà impressa nera su bianco. Anche gli arrestati nell’interrogatorio di garanzia si difesero respingendo ogni accusa.

Subito dopo gli arresti però le indagini sono riprese con vigore perché la finanza ha potuto esaminare tutto il materiale sequestrato contestualmente agli arresti e dal quale sarebbero emersi nuovi elementi. Pare che anche questa volta indizi importanti per poter battere nuove strade investigative siano giunte dai computer ma voci non confermate parlano anche di alcuni testimoni che avrebbero raccontato e fornito elementi utili per capire e comprendere alcune incongruenze che al momento degli arresti non si erano potute spiegare. Ulteriori elementi sarebbero emersi anche dalle ricognizioni bancarie e da alcuni movimenti di soldi entrati e usciti dai conti di alcuni indagati.

E’ presto per parlare di ulteriori sviluppi ma la notizia confermata da diverse fonti è che l’indagine si allarga ed il cerchio si stringe. E’ probabile che altre persone saranno chiamate presto a spiegare il loro operato.

a.b.   04/05/2011 16.15