Contributo a famiglie in difficoltà, accolte 114 domande

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Sono 114 le famiglie di Pescara ammesse definitivamente al contributo a sostegno del reddito dei nuclei in difficoltà.

Entro una ventina di giorni partiranno le comunicazioni ufficiali alle famiglie ammesse con l’indicazione di recarsi presso la Tesoreria del Comune per ritirare il proprio contributo: 69 famiglie beneficeranno di un fondo pari a 1.400 euro e 45 di una somma pari a 1.900 euro, esaurendo quasi completamente il fondo complessivo stanziato dall’amministrazione comunale, pari a 185mila euro.

Intanto il governo cittadino ha confermato anche per il 2011 tale forma di sostegno, prevedendo già in bilancio 125mila euro iniziali che cercheremo di incrementare nel corso dell’anno. «Il risultato ci ha completamente soddisfatto, anche perché, visti i requisiti richiesti alle famiglie, siamo certi di aver fornito un supporto concreto a un target preciso di utenti in condizioni di bisogno, non erogando fondi a pioggia», hanno commentato l’assessore alle Politiche sociali Guido Cerolini e il presidente della Commissione consiliare Politiche sociali Salvatore Di Pino.

I destinatari degli interventi erano i nuclei familiari, anche monoparentali, con almeno un figlio a carico, di età non superiore ai 25 anni, che si trovano in situazioni di difficoltà economiche.

Il bando era aperto esclusivamente ai nuclei familiari pluriparentali e monoparentali, in possesso di requisiti come l’avere appunto almeno un figlio a carico convivente, di età non superiore ai 25 anni; avere la residenza nel Comune di Pescara da almeno 24 mesi alla data di apertura del bando; un reddito familiare Isee per il 2009 pari o inferiore ai 18mila euro; età dell’unico o di entrambi i genitori non superiore ai 55 anni; perdita del reddito da lavoro o da capitale di uno dei genitori nel biennio 2009-2010 e nel caso di lavoratori autonomi o liberi professionisti valeva la data certificata della chiusura della partita Iva.

In ogni caso la condizione di non occupazione doveva sussistere alla data di presentazione della domanda. E ancora era richiesta la residenza nell’abitazione su cui sia stato contratto un mutuo per acquisto della prima casa o la locazione del valore annuo non inferiore ai 3mila euro. Nel caso di coniugi legalmente separati poteva accedere al contributo solo il coniuge affidatario dei figli in via prevalente ossia con cui i figli convivono. Inoltre i componenti il nucleo familiare, incluso il coniuge separato, non dovevano essere titolari di proprietà. Nel caso di genitori stranieri, almeno uno dei due doveva essere titolare di un permesso di soggiorno di lungo periodo.

 30/04/2011 9.42