Dragaggio porto Pescara: le analisi finiscono in procura

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2240

 Dragaggio porto Pescara: le analisi finiscono in procura
PESCARA. Analisi «troppo vecchie», assenti, passate, future e quelle non si possono leggere perché secretate dalla Procura.

Dopo tanto parlare di diversi e molteplici aspetti si torna «alla madre dei problemi» (come anche il sindaco Mascia l’ha definito): le analisi dei fanghi. Hanno sempre attirato molta attenzione, ma anche molte ire, le analisi sui campioni di fango effettuate talvolta dall’Arta (agenzia regionale per la tutela ambientale) talvolta da società private.

Le ire da parte dei politici che subito hanno addossato la colpa dei ritardi del dragaggio alla “burocrazia ambientale”. Dopo un primo ok alle operazioni nel dicembre 2009 da parte dell’Arta, nell’aprile 2010 è arrivato lo stop dall’agenzia regionale che aveva sollevato perplessità circa la possibilità di utilizzare la vasca di colmata del nuovo porto per lo smaltimento dei fanghi perché sprovvista di impermeabilizzazione e protezione. Questi dubbi causarono il blocco delle operazioni e il congelamento dei fondi. Una situazione drammatica che si è risolta con l’adozione del macchinario belga e con il reperimento della discarica dove conferire i fanghi (poi parzialmente sequestrata perché priva delle autorizzazioni secondo i rilievi dei carabinieri).

Ieri sono ripresi i lavori di dragaggio del porto canale. Ma le analisi, come più volte ha denunciato l’opposizione, non ci sono. O meglio, delle analisi ci sono. Ma l’Arta non le può diffondere perché sono in Procura. L’Arta, secondo quanto riferito dall’ente regionale, è intervenuta per prelevare i campioni in collaborazione con i carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico). Il che potrebbe far pensare ad una richiesta della procura. I risultati delle analisi ora sono al vaglio degli inquirenti.

Un passaggio molto importante quello delle analisi, ma sottovalutato dai più soprattutto dalla maggioranza in Comune che spesso ha arringato contro ‘il comportamento’ dell’agenzia regionale. Relegate al ruolo di ostacoli alla velocità delle operazioni, le analisi ora potrebbero però aprire nuovi scenari dal punto di vista giudiziario.

La mancanza di analisi attuali, come denunciato più volte dal Pd cittadino, potrebbe andare a braccetto con «l’estromissione dell’Arta» dai tavoli tecnici per molti mesi a causa di «qualche diktat, degno della peggiore politica- aveva dichiarato il Pd- rappresentata da qualche supponente dignitario locale» che avrebbe «messo alla gogna l’opera svolta dall’Arta». Riammessa magicamente solo da poco e presente all’ultima riunione (due giorni fa) con tutte le autorità.

Gli ultimi esami di caratterizzazione dei fondali svolti dall’Arta risalgono all’ottobre del 2009 mentre un anno dopo sarebbero state effettuate altre analisi commissionate dalla stessa ditta Nicolaj che avrebbero evidenziato una composizione granulometrica del materiale completamente diversa.

L’assenza di analisi potrebbe tornare a dare problemi e a fermare di nuovo i lavori perché non sarebbe stata ancora rilasciata la Valutazione di impatto ambientale per ulteriori 10mila metri cubi da dragare. Questa volta anche il sindaco Mascia ha lanciato l’allarme: «vogliamo accertarci che tutti gli Enti interessati stiano facendo la propria parte, a partire dalla ripetizione dei campionamenti chimico-batteriologici dei fondali del porto per consentire alla Regione Abruzzo di dare il parere positivo definitivo per i fanghi ancora da autorizzare».

RIPRENDONO I DUE DRAGAGGI

Intanto il motopontone “Vigliena”, della ditta Nicolaj, ha ricominciato ieri mattina a scavare nella darsena. Nonostante la presenza sulla banchina commerciale della nave cisterna contenente gasolio, la draga ha lavorato ugualmente in virtù di una autorizzazione dei Vigili del fuoco, hanno riferito fonti interne al porto, con la disposizione di tenersi a 40 metri dall’imbarcazione attraccata.

Mentre martedì scorso sono iniziati i lavori al porto turistico “Marina di Pescara” effettuati dalla Rossi Costruzioni di Marcon (Venezia), aggiudicataria dell’appalto del Comune per il dragaggio e il ripascimento del litorale che si estende dallo stabilimento “Le Canarie” a Fosso Vallelunga.

La draga “Donada”, della Rossi costruzioni, funziona come un aspirapolvere che grazie ad una pompa installata alla fine del braccio meccanico tira la sabbia in modo uniforme senza creare buchi che rischiamo di riempirsi velocemente alla fine delle operazioni. La sabbia poi verrà portata attraverso una tubazione (per un tratto galleggiante e poi sulla spiaggia) sul litorale sud di Pescara per il ripascimento di quella zona. Le operazioni di dragaggio si stanno svolgendo nel canale d’accesso al porto turistico dove le correnti hanno formato una sella che rende difficoltose le manovre di rientro dei diportisti. Il costo dell’operazione è di 162 mila euro (importo ribassato con il quale la società  ha ottenuto l’appalto dal Comune), circa 9 euro al mc. «La sabbia che aspiriamo, secondo le analisi dell’Arta», ha detto il presidente della Camera di Commercio, Daniele Becci, «è idonea al ripascimento dunque non subisce alcun trattamento».

Questo in parte dovrebbe giustificare la differenza di costo con il dragaggio del porto canale il cui prezzo al metro cubo  è di circa 112 euro (secondo quanto dichiarato dalla ditta Nicolaj). Molti di più i passaggi per i fanghi della darsena che vengono prima tirati su, poi separati e poi in parte conferiti in discarica ed in parte riciclati per opere civili ed industriali (per esempio asfalti).

LE RICHIESTE A  MATTEOLI

E’ previsto per oggi pomeriggio l’atteso incontro a Roma tra la delegazione del Comune di Pescara e il Ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, per cercare una via d’uscita dalla drammatica situazione in cui versa il porto canale che ha messo in ginocchio tutta la marineria.

Al vertice prenderà parte una delegazione del Consiglio comunale di Pescara con il capogruppo del Pdl e consigliere regionale, Lorenzo Sospiri, due assessori regionali, il presidente della Provincia Guerino Testa (Pdl) e la Camera di Commercio.

«Con il Ministro Matteoli intendiamo dunque aprire un’interlocuzione sugli interventi infrastrutturali destinati al nostro porto», ha dichiarato il sindaco Luigi Albore Mascia (Pdl), «innanzitutto abbiamo saputo che il Provveditorato dispone di un fondo di 15milioni di euro l’anno destinato ai porti di Lazio, Marche e Abruzzo. Al Ministro potremmo chiedere di destinare subito una quota del fondo, ossia 5milioni di euro, a Pescara e potremmo utilizzare la somma per svuotare la vasca di colmata del molo di levante, effettuare gli interventi di coibentazione necessari e disporre di una nuova area di stoccaggio immediatamente disponibile, anche a fronte dei 5milioni di euro Fondi Fas appena assegnati per finanziare ulteriori dragaggi».

Chissà se Sospiri «spaccherà i tavoli addosso» al ministro, come aveva detto sfogandosi giorni fa a questo giornale, oppure deciderà di optare per una mediazione più tranquilla.

Manuela Rosa 29/04/2011 16.00