Nicolaj pigliatutto: la draga con il dono dell’ubiquità

Alessandro Biancardi

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Nicolaj pigliatutto: la draga con il dono dell’ubiquità
PESCARA. Si possono fare due consegne, contemporaneamente, in due posti diversi con uno stesso camion?

C’è chi  le sfide le ama e le prova. E’ il caso della ditta Nicolaj che ha vinto due appalti con lo stesso macchinario per due lavori diversi ma concomitanti in luoghi distanti. Ma nessun problema secondo il titolare della ditta (che questa volta ha accettato le nostre domande). “Vigliena”, il motopontone della ditta Nicolaj, è il mezzo- unico e solo- utilizzato sia per il dragaggio del porto di Pescara (fermo da giorni per una serie di problemi) sia per la manutenzione delle scogliere tra Montesilvano e Città Sant’Angelo. Gli enti appaltanti sono diversi: il provveditorato alle opere pubbliche per il dragaggio e il Comune di Città Sant’Angelo per le scogliere. Pare però che nessuno si sia accorto della concomitanza di due interventi così importanti.

Ecco così che qualche giorno fa “la draga” era andata due volte a portare gli scogli a Montesilvano. Nessuno si era scandalizzato più di tanto perché «alla fine che male c’è se fa un altro lavoro- aveva detto qualcuno- comunque il dragaggio è fermo».

Ed invece, anche se il dragaggio non si fosse fermato a causa del sequestro della discarica abusiva dove venivano conferiti i fanghi, la draga avrebbe comunque dovuto dividersi tra due lavori.

Né una voce, né una chiacchiera, né «una sciocchezza di PrimaDaNoi», a dirlo è proprio la ditta Nicolaj in un’istanza presentata il 6 aprile scorso alla Capitaneria di Porto di Pescara. Quindi prima del sequestro della discarica abusiva avvenuto il 12 aprile.

Nell’istanza la società ha comunicato che i lavori «di manutenzione ordinaria e straordinaria della scogliera» sul litorale ricadente nel Comune di Città Sant’Angelo sarebbero durati dal 18 aprile al 31 maggio 2011. Inoltre la stesso società ha assicurato, nell’istanza, «una soluzione di continuità nei concomitanti lavori di dragaggio portuale, considerato che gli stessi saranno sempre effettuati con il motopontone Vigliena».

E’ possibile fare due lavori contemporaneamente? «Non è proprio contemporaneamente», ha spiegato Luca Nicolaj, «nella stessa giornata si finisce di fare il dragaggio e il motopontone cambia la benta (il ragno posizionato alla fine del braccio meccanico, ndr) e carica i sassi».

«I lavori a Città Sant’Angelo li finiamo già domani», ha riferito Nicolaj, «dovevamo solo far rifiorire delle scogliere che avevamo messo nel passato. In quella istanza avevamo diluito i tempi proprio perché nel caso si fosse dovuto fare il dragaggio con maggiore urgenza noi avremmo potuto rinviare la manutenzione degli scogli».

 NICOLAJ: «PRENDIAMO QUATTRO SOLDI MA PESCARA PRIMA IN ITALIA»

 «Di questo dragaggio si fa tanto parlare, ma l’impresa Nicolaj prende quattro soldi, quattro soldi», ha affermato il titolare della società, «abbiamo dimostrato al prefetto, al sindaco, al comandante della capitaneria di porto, al presidente della Provincia che stiamo spendendo»

 «I politici non capiscono che Pescara diventerà la prima in Italia per aver fatto il dragaggio senza inquinare», ha aggiunto, «perché si realizza il totale recupero del materiale dragato per scopi civili industriali». La ditta Nicolaj ha riassunto in una lettera i costi e le quantità del dragaggio pescarese confrontando il tutto con quelli di altre città italiane. «A Pescara spendiamo 112,15 euro al metro cubo contro i 210 euro/mc di Monfalcone, i 176 euro (fanghi non pericolosi) e 353 euro (fanghi pericolosi nella provincia di Milano, i 196 euro di Livorno e i 114 euro di Civitanova Marche (depositati in vasca di colmata impermeabilizzata). Per l’intero appalto alla ditta Nicolaj verranno corrisposti 2.221.707,97 euro (457.328,07 per la prima fase, 1,764.379,90 euro per la seconda). Nella prima fase sono stati dragati, secondo i calcoli dell’azienda, 2010 metri cubi. Mentre ne restano ancora da dragare 17.800.

Nel frattempo qualche giorno fa è arrivata un’altra draga, della Rossi Costruzioni della provincia di Venezia, per dei lavori a parte, quelli nel porto turistico “Marina di Pescara”. L’azienda veneta utilizza una draga che in buona sostanza funziona come un aspirapolvere. Attraverso una pompa istallata alla fine del braccio meccanico riesce ad aspirare i fanghi senza creare buchi ma lasciando il fondo livellato. La draga “Donada” ha una capacità di 5 mila metri cubi in 24 ore, poco più di 200 mc ogni ora. In quasi due mesi, quindi il 15 giugno, dovrebbero terminare i lavori secondo quanto riferito dal tecnico dell’impresa.

 IL MACCHINARIO ESPIATORIO

 Il problema principale per il dragaggio portuale invece sembra essere quello del macchinario belga (ora spento) che riesce a trattare (separare) meno di quanto la draga scavi.

«La nostra draga», ha fatto notare Nicolaj, «può dragare 1000 metri cubi al giorno ma tanto poi se il macchinario ne tratta solo 300…».

Un dato che Nicolaj aveva ben chiaro e scritto sul certificato di collaudo della macchina stessa anche prima di prenderla (con un subappalto della Dec, società belga proprietaria del macchinario). Se ne accorge solo ora? «Mi fa piacere questa domanda, anche se provocatoria», ha risposto Nicolaj, «per spiegare che noi siamo perfettamente nei tempo del cronoprogramma fatto con il provveditorato: il 30 giugno i lavori saranno finiti, quindi in totale 2 mesi e mezzo».

Ma meglio guardare all’immediato: il lavori dovrebbero riprendere il 27, come ha annunciato il sindaco Mascia, con l’arrivo dei tecnici belgi che riattiveranno il macchinario.

Ora ci sono le feste di Pasqua per tutti, ma non per il fiume che continua a portare giù detriti.

 Manuela Rosa 21/04/2011 21.18