Rimborsi depurazione, l’Aca non paga e il sindaco ‘tace’? Ci pensa l’opposizione

Alessandro Biancardi

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PIANELLA. Servizio idrico, niente rimborsi ai cittadini: si mobilitano i consiglieri di opposizione.

Nonostante anche la Corte costituzionale abbia stabilito che, nei Comuni non dotati di depuratori, ai cittadini doveva essere rimborsato quanto versato per il canone di depurazione, a Pianella nessuno sembra preoccuparsene. Così i consiglieri comunali di opposizione hanno avviato una vera e propria campagna informativa, che ha coinvolto tutta la popolazione del centro cittadino e delle zone periferiche.

La vicenda trae origine da una sentenza della Corte Costituzionale dell’ottobre 2008 che dichiarava la incostituzionalità della norma che consentiva agli enti gestori dei servizi idrici di addebitare nelle bollette il canone per la depurazione, anche laddove non vi fossero i depuratori o questi non risultassero funzionanti.

«A nemmeno un mese dalla sentenza – scrivono in una nota i consiglieri comunali Sandro Marinelli, Romeo Aramini e Antonio Berardinucci, del gruppo consiliare di minoranza Pdl-Udc al Comune di Pianella – abbiamo richiesto ed ottenuto che il Consiglio comunale approvasse all’unanimità una delibera finalizzata ad impegnare il sindaco, quale rappresentante in seno all’ente gestore, ad attivarsi affinché si provvedesse tempestivamente ai rimborsi agli aventi diritto. Successivamente, nel settembre 2009, è intervenuto a disciplinare la materia il ministero dell’Ambiente che, con un decreto, ha introdotto i procedimenti da seguire per i rimborsi».

Ma a Pianella nulla è cambiato.

I consiglieri comunali, tuttavia, non hanno mollato la presa e, «verificato che nemmeno dopo la espressa diffida comunicata all’Acadal commissario dell’Ato Caputi, nel dicembre 2010, l’Aca ha ottemperato all’obbligo previsto dal decreto di redigere gli elenchi degli aventi diritto ai rimborsi, si è iniziato a temere una strategia dell’Ente gestore finalizzata a far decorrere in silenzio i termini ed evitare di restituire agli utenti quanto loro dovuto».

Un silenzio che non ha riguardato solo il territorio di Pianella, tanto che anche in altri comuni non serviti dal depuratore si è acceso un animato dibattito sui rimborsi agli utenti

Ma a Pianella la situazione ha assunto connotati ancora più misteriosi e ha determinato, secondo i consiglieri di opposizione, uno strano atteggiamento da parte del primo cittadino. 

«Quando, verso la fine di marzo – raccontano gli esponenti di minoranza - abbiamo appreso che il sindaco D’Ambrosio, invece di attivarsi per far ottenere ai propri concittadini i dovuti rimborsi, come ordinatogli all’unanimità dal Consiglio, si era fatto promotore dell’ennesimo tentativo di promuovere l’assemblea finalizzata all’aumento delle tariffe idriche, abbiamo capito che occorreva agire velocemente e così abbiamo dato vita ad una massiccia campagna informativa che è culminata con una serie d incontri tenutisi nella prima decade di aprile a Pianella e nelle frazioni, nel corso dei quali sono stati anche distribuiti i moduli ed illustrate le modalità di compilazione». 

L’iniziativa ha mobilitato gran parte della cittadinanza, anche perché nel periodo oggetto di rimborso la quasi totalità dei cittadini di Pianella non era allacciata o il depuratore non era ancora funzionante. Vista l’enorme richiesta, è stato necessario allestire una rete di volontari facenti parte dell’organizzazione dei partiti promotori che restano tutt’ora periodicamente a disposizione per coadiuvare i cittadini nella predisposizione dei moduli. 15/04/2011 10.28