L’informazione ‘imbavaglia’ i Comunisti, protesta in tutta Italia. E scoppia il ‘caso’ Fazio

Alessandro Biancardi

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L’informazione ‘imbavaglia’ i Comunisti, protesta in tutta Italia. E scoppia il ‘caso’ Fazio
IL CASO. PESCARA. L’informazione ‘imbavaglia’ la Federazione della sinistra, che per questo protesterà davanti alle sedi regionali della Rai.

Una protesta che riguarderà anche l’Abruzzo, dove oggi pomeriggio alle 17.30, presso la sede della Rai di via De Amicis a Pescara, una delegazione della Federazione della sinistra (Rifondazione comunista e Partito dei Comunisti italiani) effettuerà un presidio per protestare contro «l’oscuramento e la censura anticomunista di cui sarebbe oggetto».

In particolare Marco Fars (nella foto), segretario regionale Prc, e Antonio Macera, segretario regionale PdCI, fanno notare come i loro partiti siano «totalmente esclusi dal sistema televisivo – e informativo – nazionale».

«La Federazione della Sinistra nell’ultima competizione elettorale - sottolineano Fars e Macera in una nota - ha raccolto il 3,4% ma da due anni ha uno spazio in tv dello 0,0001, come confermato anche dagli osservatori indipendenti. Una strategia di oscuramento e censura – aggiungono i due esponenti della Federazione di sinistra – profondamente antidemocratica che ricorda il maccartismo anni ’50. E’ particolarmente grave che alla censura berlusconiana si aggiunga anche quella degli spazi riconducibili al centrosinistra. Dispiace – aggiungono i segretari di Prc e PdCi – che persino Fabio Fazio se ne esca con battute infelici».

Il riferimento è a quanto detto dal conduttore di “Che tempo che fa” che, nella puntata di domenica scorsa, nel corso di una intervista con Gianni Boncompagni e Raffaella Carrà. Il regista televisivo commentando ironicamente la ‘’svolta’’ dell’amica presentatrice ha detto: «oggi legge il Fatto e vota Rifondazione». E Fazio ha commentato: «ma se Rifondazione non c’è più…».

Un’affermazione – forse una battuta – che non è stata certo gradita dal ‘popolo’ di sinistra, tanto che sul web è rimbalzato un vero e proprio tam tam di critiche al conduttore di Rai Tre, che tra l’altro non ha mai nascosto le sue idee politiche vicine al centrosinistra.

Una protesta che non si è limitata al ‘popolo’ ma che ha coinvolto anche i rappresentanti politici del partito, tanto che Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Sel, ha preso una posizione estremamente chiara, e dura, nei confronti di Fazio: «Evidentemente il noto presentatore – ha dichiarato - oltre ad essere un censore (non ha mai invitato forze di sinistra alternativa), è anche un mentitore. Un tempo i fascisti usavano contro i comunisti l'olio di ricino ed i manganelli. Fazio, oggi, usa la censura e la menzogna. Due facce della stessa vergognosa medaglia! Alla faccia di tutti i discorsi fatti da democratico anti-berlusconiano».

Il partito si è anche fatto promotore di un’iniziativa popolare, chiedendo a tutti i suoi sostenitori di inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica della trasmissione “Che tempo che fa” con scritto nell'oggetto «Posta per Fabio» e nel testo: «Io sono Comunista ed esisto». E oggi protesterà davanti alle sedi Rai di tutta Italia.

«Nonostante l’oscuramento e la disinformazione – fa infatti notare la Federazione di sinistra - noi r-esistiamo in un’Italia di banderuole e voltagabbana». La Federazione denuncia l’oscuramento che subisce da parte della Rai e del sistema dell’informazione in generale, sottolineando che riguarda sia la partecipazione ad eventi e manifestazioni pubbliche, sia le posizioni che esprimono sulle diverse questioni politiche e sociali.

Nel corso della protesta di oggi la Federazione di sinistra chiederà anche l’incontro con il presidente della Rai Paolo Galimberti, a cui parteciperanno il portavoce Massimo Rossi unitamente a Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto, Cesare Salvi e Gianpaolo Patta.

«Rifondazione Comunista e i Comunisti Italiani sono stati sempre in prima fila nel sostenere l’informazione libera e senza bavaglio – concludono Fars e Macera - Ora chiediamo che il “bavaglio” lo tolgano anche a noi perché la censura che subiamo è rigorosamente bipartisan e coinvolge anche i conduttori e i programmi più antiberlusconiani».

13/04/2011 11.21