Stadio del Mare Pescara. Arriva la diffida dell’opposizione cittadina

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Dall’opposizione arriva la diffida per il realizzando Stadio del Mare: «fermatevi perché è contro legge».FIORILLI: «TUTTO IN REGOLA»

Dieci consiglieri della minoranza (Pd, Sel,Rc), per fermare l’opera, hanno inviato una diffida che giunge a due mesi dalla determina dirigenziale che apriva la fase della gara d’appalto. Se l’amministrazione non si fermerà, l’opposizione minaccia l’invio del fascicolo alla Corte dei Conti.

Approvato in giunta  all’indomani della conquista del titolo di Città europea dello Sport 2012, lo Stadio del mare, è stato pensato per diventare una struttura fissa (anche se temporanea) sulla spiaggia in corrispondenza della Nave di Cascella (Largo Mediterraneo). Spesa prevista: 260mila euro. Ma l’opposizione è saltata dalla sedia denunciando che l’opera è «in violazione e in contrasto con il Piano Particolareggiato Demaniale Comunale». Una battaglia che però era già cominciata dall’estate scorsa con le interrogazioni in consiglio comunale perché la location non piaceva a molti. In quell’occasione sembrava che i suggerimenti dell’opposizione fossero stati recepiti dall’amministrazione.

La struttura prevede la realizzazione di schermature in legno ed elementi di arredo urbano, poi un allestimento temporaneo costituita da strutture transitorie come palchi, tribune, bagni prefabbricati, gazebo e accessori per l’allestimento delle aree di gioco.

L’incarico per la progettazione esecutiva-definitiva e sicurezza dei lavori dello Stadio del mare è stato affidato agli architetti Samuele Moscatelli e  Simona Ferrari mentre il responsabile unico del procedimento è l’ingegner Francesca Gizzarelli, supportata dall’architetto Vincenzo Di Tommaso.

PIANO DEMANIALE: «NO BARRIERE ALLA VISUALE»

Per realizzare il tutto non devono mancare le autorizzazioni da parte dell’Agenzia delle Dogane e da parte del Servizio Demanio del Comune di Pescara che l’amministrazione, nella delibera di giunta (n°946 del 10 novembre 2010), dichiarava di aver acquisito.

Ma secondo l’opposizione ci sono dei vincoli insuperabili che si opporrebbero alla costruzione dello Stadio del Mare.

Secondo il Piano Demaniale Comunale (art.15), approvato in consiglio comunale nel 2006, «la barriera visiva costituita da volumi e superfici accessorie coperte non può superare il 25% del fronte d’accesso». Ed inoltre, nell’ottica di ristabilire i corridoi di visuale del mare, secondo il piano demaniale comunale «è vietata l’istallazione ed il mantenimento di qualsivoglia struttura di ingombro volumetrico o di barriera visiva». Più precisamente il Piano indica proprio gli slarghi in corrispondenza dei quali non si può coprire la visuale tra cui anche Largo Mediterraneo (prima Piazza I° Maggio). Tra gli altri anche piazza Le Laudi e la rotonda Paolucci e «tutte le rotonde esistenti» sul mare. La norma è stata studiata per ripristinare la visuale sul mare sacrificata negli ultimi anni sull’altare dell’economia turistica.

m.r. 13/04/2011 11.09

FIORILLI: «TUTTO IN REGOLA»

«Lo Stadio del Mare è perfettamente in regola e rispetta tutte le normative e le regole previste dalla legge» assicura il vicesindaco Berardino Fiorilli, promotore dell’iniziativa.

« Lo dimostra», spiega il vicesindaco, «la relazione odierna inviata dal Dirigente del Servizio Demanio che ha rilevato come le obiezioni e le disposizioni normative citate dal Pd ‘non sono riferibili al caso in esame: l’articolo 15, comma 9 e comma 9 bis, citato dai consiglieri a fondamento della tesi dell’illegittimità delle autorizzazioni alla realizzazione della struttura, si riferisce infatti alle zone destinate alle concessioni demaniali balneari e non alle spiagge libere, disciplinate invece dall’articolo 14 del Piano demaniale comunale. Il 25 per cento del fronte concesso e i corridoi di visuale del mare non sono, in altri termini, applicabili alle spiagge libere. Al caso in esame è stato applicato l’articolo 14 comma 10 che permette la realizzazione di opere di urbanizzazione, attrezzature pubbliche o di pubblico interesse, ritenute necessarie dall’amministrazione comunale, previa redazione di studi particolareggiati e progetti esecutivi, realizzabili fino al limite a mare delle zone libere».

La pratica, chiude Fiorilli, è già corredata dei pareri positivi dunque delle Dogane e del Servizio Demanio del Comune, dopo che la Direzione marittima ha ufficializzato di non avere competenza in materia.

14/04/2011 7.37