Asl di Pescara, allarme disoccupazione tra le donne

Alessandro Biancardi

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PESCARA. La sanità va a pezzi e a ‘rimetterci’ di più sono le donne.

A lanciare l’allarme disoccupazione, che colpisce soprattutto il gentil sesso, è l’Ugl di Pescara che torna sulla questione dei precari della Asl del capoluogo adriatico.

 Gianna De Amicis, segretario provinciale dell’Ugl, fa infatti notare che qualche giorno fa la Asl di Pescara (dove il 78% del personale è costituito da donne) ha emesso una delibera (la numero 314 del 16.03.2011) dove emerge che a decorrere dal 14 aprile saranno revocati tutti i part time concessi antecedentemente al 25.06.2008.

Considerando che, secondo i dati in possesso dell’Ugl, il 99% dei part time è usufruito da donne, l’allarme relativo all’occupazione è più che giustificato.

«La delibera in questione – fa notare De Amicis - è piuttosto articolata con un’interpretazione unilaterale e di parte delle norme alle quali si fa riferimento, come ad esempio quando si parla dell’articolo 12bis comma 1, 2, 3 del decreto legislativo 61/2000 che non dice, come affermato dall’ufficio Gestione risorse umane della Asl Pescarese, che il part time può essere concesso solo ai lavoratori affetti da patologie oncologiche o con figli di età non superiore agli anni tredici, ma afferma che questi hanno diritto di priorità nella concessione».

Secondo l’Ugl si pone un problema procedurale: «Come si fa ad affermare – puntualizza il segretario - che la richiesta di trasformare il rapporto di lavoro in part time è limitata solo in quei casi?».

Il sindacato pone non soltanto il problema del personale medico, ma anche di quello infermieristico.

Rispetto alla notizia, che circola in questi giorni, secondo la quale il personale infermieristico in questa regione è in esubero rispetto ad altre regioni, De Amicis fa notare che «a Pescara tre anni fa la precedente amministrazione della Asl supportata dai politici allora a capo della città, con la benedizione di alcuni sindacati ha abolito il servizio infermieristico! Lo sappiamo che siamo in esubero – aggiunge il sindacato - ma le spiegazioni vanno richieste a chi in questa regione ha fatto svolgere corsi per operatori di supporto (anche per specializzarli) senza averli mai messi nelle piante organiche e quindi non averli mai assunti! I compiti che sono degli operatori di supporto vengono in questa regione svolti dagli infermieri, diciamo magari che svolgono attività improprie piuttosto che dire che sono in esubero».

Tra l’altro, secondo il sindacato, la notizia dell’’esubero non troverebbe riscontro nella realtà perché, solo per citare un esempio, nell’unità di Medicina con 40 malati ci sono solo due infermieri.

«Allora cosa si pensa per risolvere i problemi della carenza infermieristica nella Asl di Pescara? – conclude Gianna De Amicis - Aboliamo tutti i part time e rimangono solo quelli che hanno figli inferiori a 13 anni, che sono malati oncologici, o in presenza di familiari ammalati terminali, in questo modo avremmo più personale presente».

 12/04/2011 16.29