Insegne degli autobus nuove… ma senza orari e corse

Alessandro Biancardi

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Insegne degli autobus nuove… ma senza orari e corse
PESCARA. Ancora polemiche sul trasporto pubblico locale a Pescara. Prima la pubblicità poi gli orari dei bus.

Dopo le aspre critiche relative alla soppressione di bus e servizi  questa volta a finire nel mirino è la nuova segnaletica, che proprio in questi giorni viene installata in città.

 I vecchi pannelli di fermata che segnalavano i bus in transito con i rispettivi orari, infatti, sono gradualmente sostituiti con quelli nuovi. Una buona notizia, dunque? Ma neanche a pensarci, perché secondo quanto denuncia Rifondazione comunista sulle nuove insegne sarebbero in bella vista i messaggi pubblicitari, ma non ci sarebbero le indicazioni relative ai bus in fermata e ai rispettivi orari, creando gravi disagi ai viaggiatori.

 «Il Presidente della Gtm Michele Russo – ironizzano al proposito Corrado Di Sante e Viola Arcuri, rispettivamente segretario provinciale e cittadina del Prc - sicuramente non ha dimenticato il suo passato da pubblicitario, e forse gli sarà sembrato prioritario dare spazio alle pubblicità piuttosto che alle informazioni utili ai cittadini che vogliono muoversi con il mezzo pubblico».

 Nessuna indicazione precisa, dunque, e anche quando ci sono i messaggi sarebbero assolutamente incomprensibili: «Se si è fortunati ad incappare in una pensilina, per capirci quelle con la tettoia – fanno notare i due esponenti di Rifondazione - si può giocare alla battaglia navale incrociando la via dove ci si trova con il bus e poi guardare gli orari di fianco, rischiando che il pullman passi, meglio quindi riscoprire le buone abitudini e chiedere a chi attende e scommette sul prossimo bus in arrivo».

 

Rifondazione torna anche sui tagli alle corse e annuncia che dal primo aprile sono state ridotte le corse su alcune linee (Linee 1 - 2 - 2/ - 4 - 5 - 13 - 15 – 16)  e modificati gli orari. «Purtroppo – incalzano Di Sante e Arcuri - gli orari sono comparsi nelle pensiline solo in questi gironi e spesso convivono vecchi e nuovi orari creando non poca confusione».

 Infine, la ‘stoccata’ all’operato del governo regionale: «Questo è un altro esempio lungimirante della rivoluzione meritocratica di Chiodi. Fra un po’ ci diranno che il servizio pubblico dei trasporti non funziona e che sarebbe meglio privatizzare! Chi dice di privatizzare – conclude Rifondazione - è responsabile del cattivo funzionamento del pubblico di oggi».

 

 12/04/2011 10.15