Finto corso riconosciuto dalla Regione, in tre rinviati a giudizio

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Sono stati rinviati a giudizio Antonio Modesti, presidente della associazione ''Servizi per il Cittadino'', e i due collaboratori Loreta Di Sabatino e Francesco Egizii. I tre sono accusati di truffa ai danni di 28 giovani.

La storia la racconta l'associazione Codici che ha seguito la vicenda delle vittime, tramite gli avvocati Mauro Talamonti e Loretta Masciulli, che si erano rivolti all'associazione ''Servizi per il cittadino'' per partecipare ad un corso di segretariato di impresa.

Ciascun partecipante aveva sostenuto una spesa di 2.400 euro per partecipare ad un corso che però si sarebbe rivelato ben presto altra cosa rispetto a quanto annunciato dagli organizzatori.

«L'associazione», spiega Domenico Pettinari, «sosteneva che il corso era da considerarsi equiparato, se non superiore, ad un master universitario e che, al termine sarebbe stato rilasciato un attestato riconosciuto dalla Regione Abruzzo unitamente ad un attestato Cambridge di Inglese Commerciale».

Era stato anche comunicato, così raccontano i partecipanti, che l’associazione “Servizi per il Cittadino” avrebbe provveduto a mettere in contatto i partecipanti con aziende per consentire a tutti i corsisti facili approcci con il mondo lavorativo.

Il corso avrebbe avuto una durata complessiva di 72 ore. Al termine l'inserimento nel mondo del lavoro era molto vicina.

Una bella possibilità, quindi, per 28 giovani in cerca di occupazione disposti anche a sostenere una spesa importante per ottenere un titolo spendibile in nuova attività.

Non tutto, però, è andato come sperato. Dopo aver constatato che l’andamento del corso non rispondeva a quantoera stato promesso all’inizio, infatti, i ragazzi hanno poi scoperto che il corso che stavano frequentando non prevedeva nessun riconoscimento dalla Regione, non erano previsti i contatti con le aziende esterne, non vi era l’opportunità di recuperare le lezioni perse e non veniva rilasciato alcun certificato di inglese commerciale Cambridge.

Era stata garantita ai partecipanti anche l’emissione di fattura a titolo di ricevuta dell’importo pagato, di fatto successivamente non rilasciata.

Nei giorni scorsi i tre responsabili dell'associazione sono stati rinviati a giudizio. Secondo il pm Paolo Pompa, titolare dell'inchiesta, «il corso di formazione era del tutto inadeguato ed inidoneo rispetto alle aspettative di inserimentio nel mercato del lavoro che erano state artificiosamente prefigurate» e l'attestato di frequenza che sarebbe stato rilasciato alla fine del corso «non era affatto equiparato ad un master universitario».

«In questi giorni – spiega ancora Pettinari – l’avvocato. Mauro Talamonti unitamente ai colleghi Gaetano di Tommaso, Loretta Masciulli e Giovanna Sturzi tutti dell’Ufficio legale di Codici stanno predisponendo le costituzioni di parte civile per i trenta corsisti che si costituiranno nell’udienza del 9 maggio prossimo chiedendo il risarcimento dei danni subiti. In ultimo – conclude Pettinari - invitiamo tutti gli utenti che si trovassero ancora ad aver problemi con la predetta associazione a rivolgersi presso i nostri sportelli in quanto ci giungono nuove segnalazioni che la stessa continua a tenere corsi di formazione».

a.l .09/04/11 12.38