Polizia, al capolinea la Scuola di controllo di Pescara

Alessandro Biancardi

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PESCARA. I sindacati di Polizia lanciano l’allarme sulla Scuola del controllo del territorio di Pescara, che rischia di arrivare al capolinea.

Sono diversi, secondo Orazio Colantuono e Giampaolo Guerrieri (rispettivamente segretario provinciale Siulp e segretario provinciale Sap) i problemi che investono la Scuola e che potrebbero comprometterne irrimediabilmente la sopravvivenza.

Innanzitutto si deve fare i conti con la cronica carenza di personale. Allo stato attuale l’organico della Scuola, nel tempo praticamente dimezzatosi e non adeguato agli aumentati carichi di lavoro, è costituito da 54 dipendenti complessivi e cioè il direttore, 4 funzionari, 21 ufficiali di Polizia giudiziaria, 25 agenti di P.G. e 3 appartenenti ai ruoli tecnici.

«Risulta quindi assolutamente fuori luogo – denunciano i sindacati - anche solo l’idea di coinvolgere il personale della Scuola Controllo del Territorio in ulteriori servizi e/o aggregazioni richieste da altre Questure, anche in piena attività corsuale, attesa le difficoltà organizzative per garantire persino l’attività di vigilanza della stessa Scuola».

Altro problema che riguarda la Scuola del controllo del territorio di Pescara è quello inerente i fondi a disposizione.

«Riteniamo meritevole di pubblica denuncia – aggiungono Colantuono e Guerrieri - la mancata assegnazione di fondi per i necessari lavori di ristrutturazione del poligono di tiro interno alla Scuola, attesa la sua fondamentale importanza rispetto alla naturale programmazione didattica dei corsi».

Il personale è infatti costretto a recarsi per effettuare le esercitazioni di tiro presso il poligono “le Macchie” de L’Aquila, con una percorrenza di quasi 200 chilometri giornalieri, mentre si potrebbe disporre del poligono in casa, ovviamente a costi decisamente inferiori.

Le segreterie provinciali chiedono dunque tre interventi, da realizzarsi con tempestività, per salvaguardare il futuro

della Scuola: l’esclusione del personale della Scuola in servizi di Polizia diversi da quelli istituzionali; l’assegnazione di personale nelle prossime movimentazioni organizzate dal Ministero; l’attribuzione dei fondi necessari alla riattivazione del poligono interno alla Scuola.

«Per l’evidente mancanza di un minimo ‘senso della realtà’ da parte di un’Amministrazione, che non vuole fare i conti con i numeri del personale in servizio – concludono Siulp e Sap - si sta mettendo in seria crisi l’intero sistema formativo del personale della Polizia di Stato impiegato nei sistemi di controllo del territorio e, pertanto, a diretto contatto con la cittadinanza».

 08/04/11 10.17