Polo Bussi, Filctem Cgil: «non si trascuri il futuro dei lavoratori»

Alessandro Biancardi

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BUSSI. Grande soddisfazione da parte della Filctem-Cgil della Solvay di Bussi per l’intervento di 50 milioni di euro per avviare la bonifica delle aree dismesse del polo chimico.

Il risultato è stato raggiunto nelle commissioni Bilancio e Affari costituzionali del Senato grazie all'emendamento «Abruzzo» approvato all'unanimità nell’ambito del decreto Milleproroghe, che prevede appunto uno stanziamento di 50 milioni di euro, disponibili in tre anni, da giugno 2011 al 2013, per avviare i lavori di bonifica e reindustrializzazione del sito di Bussi sul Tirino, devastato dall'inquinamento chimico.

I cinquanta milioni serviranno a coprire soltanto i lavori di avvio della bonifica e permetteranno di intervenire sulle aree industriali dismesse e da bonificare, permettendo insediamenti industriali che rilanceranno il polo produttivo di Bussi.

La Filctem Cgil di Pescara è stata sempre impegnata in questa vertenza e ora si dice disponibile a sostenere tutte le iniziative tendenti alla piena applicazione del decreto stesso.

«Il provvedimento di legge – sottolinea il sindacato in una nota - ci fa ben sperare per il futuro e per una tanto auspicata soluzione del problema occupazionale dalla quale deriva la grave crisi che il sito di Bussi sta attraversando ormai da tanto tempo. E’ sicuramente un passo importantissimo visto che sin dal 2003 Solvay aveva espresso la volontà di dismettere il Polo Chimico di Bussi. Grazie alla testardaggine delle organizzazioni sindacali, insieme a quella dei lavoratori del Polo Chimico di Bussi, si è riusciti a mantenere accesi gli impianti impedendo alla Solvay di chiudere e scappare via».

Se da un lato plaude l’intraprendenza dei sindacati e l’impegno delle istituzioni, però, dall’altro lato la Filctem Cgil denuncia il disinteresse della proprietà ed esprime preoccupazione «per il mancato impegno della Solvay sia sul versante progettuale che su quello economico: tutti parlano del futuro dell'area industriale di Bussi – fa notare la Filctem - tranne Solvay, il silenzio della proprietà in questa fase è preoccupante».

Il Comitato degli iscritti, inoltre, sottolinea che il nuovo ipotizzato investimento non deve rappresentare una via indolore all’abbandono di Bussi da parte di Solvay senza che nessuno si allarmi più di tanto e si ponga il problema della bonifica del sito e del futuro di centinaia di posti di lavoro persi in questi anni.

Per questo la Filctem Cgil ritiene che sia urgente riunire un tavolo istituzionale con tutti i protagonisti coinvolti nella vertenza per fare in modo che si chiarisca una volta per tutte quale sarà il futuro dell’area industriale di Bussi, quando inizierà la sua bonifica, chi se ne occuperà e quali saranno gli sviluppi produttivi, oltre alla garanzia del reintegro dei lavoratori che hanno perso il loro posto in passato e alla salvaguardia degli attuali livelli occupazionali.

07/04/11 10.20