Precari Asl Pescara, per il NurSind la revoca del contratto è illegittima

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «La rescissione dei contratti dei precari della Asl di Pescara è illegittima».

Lo sostiene il NurSind di Pescara che, tramite il suo presidente Antonio Argentini, annuncia la disponibilità del sindacato a supportare eventuali azioni legali contro l’azienda sanitaria del capoluogo adriatico.

Il sindacato delle professioni infermieristiche della Provincia di Pescara ricorda infatti che il contratto di part-time tra la Asl e il lavoratore è un vero contratto scritto, regolato dal codice civile e dal decreto legge 165 del 2001 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche) e non può essere recesso in modo unilaterale.

Per questo Argentini comunica di essere a disposizione dei propri iscritti e di tutto il personale Asl per l’assistenza legale attraverso i propri avvocati, per eventuali ricorsi da inoltrare contro la Asl di Pescara per la revoca del part-time.

Il sindacato cita due riferimenti normativi: l’articolo 16 della legge 183 del 2010 e articolo 73 del decreto legge 112/2008 (disposizioni in materia di rapporto di lavoro a tempo parziale).

«La Asl di Pescara – denuncia il presidente del NurSind - come sempre ha un atteggiamento punitivo e illegittimo nei confronti del personale, ogni volta travisa la legislazione e questa volta vuole revocare il part-time a tutto il personale, anche al personale che né ha diritto per disposizioni di legge. Nella Asl di Pescara – conclude Argentini - mancano proprio i principi di correttezza e buona fede, prima si revoca e poi si valuta. L’azienda è forte con i deboli e debole con i forti; non è questa l’amministrazione Asl che vogliamo».

L’ANAAO-ASSOMED A DIFESA DELL’OSPEDALE DI PESCARA

Intanto Antonio Ciofani, consigliere nazionale Anaao-Assomed e responsabile dell’unità operativa di Nefrologia dell’ospedale Santo Spirito, si schiera in difesa della sanità pescarese.

Ciofani, in particolare, difende l’ospedale di Pescara rispetto a chi lo ‘critica’, definendolo una ‘minaccia’ per l’ospedale di Chieti e per la sanità teatina.

«Ci risiamo – fa notare Ciofani citando recenti polemiche - l’ospedale Spirito Santo di Pescara attraversa di nuovo, come ricorrentemente accade, un clima di aggressione proveniente da più parti, con il risultato di sminuire ed indebolire l’attività professionale degli operatori da una parte e di vanificare l’impegno e l'azione amministrativa della Direzione generale dall'altra, in un momento di profondo cambiamento della medicina».

«Aggressione da più parti – aggiunge Ciofani - perché è recentissima anche la richiesta di sospensione dal lavoro di intere equipe mediche del nostro ospedale senza attendere la doverosa conclusione delle indagini e degli accertamenti di cause di insuccesso. Come si può praticare un lavoro così delicato che attiene alla vita ed alla morte della persona senza la dovuta serenità?».

06/04/11 12.00