? Montesilvano, 14 anni senza pagare occupazione suolo. Comune debitore

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Spuntano depiti al Comune di Montesilvano. Cordoma assicura: «sono di chi mi ha preceduto»

Le precedenti amministrazioni comunali, in particolare quelle che hanno governato dal 1986 al 2000, risultano debitorie nei confronti del Demanio pubblico.

Secondo quanto raccontato dal sindaco Pasquale Cordoma, il Comune non avrebbe mai pagato l’occupazione di suolo pubblico in diverse zone della città di Montesilvano per quattordici anni.

La comunicazione è avvenuta ieri mattina in un incontro tra il direttore generale del Demanio Abruzzo e Molise Cesare Sarchiapone con il sindaco e l’assessore alle Finanze Emidio Di Felice.

Valutati tutti gli atti attestanti la grave mancanza, sindaco e assessore, si sono impegnati a corrispondere la somma di 134.000 euro (comprensivi degli interessi maturati in questi anni pari a 48.000 euro).

«Anche in questo caso – ha spiegato il primo cittadino– siamo costretti a pagare debiti appartenenti alle passate amministrazioni. Questa volta con il Demanio ci accolleremo undici anni di soldi mai versati per l'occupazione del suolo pubblico da chi ci ha preceduto».

Il Demanio, dopo aver pazientato tutti questi anni, chiede non solo la cifra di 86.000 euro che gli spetta, ma anche gli interessi.

«Questo denaro», annuncia Cordoma, «graverà sul Bilancio 2011 e che va a sommarsi ai tre milioni di debiti ereditati e pagati in questi quattro anni, oltre a 1.136.835,13 che spetta al consorzio di Bonifica, dopo la sentenza del Tribunale di Pescara, di cui 350.000 euro sono stati già versati il primo gennaio scorso, mentre le altre restanti cinque rate dovranno essere estinte n tre anni. Vorrei ricordare che a difendere gli interessi del Comune, poi naufragati con la sentenza di condanna, fu qualche anno fa proprio l'avvocato e consigliere Leo Brocchi, lo stesso che oggi rivendica di essere il grande osservatore e il paladino delle casse comunali».

Per il sindaco si tratta di «tutte cifre importanti», che potevano essere adoperate per le manutenzioni e per la realizzazione di nuove opere pubbliche sul territorio, «ma che invece serviranno a saldare conti mai pagati e debiti verso quegli enti, che hanno erogato regolari servizi senza mai ricevere un euro, come nel caso del Demanio. Spese scellerate che fanno ben capire come una volta erano gestiti i conti pubblici».

 05/04/2011 9.44

BROCCHI: «MAI ASSISTITO COMUNE CONTRO DEMANIO»

«Non ho mai avuto l'onore di assistere il Comune di Montesilvano, in nessuna veste o funzione, in procedimenti "contro il Demanio"», replica il consigleire Leo Brocchi, tirato in ballo dal sindaco Cordoma.

Proprio Brocchi sostiene comunque che il Demanio «non può esigere nulla dal Comune per l’utilizzo di una pubblica via, secondo la classificazione del Codice della Strada».

E sempre il consigliere chiede al sindaco che fine ha fatto la vicenda che riguarda il consorzio di bonifica che non avrebbe proceduto «ad alcuna significativa attività di manutenzione del collettore benchè abbia sempre rivendicato il rimborso dei teorici oneri».

Brocchi chiese di segnalare i dubbi all’Autorità inquirente penale, allo scopo di poter verificare «se corrisponda a verità che la “luce” del predetto collettore si sia ormai ridotta a meno del 30%, proprio per l’omessa attività manutentiva di cui si discute».

«Il suggerimento», chiude Brocchi, «non deve aver trovato molto interesse da parte di taluni amministratori montesilvanesi, che evidentemente non sanno più cosa inventarsi per distrarre l'attenzione dai propri personalissimi guai».

05/04/11 12.00

GALLERATI: «DICHIARAZIONI DA CAMPAGNA ELETTORALE»

«Lillo sa bene che non spetta ai Sindaci predisporre mandati di pagamento; semmai spetta loro, ove ne ricorrano le condizioni oggettive, far esaminare dalle loro Giunte e Consigli Comunali provvedimenti di Bilancio che prevedano coperture non sempre adeguate per le innumerevoli esigenze. Di quì, la necessità di indicare priorità di spesa, d'intesa con i Dirigenti preposti», replica l'ex sindaco di Montesilvano Renzo Gallerati. 

«Quanto alla caratteristica espositiva dell'amico Lillo, gli soggiungo che i tempi della campagna elettrorale 2012 sono ancora lontani, quindi affaticarsi prima del tempo, può risultare esercizio noioso; anche perchè non conosce ancora il profilo del suo più accredidato antagonista e, soprattutto, perchè  alcuni settori dell'attuale opposizione consiliare non lo affaticano più di tanto, perchè poco avvezzi a fargli rileggere la inevitabilità di certi provvedimenti del passato».
«Mi permetto anche di consigliargli», continua l'ex primo cittadino, «che, dinanzi a ereditati contenziosi di più poderoso livello, fui costretto a perseguire la via delle transazioni, pur non avendone dirette responsabilità; cito per tutti i casi delle lavoratrici ex "cuoche e bidelle" in regime di "locatio operis" ex art.2222 del Codice Civile, per svariate decine di milioni (con ottime strategie dirigenziali giuridiche e contabili a supporto) e degli innumerevoli indennizzi a ditte private, derivanti da espropri per opere pubbliche rilevanti degli anni '70 e '80, in forza di sentenze che videro l'Ente soccombente, per via di una legislazione dell'epoca molto generica e per nulla utile alle ragioni vere della pubblica utilità. Quanto all'ereditarietà inevitabile delle pendenze, sia più consapevole che un giorno (magari dopo alcuni anni dopo la fine del suo auspicato secondo mandato amministrativo), potremmo leggere qualche improvvida intervista, di pari tenore, rilasciata da qualche più bravo nostro successore alla guida di Montesilvano».

05/04/11 17.31