Palazzi via Finlandia, cade la corruzione per Cantagallo. Pm chiede il processo per abuso

Alessandro Biancardi

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Palazzi via Finlandia, cade la corruzione per Cantagallo. Pm chiede il processo per abuso
PESCARA. Il pm Gennaro Varone ha chiesto il proscioglimento dalla sola accusa di corruzione per l'ex sindaco Enzo Cantagallo e l'imprenditore Di Properzio.

La richiesta è arrivata nell'ambito del processo per abuso d'ufficio ed edilizio per la costruzione dei palazzi in via Finlandia, sequestrati il 5 novembre 2008 proprio perché considerati un abuso. E' questa una delle costole del maxi processo Ciclone ben più noto e ampio. Per l'ex amministratore pubblico resta dunque in piedi l'accusa di abuso d'ufficio nell'ambito di questo filone che si avvia al dibattimento.  Per l'ex sindaco Renzo Gallerati e l'ex vice sindaco Vincenzo Brocco, indagati per abuso d'ufficio è subentrata la prescrizione mentre per l'ex assessore ai Lavori pubblici Cristiano Tomei e per l'ex dirigente Rolando Canale, ai quali è contestato l'abuso edilizio, Varone ha chiesto il rinvio a giudizio.

La vicenda da cui ha preso le mosse l'indagine riguarda la realizzazione, da parte di Di Properzio, di un progetto integrato di intervento che prevedeva l'obbligo, per il privato, di dar vita a posti auto e spazi verdi, con la sistemazione del campo di via Foscolo.
In base a quanto hanno potuto appurare le indagini coordinate dal pm della Procura di Pescara, non solo il noto costruttore non avrebbe realizzato questi interventi nei tempi pattuiti ma avrebbe beneficiato, dicendo di dover sostenere un aumento dei costi pari a 568mila euro, di un aumento di volumetria di oltre 32mila metri cubi, in due diverse tranche.
Il conferimento di queste volumetrie avrebbe consentito la costruzione di tre palazzi. Un primo beneficio Di Properzio l'avrebbe ottenuto dalla giunta Gallerati, in occasione dell'ultimo consiglio comunale, con una concessione di 9.500 metri cubi circa, mentre il secondo regalo di volumetrie (22mila e 800 metri cubi circa) sarebbe stato concesso dalla giunta Cantagallo, al di fuori delle procedure previste dalla legge. 
Le aree assicurate a Di Properzio per nuovi insediamenti abitativi erano destinate, peraltro, a scuole e verde pubblico. Dopo lo stop al cantiere l'imprenditore ha chiesto un risarcimento danni di 10 milioni di euro.

Nel corso degli anni Cantagallo ha sempre respinto tutti gli addebiti sostenendo di essere perseguitato dagli inquirenti per ragioni di rivalsa personale.

Con l'avvio del dibattimento potrà cominciare a ricostruire la verità giudiziaria dei fatti contestati.

02/04/2011 10.53

*DI PROPERZIO: UN ABUSO GRANDE QUANTO UN PALAZZO

 *IL PROCESSO CICLONE STENTA A PARTIRE