Dimesso da pochi giorni, paziente psichiatrico si impicca. Codici annuncia esposto

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Ha colpito molti la notizia del ritrovamento del cadavere di A.M., 35 anni, giovane conosciuto nella zona di Colle Madonna con problemi e con ripetuti tentativi di suicidio.

Il corpo è stato trovato questa mattina dal padre del ragazzo che era in apprensione dalla sera prima poiché aveva perso ogni contatto con lui. Lo spettacolo è stato raccapricciante e sconvolgente e pare che il ragazzo si sia impiccato forse nel pomeriggio di ieri.

E’ una storia di disperazione e di grande dolore ma forse c’è di più.

L’uomo, infatti, aveva tentato almeno tre volte di tagliarsi le vene ed è stato salvato appena in tempo dai familiari. Per questo era stato sottoposto ad alcuni ricoveri in una clinica privata che lo ha tenuto in osservazione per brevi periodi.

Secondo quanto hanno riferito alcune persone vicino alla famiglia l’uomo sarebbe stato dimesso per l’ennesima volta proprio ieri mattina. Poche ore dopo è riuscito a mettere fine alla sua vita.

Stamattina diverse volanti della polizia ed agenti hanno interrogato i familiari e conoscenti, sono stati fatti rilievi del caso per capire cosa sia successo e valutare eventuali responsabilità.

Non si sa se è stato aperto un fascicolo presso la procura ma l’associazione dei consumatori Codici già annuncia un esposto nei prossimi giorni per chiedere alla procura di capire se quel ragazzo poteva essere dimesso.  

«E’ sconcertante», ha detto Domenico Pettinari, segretario provinciale di Codici, «pensare che il nostro sistema sanitario non sia stato in grado di tutelare una persona fragile con evidenti problemi e  con  alta probabilità di ripetere i gesti suicidi per cui era stato ricoverato».

Solo alcuni mesi fa Codici ha dovuto denunciare all’autorità giudiziaria un altro caso di suicidio di un paziente psichiatrico che era fuggito da una autoambulanza mentre veniva trasportato da un centro ad un altro.

«Questi episodi si commentano da soli», continua Pettinari,«e dimostrano con tutta la loro mastodontica assurdità che in Abruzzo la sanità ha avuto e continua ad avere falle enormi che non si possono accettare. Una struttura sanitaria efficiente non può non capire che si sta dimettendo un paziente potenzialmente pericoloso per la sicurezza della sua vita».

Codici chiederà alla procura di fare chiarezza sui possibili risvolti della vicenda per capire se per caso questo dramma non sia il frutto delle conseguenze dei tagli alle risorse sanitarie, economiche e professionali, della riduzione dei reparti o degli accreditamenti. Insomma bisognerà capire se le strutture sanitarie che hanno avuto in carico il paziente sono state “costrette” a dimetterlo o se invece ogni procedura è stata rispettata.

Codici inoltre chiederà alla Regione Abruzzo di istituire una commissione di inchiesta per valutare eventuali responsabilità nella gestione del paziente mentre l’ufficio legale dell’associazione sta già predisponendo l’esposto.

 01/04/2011 16.28