LE CARTE DELL'INCHIESTA

La Banca di Roselli: «una iniziativa che non c’entra con la politica»

Si aspirava alla raccolta di 2,5 mln. Un elenco coni "magnifici 23"

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Marino Roselli

Marino Roselli

ABRUZZO. Perché un amministratore pubblico, politico, e allora presidente del Consiglio regionale dovrebbe darsi da fare per fondare una “propria” banca?

Sulle reali ragioni rimane il mistero e quanto meno pare lecito anche dubitare sulle risposte date pubblicamente visto che pure qualcuna non era del tutto veritiera.
Infatti l’iniziativa della banca di Marino Roselli era stata lanciata nel 2007 con una conferenza stampa e tra le tante cose dette dall’allora in carica presidente del Consiglio regionale c’era quella che «la politica non c’entra».
Tre anni dopo l’iniziativa registra l’interesse dell’ex sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso, mentre la ricerca di imprenditori arranca, così come la raccolta del capitale appare scarso. Questa circostanza emerge dalle intercettazioni attuate durante l’inchiesta sull’urbanistica a Spoltore quando la Forestale che ha indagato registra alcune telefonate di D’Alfonso che chiede infomazioni sulle operazioni: è il febbraio 2010 e dopo tre anni la banca non è ancora decollata.
La politica non c’entra ma Roselli sempre nel 2010 chiede aiuto al senatore Giovanni Legnini (non indagato) al quale richiede un incontro affinchè l’avvocato teatino gli possa dare una mano e approfondire la situazione.
L’operazione Banca di Credito Cooperativo di Spoltore – Area Metropolitana non si può definire tecnicamente una operazione segreta poiché la facciata è stata disvelata “ufficialmente” mentre quello che c’è dietro un po’ meno. E’ forse per questo che gli investigatori annotano anche questo nelle loro informative al pm Gennaro Varone promettendo di approfondire l'argomento e reputano interessate anche le partecipazioni e gli attori in gioco, visto che qualcuno (ad esempio l’imprenditore Luigi Zampacorta) è indagato proprio con Roselli nelle inchieste spoltoresi.
Così nella perquisizione del 07 aprile 2010, nello studio di Roselli venne rinvenuto un elenco composto da undici fogli con l’intestazione della futura banca.

Nell’appunto vengono chiarite le cariche assegnate a Marino Roselli presidente, vice presidenti Luigi Zampacorta e Luigi D’Andreagiovanni, segretario Silvia D’Incecco (non indagata)
Tesoriere, Fernando Ciarcelluti (non indagato). Segue l’elenco di 43 nomi, con i dati anagrafici ed a lato di ognuno, manoscritto, sia il nome di chi lo segnalava che la parola “sì” o “no”, «probabilmente a significare se interessati o meno alla fondazione della banca», spiegano gli investigatori.
Dall’acquisizione effettuate presso la Banca dell’Adriatico S.p.a., si è accertato invece che il 20 ottobre 2007 era stato redatto davanti al notaio, l’Atto Costitutivo del Comitato Promotore della Banca di Credito Cooperativo di Spoltore – Area Metropolitana.

«Dalle visione dell’Atto Costitutivo si nota che, l’elenco comprende 23 componenti dei 43 rinvenuti presso l’abitazione del Roselli», annota la Pg, «in pratica sono stati tolti quelli che riportavano accanto la parola “no”. Gli incarichi sono rimasti quelli del primo elenco».
Tra i 23 soggetti –fa presente sempre la pg- sono presenti alcuni indagati nell’inchiesta allora in corso, oltre a Roselli e Luigi Zampacorta, figurano anche «personaggi politici del Comune di Spoltore», non indagati come Luciano D’Incecco (ex vice sindaco), Dino D’Onofrio e Pasquale Segamiglio (ex assessori), Paolo De Amicis e Pierpaolo Pace (ex consiglieri di maggioranza), presente anche Angela Febo (moglie di Roselli).
Sui due conti correnti aperti per il versamento a novembre 2011 sono stati trovati circa 20mila euro.
Nella conferenza stampa del 2007 (erano ancora lontani gli arresti i Del Turco, D’Alfonso e dello stesso Roselli) il primo obiettivo dichiarato fu «il capitale minimo di 2 milioni e mezzo di euro per poter aprire gli sportelli».
«Ci prefiggiamo di creare interesse sul nostro territorio, un modo per incentivare lo sviluppo», disse Roselli, «a differenza di altre banche che arrivano da fuori, noi nasciamo proprio sul territorio in cui andremo ad operare, al centro dell’area Pescara-Chieti. La Bcc spoltorese opererà anche a Pescara, Montesilvano, Cappelle, Cepagatti, Moscufo, Pianella e San Giovanni»

a.b.