Incendio Terraverde, approvata nuova ordinanza. Zona di rischio ridotta

I Comuni interessati modificano la vecchia ordinanza

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Incendio Terraverde, approvata nuova ordinanza. Zona di rischio ridotta
CITTA’ SANT’ANGELO. A due mesi dall’incendio dell’azienda Terraverde di Città Sant’Angelo, una nuova ordinanza sindacale riduce l’area di rischio.


CITTA’ SANT’ANGELO. A due mesi dall’incendio dell’azienda Terraverde di Città Sant’Angelo, una nuova ordinanza sindacale riduce l’area di rischio. Precauzioni fino a 150 metri dalla zona del rogo non più fino a 1000 metri.
Ad annunciarlo i sindaci di Città Sant'Angelo, Elice, Collecorvino, Penne, Loreto Aprutino e Picciano che, insieme ad Emanuela Scamosci e Giuseppe Pierfelice dell'Arta Abruzzo, Giuseppe Pompilii del settore ambiente della Provincia di Pescara, Antonio Caponetti e Carla Granchelli dell'Asl di Pescara, Alessio D'Intino del servizio veterinario, Stefano Giovannoli del servizio veterinario regionale, Giampiero Scortichini dell'IZS - Istituto Zooprofilattico di Teramo hanno redatto una nuova relazione ambientale. Mentre prima alcune attività (pascolo,attività agricole) erano impedite nel raggio di 1000 metri dal rogo, a fini precauzionali oggi, l’area rossa si riduce a 150 metri.
«La relazione», dichiara il sindaco di Città Sant’Angelo Gabriele Florindi, «fa il punto della vicenda Terraverde. Dopo l'analisi degli ultimi dati, inoltre, gli enti preposti hanno deciso di aggiornare l'ordinanza 103, che ho firmato sin dai primi giorni di incendio».
Il nuovo documento stabilisce: la sospensione della lavorazione meccanica e dell'aratura dei terreni fino a 150 metri a valle del sito in cui si è sviluppato l'incendio; la sospensione di attività di pascolo di qualsiasi tipo di animale nelle aree situate fino a 150 metri a valle del sito in cui si è sviluppato l'incendio; il divieto di utilizzo dei pozzi dell'area situata nel raggio di 1000 metri a valle del sito in cui si è sviluppato l'incendio; la richiesta alle aziende che insistono nel raggio 150 metri a valle del sito in cui si è sviluppato l'incendio e che producono e/o trattano prodotti destinati al consumo umano e/o animale di potenziare l'autocontrollo con particolare riferimento al monitoraggio di contaminanti sulle matrici alimentari. Le raccomandazioni restano invariate, si chiede, infatti, di lavare accuratamente frutta e verdura prima del consumo, di ridurre il razzolamento degli animali da cortile incrementando l'alimentazione con prodotti zootecnici.
Più stringenti i parametri imposti dalla vecchia ordinanza, la numero 103 del 2011 del 23 novembre 2011 con cui si vietava l’utilizzo dei pozzi nel raggio di 1000 metri dal luogo dell’incendio, la sospensione dell’aratura meccanica dei terreni nel raggio di 1000 metri dal sito in cui si è sviluppato l’incendio, la sospensione di attività di pascolo nelle aree situate nel raggio di 1000 metri, il divieto di utilizzo di pozzi collocati nel raggio di 1000 metri dal sito. Tutto questo per consentire un migliore campionamento degli inquinanti da parte di Asl e Arta e per impedire che eventuali sostanze inquinanti si mescolassero nel terreno, vanificando i test degli esperti.


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