Air One Technic chiude? Cgil, Pd e Idv contro lo "scippo" a favore di Napoli

Alessandro Biancardi

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   Air One Technic chiude? Cgil, Pd e Idv contro lo "scippo" a favore di Napoli
ABRUZZO. «Il destino dell’aeroporto d’Abruzzo? Trasformarlo in una stazione ferroviaria: come si vede i lavori sono già iniziati».

Lo scoramento dei dipendenti Air One Technic si potrebbe riassumere in questa battuta molto amara raccolta al volo, subito dopo che la protesta sul tetto è stata interrotta. Sul piazzale dell’aeroporto sono in corso lavori che sembrano disegnare una rotaia e i dipendenti sotto choc per le notizie da Roma assistono in disparte e non hanno voglia di parlare. Il no secco di Alitalia alla richiesta di subentro nell’attività di manutenzione da parte di una cordata di imprenditori abruzzesi è sembrato così immotivato da lasciare per un attimo senza parole manifestanti, sindacalisti, gli stessi imprenditori che volevano rilevare l’azienda, e quei pochi politici che hanno tentato fino all’ultimo di strappare un sì.

Oltre i dipendenti, vittime sacrificali di una politica distratta, i più seccati sono gli industriali:«Questa trattativa mi ha completamente deluso – spiega Paolo Primavera, presidente Confindustria Chieti e interessato nella cordata che aspirava a rilevare l’attività di manutenzione – noi vogliamo fare gli imprenditori, salvare i posti di lavoro, movimentare 5-6 milioni di euro, potenziare l’aeroporto e il risultato è che siamo stati quasi messi alla porta. Abbiamo capito che il problema non è imprenditoriale, ma politico. Aspettiamo di vedere cosa vuol fare la Regione».

 E già ieri, passato l’attimo dell’incredulità, la Cgil ha ricominciato a tessere la tela per rilanciare la trattativa a sostegno della sopravvivenza di Ait One Technic. In mattinata c’è stato un incontro con i dipendenti per studiare tutte le forme per opporsi al licenziamento ed alla cassa integrazione, con la richiesta di un mese di proroga rispetto alla scadenza del primo aprile. Nel pomeriggio c’è stato poi l’incontro con i consiglieri regionali di opposizione ai quali è stato chiesto l’appoggio alla vertenza. «E’ molto importante che in questo mese ci sia la solidarietà delle istituzioni – spiega Marco Di Rocco, Cgil – come si potrà vedere da qualche ordine del giorno che sarà presentato, anche se pensiamo di attivare anche un presidio in aeroporto. Finora noi ci siamo fermati all’assessore Morra, aspettiamo che scenda in campo Chiodi». Un’attesa che rischia di essere vana dal versante politico (il Pdl ha mostrato  finora scarso interesse alla vicenda) e del tutto inutile dal punto di vista pratico. Chiodi infatti, da commercialista, sa bene che l’Alitalia è un’azienda privata e che regola i suoi rapporti con i fornitori attraverso una contrattazione che con la politica non dovrebbe aver nulla a che vedere. Semmai il suo interesse come Regione è il potenziamento dell’aeroporto che potrebbe portare come conseguenza la manutenzione e non viceversa. E su questo si giocherà probabilmente le sue carte, infastidito – come sembra – dalla visibilità mediatica del senatore Giovanni Legnini che fin dal primo momento ha condiviso ed appoggiato la protesta e che dopo il no di Alitalia ha parlato di un «Abruzzo debole che si fa scippare» questa attività importantissima.

LEGNINI, PD E COSTANTINI, IDV:«CHIODI SVENDE L’ABRUZZO E SI FA SCIPPARE LA MANUTENZIONE»

«Alitalia spieghi dov’è il risparmio nell’affidare i lavori alla società del candidato sindaco Pdl a Napoli o mi rivolgerò al governo – ha detto il senatore del Pd – L’esito deludente dell'incontro a Roma sul futuro di Air One Technic non deve assolutamente indurre le istituzioni e le forze politiche abruzzesi a desistere. Bisogna, al contrario, insistere con l’Alitalia per ottenere l’affidamento per un periodo congruo delle commesse necessarie per mantenere in attività l’azienda abruzzese».

Intanto oggi pomeriggio ci sarà la riunione indetta dalla Provincia di Chieti per approfondire il confronto tra le parti coinvolte in questa vertenza.

Sebastiano Calella  31/03/2011 9.00