Rifiuti. La Deco:«gli aumenti tariffari erano prevedibili fin dal 2003»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Alcune settimane fa si era parlato di un aumento della tariffa sullo smaltimento dei rifiuti. L’aumento c’è stato ma sarebbe stato previsto fin dal 2003.

La società di smaltimento di rifiuti, Deco spa che fa capo alla famiglia Di Zio, chiarisce che «non sono state avanzate richieste in tal senso».

Gli aumenti erano stati denunciati da Ambiente SpA (ex Consorzio Comprensoriale per lo Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani dell’Area Pescarese).

«Ci siamo limitati ad applicare i corrispettivi contrattualmente fissati sin dal 2003», assicurano dalla società, che ammette però che ciò ha comportato un aumento dei costi per i Comuni, «ma si tratta di costi che erano già preventivabili dal 2003 e dipendono dall’attivazione di un servizio di trattamento dei rifiuti ben più complesso ed oneroso (bioessiccazione) di quello consentito dall’impianto di trattamento mobile di via Raiale».

In pratica i Comuni più diligenti avevano già messo in conto l'aumento sette anni fa e si sono trovati pronti ad affrontare la transizione. Quelli meno preparati si sono trovati in difficoltà.

La convenzione del 2003 prevedeva anche l’adeguamento del ristoro consortile a favore di Ambiente SpA da 3,615 euro a tonnellata a 5,16 euro/tonnellata.

«Tale aumento», spiegano ancora da Deco, «si riflette direttamente sulla tariffa dovuta dai Comuni». L’offerta per il completamento del ciclo dei rifiuti mediante raffinazione del bioessicato e produzione di Cdr», illustrano ancora dalla Deco «non è una nostra imposizione ma è un’offerta che i comuni aderenti ad Ambiente S.p.A. sono liberi di accettare o meno». Ovviamente optando per conservare l’attuale sistema di smaltimento, la discarica di Colle Cese giungerà rapidamente ad esaurimento. 

«Ciò», dicono ancora dalla Deco, «comporterà la necessità di affrontare gravosi investimenti per la realizzazione di una nuova discarica nella quale, nonostante l’oneroso investimento, si continuerà pur sempre a smaltire i rifiuti secondo modalità ben lontane dal potersi definire ottimali sotto il profilo della tutela dell’ambiente, come invece potrebbero essere grazie alle nuove tecnologie rese già oggi disponibili dalla Deco S.p.A».

Diversa, invece, sarebbe la situazione di alcuni piccoli Comuni del pescarese che non aderiscono a Ambiente S.p.A. bensì a Ecologica Pescarese S.p.A.(altra società derivante dalla trasformazione di un precedente consorzio di Comuni).

Nei giorni scorsi alcuni giornali locali hanno parlato di un braccio di ferro delle amministrazioni minori con Ecologica, ovvero con la Deco, relativamente alla tariffa di conferimento dei rifiuti nell’impianto Casoni di Chieti. «La nostra partecipata Ecologica S.r.l.», assicurano però oggi dalla Deco, «è del tutto estranea alla gestione dell’impianto TMB di Casoni» in quanto svolge «esclusivamente» servizi di igiene urbana e raccolta di rifiuti urbani in qualità di società operativa di Ambiente SpA. «Ecologica Srl, pertanto, non è né può essere coinvolta in alcun modo nelle questioni tariffarie che riguardano il predetto impianto».

La Deco spiega inoltre di non aver «alcun rapporto» convenzionale con i comuni non aderenti ad Ambiente SpA. «Tali comuni erano stati autorizzati da Ambiente SpA a smaltire i propri rifiuti presso la discarica di Colle Cese, previo trattamento dei rifiuti stessi presso l’impianto mobile di Via Raiale, in quanto privi di valide soluzioni alternative. Per ovvi motivi di equità, tuttavia, la Deco S.p.A. ha sempre riscosso per i servizi resi in favore di tali comuni un corrispettivo identico a quello riservato ai comuni aderenti ad Ambiente S.p.A».

Cessata l’attività dell’impianto mobile di via Raiale a seguito dell’entrata in funzione del TMB di Chieti, la Deco S.p.A. Assicura di aver «comunicato ai comuni l’impossibilità di continuare a ricevere i loro rifiuti presso il predetto impianto mobile» per il relativo trattamento e successivo smaltimento presso la discarica di Colle Cese.

«Nel contempo», raccontano ancora dalla società, «li abbiamo informati che, ove avessero voluto, avrebbero potuto prendere in considerazione l’offerta, in tutto e per tutto identica a quella formulata ai comuni di Ambiente SpA, per l’avviamento dei propri rifiuti al recupero energetico mediante produzione di CDR, presso l’impianto TMB, in località Casoni di Chieti. Non si è trattato, quindi, di aumenti tariffari, bensì di cessazione di uno specifico servizio motivata da ragioni oggettive, accompagnata da un’ offerta per l’avvio di un servizio completamente diverso rispetto a quello cessato».

 15/09/2010 15.55