Pedaggio asse attrezzato, il provvedimento slitta e il rischio resta

Alessandro Biancardi

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Pedaggio asse attrezzato, il provvedimento slitta e il rischio resta
ROMA. Il pedaggio sull'asse attrezzato non è una certezza assoluta, al momento, anzi è certo che non si pagherà dal primo maggio.

Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri che istituirà il pagamento anche sul tratto stradale Pescara-Chieti non esiste ancora e nel momento in cui sarà emanato saranno necessari almeno 150 giorni per la sola installazione delle porte di accesso e di uscita all'asse attrezzato.

Va da sé, quindi, che il pedaggio appare lontano nel tempo sebbene ad oggi non posa essere scongiurato definitivamente.

Sono allo studio, poi, delle agevolazioni per chi usufruisce dell'asse e tanto maggiore sarà l'utilizzo tanto maggiori saranno le agevolazioni, fin quasi ad arrivare all'esenzione.

Questa mattina una delegazione abruzzese guidata dal presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, ha avuto un incontro a Roma con i rappresentanti del ministero delle Infrastrutture. E' stata Barbara Marinali (direttore generale Infrastrutture stradali) ad affrontare tutti gli aspetti tecnici e ad illustrare la situazione relativa all'asse attrezzato. 
Della delegazione facevano parte, insieme a Testa, il presidente della Provincia di Chieti, Di Giuseppantonio, i sindaci di Pescara e San Giovanni Teatino, Mascia e Caldarelli, l'assessore del comune di Chieti Colantonio, il consigliere regionale Lorenzo Sospiri, rappresentanti di Camera di Commercio e Confindustria, e l'avvocato Giorgio Fraccastoro, che ha curato il ricorso della Provincia di Pescara al Tar del Lazio che ha bloccato l'aumento del pedaggio autostradale.
Dopo aver spiegato le ragioni degli abruzzesi, che ritengono assolutamente iniquo e senza fondamento questo balzello, la delegazione ha anche annunciato di essere pronta a presentare altri ricorsi contro i futuri provvedimenti che saranno adottati per l'istituzione del pedaggio.

E' emersa però l'inutilità del declassamento dell'arteria: in base al Codice della strada, infatti, non è possibile puntare ad un provvedimento del genere e comunque, anche se così non fosse, tutte le arterie sono potenzialmente assoggettabili a tassazione, per cui l’asse attrezzato sarebbe comunque a rischio.

Si tratta, è stato detto senza mezzi termini, di una soluzione assolutamente da scartare dal punto di vista tecnico e giuridico e su questo il ministero è stato tanto chiaro quanto netto.
«E' stato un incontro molto utile», questo il commento unanime della delegazione, «perché abbiamo avuto modo di acquisire tutta una serie di informazioni per continuare a resistere contro le decisioni del Governo. La nostra non è una voce isolata, anzi il problema è comune a tante altre regioni che vivono situazioni  anche peggiori rispetto alle nostre per cui la protesta  dell'Abruzzo si unisce a quella di altri territori con l'obiettivo di far cambiare idea al Governo, al di là delle azioni che poi metteremo in campo».

30/03/2011 17.29