AirOne Technic, fumata nera all’Alitalia. Licenziamenti più vicini

Alessandro Biancardi

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AirOne Technic, fumata nera all’Alitalia. Licenziamenti più vicini
PESCARA. Fumata nera, anzi nerissima per Air One Technic dopo l'incontro nella capitale.

L’incontro a Roma, presso la sede dell’Alitalia, ha fatto registrare una chiusura netta della compagnia di bandiera nei confronti degli imprenditori abruzzesi intenzionati a rilevare il settore manutenzione presso l’aeroporto di Pescara. I responsabili Alitalia hanno detto no alla richiesta di assicurare i tre anni di commesse richiesti per consentire l’avvio dell’iniziativa abruzzese, hanno detto no ad aumentare comunque il fatturato per l’avvio della nuova società, hanno del tutto ignorato che sulla vicenda l’Abruzzo si è mosso in modo bipartisan.

C’erano la Regione (l’assessore ai trasporti Giandonato Morra, con il commissario Saga Carla Mannetti), le amministrazioni provinciali di Chieti e Pescara, con Enrico Di Giuseppantonio e Guerino Testa, gli imprenditori Paolo Primavera, presidente Confindustria Chieti e Silvio Di Lorenzo (per la cordata abruzzese interessata a rilevare l’attività), i sindacati, il centrosinistra, Verino Caldarelli, il sindaco di San Giovanni Teatino.

 Niente da fare. Con una percezione sgradevole, rilevata da più di uno dei presenti: l’iniziativa di tentare il salvataggio di Air One Technic ha dato fastidio.

«Ma chi ve lo ha fatto fare…sapete che il settore deve andare a Napoli, c’è già un accordo….lì lavoreranno in regime di monopolio….lasciate perdere»: il messaggio di chiusura netta dell’Alitalia è arrivato chiaro e forte.

Tanto che l’assessore Morra, di solito abituato alle trattative, si è inca…volato fortemente e con lui hanno mal digerito l’accoglienza anche gli industriali e gli altri politici. Anche perché, a volerla dire tutta, l’Abruzzo – rispetto ai soldi movimentati dall’Alitalia per la manutenzione – chiedeva solo briciole.

«Sì, il confronto è stato aspro – conferma Carla Mannetti – niente tre anni di commesse, scarsissima apertura sul fatturato che comunque era insufficiente ad assicurare la possibilità di un piano industriale decente per gli imprenditori abruzzesi. Torniamo delusi, Morra è il più dispiaciuto e per il momento tentiamo di far arrivare almeno la cassa integrazione per questi dipendenti che hanno il contratto dei metalmeccanici che dovrà essere autorizzato».

Nemmeno gli industriali lesinano critiche: «Non c’era la volontà di arrivare ad un accordo – commenta Paolo Primavera – perché non c’è stata trattativa. Non lo voglio pensare, ma sembravamo dare fastidio con la nostra presenza e con la nostra idea di subentrare».

Un corollario scomodo per la Regione, che pure si è mossa a difesa di questa manutenzione ed in definitiva dell’aeroporto, è che l’Abruzzo a Roma non sembra contare molto. Con il rischio - ormai quasi impossibile da scongiurare - del licenziamento di 80 persone. Per giovedì intanto il presidente Enrico Di Giuseppantonio ha convocato una riunione alla Provincia di Chieti:«E’ impossibile che non si trovi una soluzione per una regione come la nostra martoriata da crisi economica, terremoto, licenziamenti ecc. La politica non può stare a guardare».

Sebastiano Calella  29/03/2011 15.25