Sospiri:«Io vittima di rancori e calunnie. Le intercettazioni si interpretano come si vuole»

Alessandro Biancardi

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Lorenzo Sospiri Pdl

Lorenzo Sospiri Pdl

MONTESILVANO. Non sono passate inosservate le intercettazioni anticipate ieri da PrimaDaNoi.it tra alcuni indagati nell’ambito dell’inchiesta sui concorsi pilotati a Montesilvano. Storie vecchie del 2007 che però rimangono attuali perché lo scorso 4 giugno l’inchiesta è stata chiusa ufficialmente dal pm Giampiero Di Florio.* LE TELEFONATE CORDOMA-SOSPIRI E L'ATTESA DEI RISULTATI

Sono così giunti ai 20 indagati gli avvisi contenenti in sintesi le specifiche delle accuse mosse dalla procura. Le parti interessate hanno avuto oltre 40 giorni per richiedere copia di tutto il fascicolo e dunque iniziare a studiare le carte dell’accusa per poter elaborare una difesa. Nello stesso periodo, prima cioè che la procura formuli la richiesta di rinvio a giudizio, gli indagati possono chiedere di essere interrogati per fornire già ulteriori prove per la loro difesa. Finora –a tempo teoricamente scaduto- i principali indagati, il sindaco di Montesilvano, Pasquale Cordoma, ed il capogruppo Pdl, Lorenzo Sospiri, non si sono visti.

Sospiri però scrive a PrimaDaNoi.it e si difende: parla di accuse infondate e viziate da interessi e di rivalsa politica e che la colpevolezza delle persone non si può provare con frasi estrapolate ed isolate dal contesto.

«Le persone di Brocchi, sconfitto prima nella corsa quale candidato per il centro destra e poi come sindaco di Montesilvano da Cordoma, e Koveos addetto stampa non riconfermato dallo stesso sindaco», sostiene Sospiri, «erano o forse sono animate da un’evidente rancore personale che hanno inteso sfogare denunciando i presunti favoritismi che hanno dato il via a questa inchiesta. Qualunque cittadino può essere esposto alla calunnia ed una qualunque conversazione estrapolata semplicemente è interpretabile in qualsiasi forma, ma a qualunque cittadino dovrebbe essere concesso il diritto alla difesa, diritto che intendo esercitare avendo con i miei legali avuto almeno il tempo di leggere le carte dell’accusa che ho solo da alcune settimane a fronte di mesi e anni di indiscrezioni e maldicenze».

Così Sospiri anticipa nuovamente quello che aveva già detto lo scorso 4 giugno, appena diffusa la notizia della chiusura delle indagini: «sarà mia cura fornire tutti i chiarimenti che il sostituto procuratore Di Florio, se lo riterrà, vorrà richiedermi, o meglio li fornirò nella fase dibattimentale preliminare alla richiesta di rinvio a giudizio, fattispecie non ancora avvenuta». «Ritengo possibile», dice a PrimaDaNoi.it Sospiri, «ma forviante riportare stralci di discussioni senza nè capo e nè coda probabilmente neanche oggetto della fase processuale dell’inchiesta, ma questo sarà oggetto di riflessione in altra sede in cui se mi sarà chiesto conto dei contenuti di quelle conversazioni risponderò. Tengo a precisare che non avendo mai protestato per questa inchiesta ed avendone pazientemente atteso la conclusione resto sereno, perchè certo di poter provare di essere oggetto solo di una vergognosa e calunniosa messa in scena di rancorosi personaggi di cui parleremo in seguito e nelle sedi opportune».

Legittime le opinioni di Sospiri e le sue scelte processuali, legittime finora anche la pubblicazione delle intercettazioni che certo sono spesso estrapolate dal contesto e possono essere interpretate anche non nel senso originale. Per questo forse è opportuno non limitarsi a tre o quattro esempi. Ad ogni modo leggendo le carte (anche con una certa fretta) emergono con chiarezza anche tutti gli altri elementi di prova: conferme e confessioni in primo luogo (c’è chi conferma di aver ricevuto le risposte da Sospiri come il consigliere comunale di An Ruggieri che però sostiene di non averle utilizzate e conseguì un punteggio di 38/40), e le risposte stesse ritrovate in seguito alle perquisizioni a carico degli indagati.

Il segretario provinciale Pd Antonio Castricone leggendo le intercettazioni parla di «scenario inquietante».

«Sarà la magistratura ad accertare gli eventuali risvolti giudiziari», spiega Castricone, «ma le intercettazioni, che evidenziano un quadro molto grave, se non verranno smentite mostrano che il Pdl pescarese, dopo aver conquistato il potere in gran parte dell’area metropolitana promettendo legalità e trasparenza, avrebbe agito senza scrupoli truccando un concorso. Noi, a differenza di altri partiti del centrosinistra, abbiamo contrastato Cordoma e la sua legalità di facciata fin dal primo giorno, e torniamo a dire che non c’è alternativa alle sue immediate dimissioni. Insieme con il presidente Fini Cordoma raccolse le firme per la legalità: gli chiediamo se oggi sarebbe ancora in grado farlo. Forse lo potrebbe fare con Cosentino e Verdini». «Ma a questo punto» dice il segretario Pd «si pone un serio problema in tutte le amministrazioni locali di centrodestra dell'area metropolitana, in cui gli uomini coinvolti in questa inchiesta hanno ruoli di primo piano». Per questo Castricone dice che il centrosinistra «deve essere pronto al voto, perché il palazzo sta tremando: bisogna avviare un confronto nella coalizione e con quella grande parte di società stanca di questo centrodestra».

30/07/2010 8.39