Spadaccini, Procura di Pescara chiude l'inchiesta sulla maxi evasione

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Tra gli indagati anche l' imprenditore settore aereo Spadaccini. 

La procura di Pescara ha chiuso l'inchiesta relativa ad una maxi evasione fiscale internazionale da 90 milioni di euro, che il 21 ottobre scorso ha portato in carcere l'imprenditore del settore aereo, Giuseppe Spadaccini. L'avviso di conclusione delle indagini è stato firmato dal pm Mirvana Di Servio: 18 in totale gli indagati, tra loro, oltre a Spadaccini, il notaio pescarese Massimo D'Ambrosio, il commercialista di Chieti, Giacomo Obletter, il consulente fiscale Leonardo Valenti, l'avvocato Francesco Valentini.

Sei posizioni di personaggi ritenuti minori sono state stralciate in attesa di archiviazione.

Nei mesi scorsi Spadaccini è finito in carcere (prima a Regina Coeli di Roma poi a San Donato di Pescara).

 Secondo l'accusa, avrebbe promosso e organizzato, attraverso collaboratori italiani, una fitta rete di società italiane e portoghesi le quali, tra il 1999 e il 2008, avrebbero emesso e utilizzato fatture per operazioni inesistenti per 30 milioni di euro. Un giro vorticoso di danaro, con l'unico fine di sottrarre i ricavi delle società italiane al fisco, creando altresì fondi occulti all'estero. Nell'ambito dell'inchiesta “Flying money” risultano indagate in totale 24 persone e insieme a Spadaccini sono state arrestate altre 12. Si è proceduto inoltre al sequestro di immobili, quote societarie, uno yacht e saldi attivi su conti correnti, per quasi 12 milioni di euro.

ll giudice per le indagini preliminari, Guido Campli, in occasione degli arresti parlò di «dimostrata coesione organizzativa del gruppo». Sequestri e voci su questa indagine andavano avanti da quasi due anni. Spadaccini in quel periodo diede anche le dimissioni da presidente del Cda della società Sorem. Un abbandono soltanto formale, sostengono gli inquirenti, perché invece di fatto il dominus sarebbe rimasto sempre lui, impartendo direttive e ordini ai suoi collaboratori e fiduciari.

Sempre dall'inchiesta è emerso che c'erano piloti senza previdenza e società in Irlanda, Lussemburgo, Panama.

Dopo lo scoppio dell'indagine la Protezione Civile ha rescisso il contratto con la Sorem società che nel 2003 aveva vinto un secondo appalto per la gestione dello spegnimento degli incendi boschivi.

In questi mesi, in cui non sono mancate difficoltà per i piloti rimasti a terra, è stata esperita una nuova gara d'appalto (dopo un primo tentativo fallito) e il servizio è stato affidato alla spagnola Inear.

Sul fronte dell'inchiesta vera e propria, invece, a gennaio Spadaccini è uscito dal carcere.

Ora è l'inchiesta è chiusa. Si aspetta l'udienza preliminare per vedere chi sarà rinviato a giudizio e chi dovrà affrontare il dibattimento.

28/03/2011 16.11