Acqua, alla riunione dell'Ato non passa l'aumento della tariffa

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6317

I sindaci della provincia di Pescara

I sindaci della provincia di Pescara

PESCARA. Pomeriggio intenso negli uffici dell'Ato: l'aumento della tariffa non è passato. La soddisfazione di Wwf, Rifondazione e Codici.

Non passano gli aumenti dell'acqua. Oggi l'ennesima riunione dei sindaci dell'Ato di Pescara - Chieti convocata dal Commissario Caputi si è risolta nuovamente con un nulla di fatto, nonostante la seduta fosse valida per la presenza della maggioranza dei Comuni. Il commissario straordinario Caputi ha rimesso la possibilità di convocare un’altra seduta (e quindi di rivotare per l'ennesima volta l'aumento della tariffa) nelle mani del Comune capofila e quindi di Pescara. I sindaci presenti  hanno votato 25 a favore degli aumenti (per 35 quote), 9 contro (per 33 quote, tra cui Pescara), con 4 astenuti.

Momenti di tensione tra i primi cittadini. Tra gli altri si è fatto sentire, con un attacco ferocissimo alla gestione fallimentare del partito dell'acqua, il sindaco di Torre dè Passeri, Antonello Linari. Più riflessivo e silenzioso del solito, invece, il sindaco di Pianella, D'Ambrosio che ad un certo punto ha proposto di votare subito l'aumento ma di renderlo operativo a partire da gennaio 2011. Non sono mancate proteste da parte di chi ha chiesto a Caputi di conoscere bene il provvedimento che si stava andando a votare, tra lo sconcerto dello stesso commissario dal momento che si sta parlando dell'aumento da quasi 3 mesi. Ma che molti sindaci non avessero mai letto il documento lo avevamo già notato, verificato e denunciato. Oggi il nodo è venuto al pettine in maniera clamorosa.

Dopo la votazione è scoppiato il putiferio. Parole forti sono volate dal sindaco di Catignano, Francesco Lattanzio, sorpreso per questa nuova sconfitta. Accuse sono state rivolte anche all'amministrazione di Pescara che ha votato contro l'aumento (a differenza di Montesilvano che ha votato a favore) in quanto Comune capofila del comitato ristretto dei sindaci che si era riunito nelle scorse settimane proprio per approvare gli aumenti, seppure con qualche modifica. Per la prima volta, mai come adesso, intorno alla gestione del servizio idrico si è focalizzata una forte attenzione che ha fatto in modo che diverse riunioni andassero in maniera diversa rispetto al passato, quando le votazioni andavano via lisce e gli ordini di scuderia venivano rispettati senza intoppi. Questa volta è stato diverso ed è difficile non pensare che la ragione di tutto questo non sia l'inchiesta penale ancora aperto che ha forse sconvolto i piani e ''suggerito'' maggiore cautela.

Soddisfatto della giornata il Wwf: «ormai è chiaro che è impossibile l'aumento della tariffa senza una radicale revisione delle  modalità di gestione del ciclo idrico nel territorio dell'Ato». Il Wwf nei giorni scorsi aveva anche preventivamente diffidato l'Ato rispetto agli aumenti per due motivi: «assenza della Valutazione Ambientale Strategica prevista per tutte le revisioni dei piani d'ambito e mancato calcolo degli indicatori di qualità di gestione previsti nel disciplinare tecnico di gestione». «Non possiamo che essere soddisfatti dell’esito di questa votazione – dichiara Domenico Pettinari segretario Provinciale di Codici – anche frutto delle numerose diffide che la nostra associazione ha inviato ai sindaci soci dell’Ato. Riteniamo che in capo ai sindaci – continua Pettinari – vi sia una grossa responsabilità nella gestione dell’azienda pubblica ACA Spa che negli ultimi anni ha dilapidato cospicue somme di danaro pubblico essendo loro stessi anche soci dell’ACA Spa e quindi votando l’aumento avrebbero certamente consentito alla spa pubblica di usufruire di ulteriori risorse da spendere nella ormai nota gestione fallimentare delle casse dell’azienda». Adesso l'associazione dei consumatori si augura che i sindaci che hanno espresso il loro voto contrario all’aumento dell’acqua «dimostrando senz’altro responsabilità nella gestione della cosa pubblica» mettano subito mano alla gestione dell’azienda pubblica ACA Spa «per cercare di salvare il salvabile se ancora vi è una possibilità».

«Penso ai 26 sindaci assenti, evidentemente in difficoltà sotto la pressione delle proteste», ha commentato Corrado Di Sante, segretario provinciale Rc, «è una vittoria della tenacia di Rifondazione Comunista, WWF, Abruzzo Social Forum e di tanti altri che si sono mobilitati per scongiurare gli aumenti. Il nostro Sindaco Riziero Zaccagnini di Tocco da Casauria ha posto in assemblea nuovamente tanto i problemi di merito sul piano d’ambito sollevati dal WWF, quanto l’incongruenza del Piano Industriale dell’ACA che non ha voluto affrontare la riduzione degli sprechi. Insieme a Tocco da Casauria si sono espressi per il no altri 8 comuni (Tocco da Casauria, Manoppello, Castiglione a Casauria, Abbateggio, Chieti,Pescara, Serramonacesca, Torre de’ Passeri  e Torrevecchia Teatina)».

Secondo Rifondazione a questo punto andrebbe affrontato senza altro indugio i lproblema delle  reticenze la riduzione dei costi operativi dell’Aca ed effettuata un’operazione di trasparenza. Purtroppo però non sono bastati oltre 10 giorni per far uscire il documento firmato dai 40 sindaci nela quale rinnovavano la fiducia al consiglio di amministrazione dell’Aca. Anche questo è un segnale che giunge forte e chiaro…

 Rifondazione ricorda inoltre come il Piano Industriale dell’Aca sia stato votato in maniera anomala in forma di “bozza”, quindi «può essere riscritto».

29/07/10 19.21