Torre dè Passeri, sospeso tecnico arrestato. Il gip «si sono arricchiti a discapito dei terremotati»

Alessandro Biancardi

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TORRE DE' PASSERI. A dieci giorni dagli arresti il Comune di Torre dè Passeri ha provveduto, come previsto dalla normativa vigente, a sospendere dal servizio il dipendente comunale raggiunto da misure restrittive.

Paolo Arditi, definito dal gip «l'autentico manovratore dell'intera vicenda delittuosa» quindi, da oggi, è sollevato dal proprio incarico e non è più responsabile dell'ufficio tecnico. A breve, fanno sapere dal Comune, sarà nominato un nuovo responsabile del settore tecnico, ma, comunque, le funzioni e le attività dell'ufficio, anche in questi giorni, «sono state e continuano ad essere assicurate dal personale in servizio».

L'Amministrazione comunale ribadisce in una nota la propria fiducia nella magistratura «affinchè faccia piena luce sui fatti e chiarisca le eventuali responsabilità di coloro che sono sottoposti a indagine, confermando la ferma volontà, qualora fossero accertati danni a carico dell'Ente, parte lesa in questa vicenda, di far valere in ogni sede i propri diritti e quelli dei cittadini amministrati».

Secondo l'ipotesi accusatoria formulata dal pm titolare dell'inchiesta, Gennaro Varone, e sposata dal gip, Guido Campli nell'ordinanza di arresto, il dirigente, responsabile dell'ufficio tecnico, avrebbe omesso di controllare e verificare la sussistenza dei presupposti per la concessione dei contributi statali, concessi anche quando, dice l'accusa, non c'era un reale bisogno.

Arditi avrebbe dovuto vagliare attentamente la documentazione che passava proprio dal suo ufficio sullo stato dei luoghi prima del sisma e sulla realizzazione dei lavori.

Avrebbe però appoggiato le richieste di contributo che arrivavano, «anche laddove non ne ricorressero i presupposti di fatto e di diritto», scrive il gip Campli, «e la documentazione trasmessa fosse carente o fraudolentemente redatta». Per la procura c'è inoltre l'aggravante per aver abusato dei propri poteri e violato i doveri inerenti la pubblica funzione.

Arditi deve rispondere di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio.

Il tecnico, ricostruisce sempre il gip Campli, «avrebbe accettato dagli imprenditori incaricati delle ricostruzioni la promessa che gli illeciti profitti derivanti dalle truffe sarebbero stati divisi con i tecnici incaricati Giuseppe Arditi, Michele Pace».

«PARTICOLARE SPREGIUDICATEZZA A DISCAPITO DEI TERREMOTATI»

E da ormai dieci giorni sono ai domiciliari, oltre al tecnico Arditi anche il figlio architetto, Giuseppe Arditi, il geometra Michele Pace e gli imprenditori Fernando Del Rossi, Urim Muca, Lucio Marsili e Romolo Pasquale De Angelis. Nella stessa indagine risultano indagati anche Cesidio Epifanio, Umberto Coppola, Serhan Sakiri e Alberico Trifone.

Dopo gli interrogatori degli arrestati, durante i quali tutti hanno respinto le accuse, gli avvocati hanno fatto istanza di revoca o sostituzione della misura cautelare.

Bisognerà vedere cosa deciderà il gip. Proprio Campli nell'ordinanza di arresto aveva parlato di condotte reiterate degli indagati e un «modus operandi ben collaudato» composto da un «consistente intreccio di falsi e truffe ripetuti in modo seriale mediante il quale gli indagati continuano a disporre a loro piacimento dei fondi stanziati per il risanamento».

«La probabilità di recidiva è elevata», ha scritto ancora il gip, «anche in considerazione della particolare spregiudicatezza mostrata». Il giudice pone l'accento sul «comportamento assolutamente deprecabile» degli arrestati che «non hanno esitato ad arricchirsi a scapito delle popolazioni colpite dal sisma, sottraendo fondi pubblici ed impedendo così a chi ne aveva bisogno di ricevere il contributo per il risanamento del proprio immobile».

Secondo il gip il comportamento sarebbe andato avanti anche dopo aver capito che c'era una indagine della Procura in corso, probabilmente a seguito dei sequestri.

«E' altamente probabile che gli indagati possano commettere nel prossimo futuro reati della medesima specie di quelli in contestazione», aggiunge Campli. Il tecnico comunale avrebbe «completamente obliterato la funzione di amministratore imparziale» mentre gli altri «si sono giovati del dismesso controllo di Arditi per illecito tornaconto personale».

Alessandra Lotti  24/03/2011 15.29