Pianella, «varianti ‘ad personam’ e l’ombra delle speculazioni in contrada Nora»

Alessandro Biancardi

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PIANELLA. Entra nel vivo a Pianella la discussione relativa alla variante al Prg in fase di studio per l’introduzione di una nuova zona produttiva denominata D3 in contrada Nora.

Nell’area dovrebbe infatti sorgere un impianto, realizzato dalla ditta So.Ca.Pi., per la lavorazione degli scarti animali. Un impianto considerato “insalubre di prima classe”, tanto da aver scatenato già accese proteste e da rendere necessaria una rivisitazione degli assetti urbanistici di Pianella.

In vista della conferenza preliminare per la valutazione ambientale strategica per la variante al Prg, propedeutica al progetto, il consigliere comunale Gianni Filippone ha preparato una valutazione nella quale illustra le problematiche che, a suo dire, investono il progetto e chiede che venga espresso, pertanto, un parere negativo.

Con delibera di Giunta numero 144 del 27 novembre 2009 è stato stabilito di procedere a Valutazione ambientale strategica della proposta di variante al Prg e di effettuare, prima di procedere all’adozione della variante al Prg, una conferenza pubblica di verifica e valutazione, articolata in due sedute, entrambe aperte a tutti i cittadini.

La prima si terrà il giorno 24 marzo 2011, alle ore 15.00, presso la sala consiliare del Comune, ed è finalizzata alla illustrazione della ricognizione dello stato di fatto, dei contenuti del Piano urbanistico, degli orientamenti iniziali e degli obiettivi, della relazione ambientale e delle relazioni connesse, dei documenti fatti pervenire da soggetti diversi nella fase di verifica di Assoggettabilità a V.A.S., nonché al dibattito/confronto con i partecipanti; in quella sede sarà consentito ai partecipanti di depositare pareri, documenti scritti, considerazioni e valutazioni.

La seconda seduta è invece in programma per il giorno 7 aprile 2011, alle ore 15.00, presso la sala consiliare del Comune, con valutazione ambientale finale del Piano, alla luce degli esiti della prima riunione, ai fini dell’inserimento della pratica all’ordine del giorno del Consiglio comunale.

Proprio in vista della conferenza e della successiva discussione in Consiglio comunale Filippone ha illustrato le sue valutazione sul progetto partendo da alcuni aspetti considerati «critici».

«I PUNTI CRITICI»

«Innanzitutto lo studio dei venti», spiega il consigliere, «presentato dalla ditta So.Ca.Pi., manca di informazioni dettagliate riferite a tutti i periodi dell’anno, nonché del monitoraggio del reale stato di fatto sulla zona interessata all’intervento, tenuto conto che la nuova attività è classificata “insalubre di prima categoria”».

Filippone fa notare che da verifiche effettuate sul territorio di Pianella e Comuni limitrofi, si è riscontrato che il vento in diversi periodi dell’anno, tira prevalentemente verso le frazioni abitate di Villa Badessa (Rosciano), Cerasa (Nocciano) e le abitazioni di contrada Nora (Pianella), quindi gli odori nauseabondi misti alle micropolveri provenienti dall’impianto, dirigendosi verso i centri residenziali esistenti, possono causare allergie, malattie e invivibilità ai cittadini.

A riguardo il consigliere del gruppo “Rinasce Pianella” rimarca anche che dello studio delle micropolveri «manca una dettagliata relazione, che attesti la quantità e la qualità delle emissioni nell’ambiente circostante, provenienti dall’attività stessa».

L’insediamento, secondo Filippone, può creare «problemi ambientali sotto diversi aspetti, in quanto l’area è incontaminata e ricade in aperta zona agricola (tenuto conto che ad oggi tutto il territorio di Pianella, può vantare la certificazione Dop per l’olio d’oliva, ed il titolo di “Bandiera Verde”)».

Dato che si tratta di un terreno adiacente il Fiume Nora, l’insediamento «può inoltre incidere negativamente a modificare l’ecosistema della vallata del Fiume stesso».

Nella sua valutazione, dunque, il consigliere sottolinea che vista la zona scelta dalla ditta So.Ca.Pi. Srl per il nuovo insediamento, il territorio circostante «è a forte rischio, perché modifica il clima della zona, la qualità dell’aria, la temperatura dell’aria, attraverso l’emissione di vapori in atmosfera, l’abitat naturale della fauna e della flora, tenuto conto che l’insediamento si trova vicino alla vegetazione del fiume Nora».

L’impianto che si vorrebbe costruire, inoltre, andrebbe a produrre, secondo l’analisi di Filippone, una «cappa di polveri ed odori nauseabondi lungo la vallata del Fiume Nora, che in presenza di venti, provenienti da diverse direzioni, probabilmente portano le polveri e gli odori verso le abitazioni».

Nella zona esistono le aziende agricole più grandi (come estensione e culture prodotte) del Comune di Pianella ed alcuni hanno investito su iniziative nel settore agrituristico. Vista la crisi che risente da alcuni anni il settore agricolo, «questo insediamento potrebbe danneggiare ulteriormente la qualità e l’immagine dei prodotti agricoli, e di conseguenza tutta l’economia della zona».

I PROBLEMI ALLA VIABILITA'

«Visto che il Consiglio comunale non sembra orientato ad obbligare la ditta proponente ad adeguare a sue spese tutta la viabilità interessata», continua il consigliere, «si deduce che il Comune di Pianella (praticamente la collettività) in futuro si dovrà far carico delle ingenti spese per le riparazioni delle strade in oggetto. I problemi alla viabilità interesserebbero anche altre zone: la strada comunale di contrada Costa dell’Olmo (densamente abitata), contrada Santa Maria e contrada Nora, dove per circa 1 Km il percorso ha una larghezza della carreggiata di circa 4 metri, e su diversi punti esistono curve pericolosissime con scarsa visibilità».

Dalle informazioni in possesso di Filippone, tra l’altro, l’azienda riceverà la materia prima (ossa di animali) da diverse ditte, dislocate su tutto il territorio nazionale, quindi il transito di tir previsto potrà essere molto più intenso di quello dichiarato dalla ditta che seguirà il progetto.

La ditta, secondo la relazione tecnica presentata, ad insediamento concluso ed attività avviata ipotizza un traffico di tir di circa 50 automezzi al giorno.

Visto che nella relazione della So.Ca.Pi. si richiede una variante al Prg, ovvero di trasformare un terreno agricolo di 61.000 mc di sua proprietà, in zona D3, Filippone si chiede perché non è stata seguita la procedura Suap e Sportello Unico?

 d.d.c.  23/03/2011 10.24