Ex centrale del latte, Pastore chiede l'intervento di Bondi

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Sulla demolizione della ex centrale del latte il senatore Andrea Pastore (Pdl) interroga il ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi.ACERBO: «INTIMIDAZIONE NEI CONFRONTI DELLA SOVRINTENDENZA» 

La Sovrintendenza ha bloccato lo scorso 2 agosto le ultime fasi di demolizione. Adesso il senatore del Pdl, presidente della commissione per la Semplificazione e componente della I commissione Affari Costituzionali, chiede di saperne di più e sottolinea il «grave danno alla circolazione» causato dallo stop, «in una delle arterie viarie principali della città con enorme disagio per i residenti e per le attività commerciali della zona».

Pastore chiede a Bondi che solleciti la Sovrintendenza per stabilire al più presto il valore storico-culturale del manufatto e i motivi dell’ordinanza di sospensione di lavori emessa «con procedura del tutto anomala e improvvisata». «Qualsiasi ritardo, nel caso venisse disconosciuto tale valore, potrebbe comportare richiesta di danni da parte del proprietario e in tal caso al danno si aggiungerebbe pure la beffa», ha aggiunto il senatore.

Il fabbricato, che è ed è sempre stato di proprietà privata, è stato realizzato nel corso del ventennio fascista ed è stato poi adibito a centrale del latte. Appresa la notizia della demolizione, ad inizio estate, una parte della politica cittadina si era opposta all'abbattimento del fabbricato.

Ma i lavori sono cominciati e andati avanti fino allo scorso 2 agosto quando è arrivato improvvisamente lo stop.

«E' evidente», dice oggi Pastore al ministro Bondi, «che la situazione attuale non può prolungarsi oltre un termine ragionevole, trattandosi peraltro di proprietà privata sulla quale era in corso un intervento edilizio regolarmente autorizzato da parte di una impresa che non potrà tollerare per un lungo periodo i danni che certamente sono derivati e ancor più deriveranno dal fermo dei lavori e dall’incertezza sulla sorte della costruzione»

Pastore chiede al ministro anche di risolvere «un dubbio»: il fabbricato è «effettivamente riconducibile alla progettazione dell’architetto Di Fausto?», uno dei maggiori esponenti internazionali dell'architettura del ventennio, autore per conto del Ministero degli Esteri di numerosissimi piani urbanistici e interventi edilizi nei paesi del Mediterraneo e di molte sedi diplomatiche all'estero. E se anche fosse è «sufficiente a giustificare l’intervento operato?»

 15/09/2010 9.25

ACERBO: «INTIMIDAZIONE NEI CONFRONTI DELLA SOVRINTENDENZA» 

«E’ singolare», commenta il consigliere comunale di Rifondazione, Maurizio Acerbo, «che dopo tutte le notizie apparse sulla stampa il senatore Pastore domandi a Bondi se il manufatto il fabbricato è 'effettivamente riconducibile alla progettazione dell’architetto Di Fausto?'». «La cosa gravissima», continua l'esponente di Rc, «è che il senatore esprime una censura nei confronti della Sovrintendenza che raccogliendo gli appelli provenienti dalle associazioni cittadine e dallo stesso consiglio comunale è intervenuta per salvaguardare l’immobile storico. Qualsiasi pescarese dovrebbe rallegrarsi del fatto che finalmente la Sovrintendenza si è data una mossa essendo stata nel passato troppo distratta rispetto alla salvaguardia degli edifici storici».

Invece per Pastore l’ordinanza di sospensione è una «procedura del tutto anomala e improvvisata». «Pastore», continua Acerbo, «non solo mette in dubbio la procedura, ma addirittura mette in dubbio se sia giustificata l’ordinanza di sospensione. Le uniche preoccupazioni di Pastore sono rivolte alla povera ditta che si è vista sospendere i lavori. Appare evidente che il senatore con l’interrogazione esercita una pressione a favore dell’impresa nel momento in cui la Sovrintendenza sta ancora decidendo se vincolare comunque l’edificio demolito. Inoltre non può non leggersi nell’interrogazione l’intento di scoraggiare ulteriori attivismi da parte della Sovrintendenza».

15/09/10 15.00